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GS1: nel carrello della spesa crescono gli acquisti dei prodotti regionali

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Immagino sugli scaffali ci sono oltre 24mila prodotti con vendite per oltre 9,7 miliardi di euro di sell-out, in crescita del +1,3%

di Enrico Netti

(Tamani Chithambo/peopleimages.com - stock.adobe.com)

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Al momento di fare la spesa gli italiani si lasciano guidare dalle regioni di origine soprattutto quando di tratta di prodotti alimentari e vini. Una offerta che ha ormai superato le 10mila referenze e nell’ultimo anno ha segnato una crescita del 11% con vendite per oltre 2,8 miliardi. Soprattutto sI rafforza la matrice di italianità nel carrello della spesa che, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Immagino di GS1, nell’anno finito a giugno 2022 le referenze hanno superato la boa dei 24mila prodotti e hanno realizzato, in supermercati e ipermercati, oltre 9,7 miliardi di euro di sell-out, in crescita del +1,3% rispetto allo stesso periodo del 2021. Lo stock di prodotti sulla cui confezione sono evidenziati il tricolore, i claim “100% italiano”, “Prodotto in Italia” e le indicazioni geografiche registrate e tutelate dalla Ue (Igp, Dop, Doc, Docg e Igt, vede un +9,3% nell’arco di un anno ma la domanda vede una flessione dell’8%. La pressione promozionale per questi prodotti è sostenuta e oscilla tra il 44% per i prodotti Docg, il 38% per i Doc fino a quasi il 29% quando sulla confezione è presenze la bandiera italiana. Sono oltre 10mila i prodotti presenti sugli scaffali di supermercati e ipermercati che indicano la provenienza regionale. Un segmento di beni che vale oltre 2,8 miliardi e vede un leggero calo del valore delle vendite (-0.5%) nonostante la crescita (+11%) dell’offerta. I prodotti di 8 regioni hanno registrato un aumento delle vendite e tra i top performer ci sono quelli della Sardegna (+8,3%), Molise (+10,7%) e Liguria (+6,3%). Considerando il valore delle vendite sul podio salgono il Trentino - Alto Adige che si conferma come la regione che sviluppa il più importante giro d’affari, e la Sicilia mentre in terza posizione c’è l’Emilia Romagna che sorpassa il Piemonte. La classifica viene chiusa da 4 regioni i cui prodotti hanno registrato risultati negativi. Il Friuli-Venezia Giulia ha perso il -10,6% delle vendite, scese a 40,4 milioni di euro, a causa soprattutto del calo dei vini Doc e Docg e del latte fresco. L’Abruzzo è arretrato del -4%, scendendo a un giro d’affari di 40,4 milioni di euro per effetto so-
prattutto della diminuzione delle vendite di vini Doc e Docg. La Basilicata ha segnato un -8,8%, con fragole e nettari di frutta a spiccare tra i 42 prodotti rilevati, che hanno ottenuto 20,1 milioni di euro di vendite. Infine, la Valle d'Aosta ha accusato un -3,0% del sell-out, sceso a 8,4 milioni di euro, con il formaggio Fontina come maggior protagonista.

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