Grillo, la video-difesa del figlio irrompe in Parlamento. Pd: il M5S acceleri la sua transizione
Il caso arriva nell’Aula della Camera. Fratelli d’Italia chiede la convocazione di una capigruppo sul tema
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I punti chiave
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Le polemiche sul video diffuso lunedì 19 aprile dal garante del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo in difesa del figlio 19enne Ciro, accusato di violenza sessuale rimbalzano in Parlamento. Fratelli d’Italia chiede di convocare la conferenza dei capigruppo sul tema diventato ormai un caso politico di primo piano. Dure critiche arrivano dal Pd con la vicesegretaria Tinaglia (parole «inaccettabili e vergognose») e l’altro vice di Enrico Letta, Beppe Provenzano che chiede che «M5S acceleri la sua transizione e con la guida di Conte abbracci sempre e comunque garanzie e principi dello Stato di diritto, quel video è semplicemente inconcepibile e da condannare». A condannare l’uscita di Grillo sono anche Forza Italia e Leu che critica «il garantismo a correnti alternate» del Garante M5s. Ed è scontro fra le moglie di Grillo, Parvin Tadjik - che cita un video della presunta vittima in cui «si vede che lei è consenziente» - e Maria Elena Boschi (Iv) che le risponde che «le sentenze le decidono i magistrati, non i tweet delle mamme».
Il video
Ciro Grillo è accusato di stupro assieme a tre coetanei: nel luglio 2019, dopo una serata passata al Billionaire in Costa Smeralda, in un appartamento a Porto Cervo i quattro giovani avrebbero insieme violentato una studentessa 19enne milanese di origine scandinava in vacanza nel nord Sardegna con un’amica.
Nel video a difesa del figlio Grillo esordiva chiedendo: «Mio figlio è su tutti i giornali come uno stupratore seriale insieme ad altri tre ragazzi. Perché non li avete arrestati subito?». E poi: «Ce li avrei portai io in galera, a calci nel culo». L’obiettivo di Grillo sono i media che hanno riportato la notizia: «Vi siete resi conto che non è vero niente ch c'è stato lo stupro» è la sua versione. «Perché una persona stuprata la mattina al pomeriggio fa kitesurf e dopo 8 giorni fa la denuncia vi è sembrato strano. Bene, è strano». Grillo prosegue: «C'è tutto il video, si vede che è consenziente, si vede che c’è il gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, in mutande e saltellano col pisello così perché sono 4 coglioni, non stupratori e io sono stufo»”. Poi la chiosa: «Se dovete arrestare mio figlio, che non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera».
Il caso in Parlamento
Il caso Grillo è arrivato nell’Aula della Camera all’apertura dei lavori di martedì 20 aprile. Il centrodestra attacca e chiede chiarimenti ma anche il capogruppo di Leu Federico Fornaro deplora il video del fondatore M5s. La prima a prendere la parola è la deputata di Fratelli d'Italia Lucaselli che chiede la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo sul tema. Molto dure anche le critiche della deputata della Lega Ravetto e di Fi Valentini ma anche Leu critica «il garantismo a correnti alternate» del Garante M5s.
La difesa di Crippa (M5S): vicenda personale e complessa
A difesa della posizione espressa da Beppe Grillo prende la parola in Aula a Montecitorio il deputato pentastellato Davide Crippa. «Credo sia una vicenda personale complessa e dolorosa - sottolinea Crippa - che coinvolge diverse famiglie che stanno vivendo una situazione drammatica. La vicenda è al vaglio la magistratura che rispettiamo, sta alla giustizia fare il suo corso». Poi il parlamentare invita a distinguere «la vicenda personale di un padre coinvolto e quella del M5s, sono due cose diverse».
