Green pass, le novità dei Dpcm per aziende e Pa
Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso del green pass
di Andrea Carli e Andrea Gagliardi
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I punti chiave
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Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, Daniele Franco, del Ministro della salute, Roberto Speranza, e del Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, ha firmato il Dpcm con le modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo. Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni
Intanto, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Ministro della salute, Roberto Speranza, il presidente del Consiglio ha firmato anche il dpcm con le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde COVID-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre.
Controlli automatizzati e semplificati
Sono quattro le nuove modalità di verifica del Green pass dei lavoratori, indicate nel nuovo Dpcm, che si affiancheranno alla app VerificaC19, oggi già in uso nei ristoranti e negli altri luoghi in cui è obbligatorio entrare con il certificato verde. Posto che, per semplificare i controlli, i datori di lavoro potranno interrogare la banca dati nazionale, ma con un anticipo massimo di 48 ore. Il meccanismo ruota attorno alla banca dati del green pass (piattaforma nazionale Dgc) gestita da Sogei (braccio tecnologico del Mef) che ha ad aver lavorato in coordinamento con il ministero della Salute e con l'innovazione tecnologica per mettere a punto i nuovi sistemi di verifica
I quattro nuovi sistemi di verifica
Dei 4 sistemi di verifica il più immediato, soprattutto per i datori di lavoro privati, è quello che passa per l'Inps. I delegati al controllo accreditati dalle aziende potranno inserire in anticipo sugli accessi nel portale Inps, anche in blocco, i codici fiscali dei dipendenti da controllare. Le verifiche potranno essere chieste in anticipo per un gran numero di lavoratori e le risposte arriveranno prima dell'accesso sul luogo di lavoro.Il sistema è pensato per tutte le aziende private con più di 50 dipendenti (al di sotto di questa soglia resta Verifica C19) e per le amministrazioni pubbliche che non sono collegate a NoiPa.
Il portale NoiPa sarà un'altra porta di accesso ai controlli per circa due milioni di dipendenti pubblici, in pratica quelli già oggi gestiti tramite questa piattaforma. Anche in questo caso NoiPa farà da intermediario per le interrogazioni a Sogei, sempre attraverso il codice fiscale dei lavoratori e sempre con un anticipo massimo di 48 ore rispetto agli ingressi.
