lettera al risparmiatore

Guala Closures, la strategia dell’azienda: fino al 15% di ricavi negli Usa e le novità sui tappi hi-tech

La crisi riduce la capacità di spesa delle famiglie, ma la società sottolinea che durante le recessioni il consumo di bevande alcoliche non cala.C’è il rischio cambi, tuttavia il gruppo afferma che il calo del dollaro è favorevole in quanto riduce il costo delle materie prime

di Vittorio Carlini

6' min read

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Da un lato, accrescere la propria attività nel Nord America, essenzialmente negli Usa. Dall’altro, unitamente alle maggiori efficienze e alla preservazione della generazione di cassa, spingere l’innovazione di prodotto. In particolare attraverso le chiusure dotate di microchip. Sono alcune delle priorità di Guala Closures a sostegno del business.

Il gruppo, va ricordato, divide la sua attività essenzialmente nel seguente modo. Ci sono le chiusure (tappi) personalizzate (Luxury) per bottiglie anti-adulterazione (Safety) oppure in alluminio per vini (Wine). Poi vengono realizzate chiusure per bevande analcoliche, acqua, olio d’oliva, aceto (il cosiddetto Roll on). Infine, dopo essere uscita dal Pharma e seppure più marginale, c’è la realizzazione di flaconi, bottiglie e miniature in Pet (polietilene tereftalato, cioè plastica).

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I TRIMESTRI A CONFRONTO

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Obiettivo Nord America

Di là dall’oggetto sociale l’azienda, per l’appunto, vuole accelerare nel Nord America. Soprattutto Negli Usa. Nel 2019 il fatturato, generato dal gruppo, in quel mercato è stato di 36,5 milioni di euro. Un dato che vale circa il 6% del giro d’affari consolidato. Ebbene Guala Closures, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, vuole arrivare a generare nel medio periodo il 10-15% dei ricavi nel Nord America. In che modo? La società negli Usa ha un piccolo stabilimento. Il progetto, quindi, verrà anche e soprattutto sostenuto dalla fabbrica in Messico. Allo stato attuale non è previsto alcun investimento per ampliare la base produttiva. Seppure, nell’ipotesi in cui questo si rendesse necessario, l’opzione non è esclusa a priori. Riguardo alle tipologie di prodotti, invece, la società intende fare leva, da un lato, sulle chiusure personalizzate (Luxury); e, dall’altro, sui tappi per il vino. Senza dimenticare poi (negli Usa è stato realizzato il primi lancio commerciale) le chiusure connesse tramite chip.

RICAVI PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO

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Dai tappi hi-tech...

Già, i tappi ad alta tecnologia. L’innovazione è uno dei punti fermi del gruppo, che investe in media circa il 2% dei ricavi in R&D. Un focus, in particolare, riguarda proprio le chiusure con il microchip. Si tratta di una tecnologia che, grazie ad un microprocessore installato nella chiusura stessa, consente al consumatore, tramite uno smartphone, di apprendere notizie sulla bottiglia: dall’indicazione se sia stata aperta (oppure no) fino ad informazioni sul contenuto e su chi lo produce. Inoltre consente, finora solo ai grandi gruppi che sfruttano le loro piattaforme, di tracciare ed individuare la bottiglia.

Il primo lancio commerciale del tappo connesso, per l’appunto, è avvenuto in America. Poi ce ne sono stati altri. L’obiettivo era arrivare, nel 2020, a 5-10 milioni di chiusure intelligenti. A causa del Covid-19, però, ulteriori lanci sono stati messi in stand by. Di conseguenza è presumibile che, sempre nell’anno in corso, la produzione possa assestarsi intorno alla quota di 5 milioni di tappi hi-tech.

Su questo fronte, peraltro, va ricordato un passaggio importante: la sottoscrizione, da parte di Guala Closures, del 20% di SharpEnd. L’operazione è rilevante in quanto il gruppo, in collaborazione con la società britannica, renderà operativa (presumibilmente nel 2021) una piattaforma attraverso la quale anche i produttori medio-piccoli potranno sfruttare il tappo intelligente per tracciare la produzione. In tal modo avranno la possibilità, ad esempio, di essere sicuri che quella determinata bottiglia è stata consegnata in quello specifico negozio; oppure saranno in grado di gestire meglio la loro logistica e il magazzino. Un mix che renderà la filiera produttiva più efficiente.

LA DINAMICA DEL MOL

Dati in milioni (* a cambi costanti e perimetro costante; ** a cambi costanti)

LA DINAMICA DEL MOL

...alla magnetoformazione

Ma non è solamente il tappo connesso. Altra frontiera dell’innovazione riguarda la magnetoformazione. Cioè: la modellazione del metallo attraverso impulsi elettromagnetici. Il processo è utile per la realizzazione dei rilievi presenti sui tappi, tipicamente realizzati in alluminio. Normalmente questo processo viene realizzato in maniera meccanica. Sennonché da un lato, dopo tante incisioni, la precisione del rilievo viene meno; e, dall’altro, gli stampi sono soggetti ad usura. Ebbene: la magnetoformazione può ovviare al duplice problema. A fronte di ciò Guala Closures sta sviluppando due progetti per arrivare ad avere un prototipo. Poi, entro dodici mesi, dovrebbe raggiungersi la produzione semi-industriale. Vale a dire: un output di circa un milione di unità.

LA STORIA DEI RICAVI GEOGRAFICI

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Il nodo della recessione

Tutto rose e fiori, quindi? Le realtà è più difficile. La recessione colpisce duro a livello globale. Le stime indicano che l’economia mondiale, nel 2020, dovrebbe cadere di oltre il 4%. In particolare per l’Italia le previsioni indicano un crollo del Prodotto interno lordo a doppia cifra. Chiaro che in un simile contesto la minore capacità di spesa dei consumatori, unita alle difficoltà della ristorazione per il distanziamento sociale, costituisce un rischio per Guala Closures. La società, pure consapevole della situazione, professa fiducia. In primis l’azienda ricorda che, tradizionalmente, durante i periodi di crisi il consumo di bevande alcoliche non diminuisce. Inoltre il gruppo sottolinea che in simili contesti sono i brand globali ad affrontare le maggiori difficoltà. Ebbene, è l’indicazione, quest’ultimi pesano per circa il 30% sui suoi ricavi complessivi. Il restante 70% è costituito da produttori locali e regionali che soffrono meno. Non solo. L’azienda, anche di fronte all’incremento del consumo casalingo di bevande, dice di non avere particolari problemi: la sua produzione trasversale le consente infatti di coprire le più diverse modalità di fruizione. Ciò detto, tuttavia, può obiettarsi che la minore ricchezza del consumatore riduce la richiesta nella fascia”Luxury”. Possibile, dice Guala Closures. E tuttavia, aggiunge sempre la società, la sua diversificazione geografica e di prodotto rende, come mostra il calo contenuto dei ricavi nel primo semestre (-3,2% a cambi costanti), l’attività comunque resistente alla recessione.

Divisioni e M&A

Fin qui alcune considerazioni sull’espansione in Nord america, l’innovazione e la crisi economica. Quali, però, le dinamiche delle varie divisioni? In generale il gruppo, al di là dell’uscita dal Pharma, non vede, nel medio periodo, una modifica della loro incidenza sul fatturato. Certo: nel 2020 si assiste all’accelerazione del Roll On. Ma il trend, per un gruppo il cui core business sono le chiusure complesse (cioè tappi per la sicurezza e l’alto di gamma), è l’effetto contingente dell’acquisizione della tedesca Closurelogic. Quest’ultima è un’operazione sui generis da parte di Guala Closures. La società,normalmente, ha nel radar realtà con buona profittabilità. Il che non è per la neoacquisita. Tuttavia, da una parte, l’occasione di avere una base strategica nell’importante mercato tedesco non poteva essere persa; e, dall’altra, il gruppo prevede che nel giro di due anni l’Ebitda margin di Closurelogic potrà arrivare ad una doppia bassa cifra percentuale. Ciò considerato l’M&A prosegue? Il gruppo risponde che nel 2020 i primari impegni sono: integrare la realtà tedesca e preservare la generazione di cassa. In generale non esclude, in futuro, di continuare a guardarsi intorno.

L’indebitamento

Già, il futuro. Quali invece le prospettive dell’indebitamento netto dell’azienda? Al 31 marzo scorso il rosso della Pfn è sceso a 483 milioni, con però il rapporto tra debito netto e Ebitda di circa 4 volte. Un dato quest’ultimo in generale elevato che fa storcere il naso. Il gruppo non condivide la valutazione ed invita ad un’analisi più articolata. In primis, viene ricordato, nel passato il rapporto era più alto e nonostante ciò la società ha sempre onorato tutte le scadenze sul debito. Inoltre spiega sempre l’azienda, seppure c’è qualche momentaneo rallentamento dovuto al Covid-19, il gruppo prosegue nel piano di riduzione dell’indebitamento finanziario. In tal senso, da una parte, il debito netto a fine 2020 è previsto essere inferiore a quello del 2019; e, dall’altra, è confermato il target di medio periodo di un “Net debt to Ebitda” di 3-3,5 volte.

DOMANDE & RISPOSTE

Nel primi trimestre del 2020 le perdite nette sui cambi sono aumentate, contribuendo a mandare in rosso l'ultima riga di bilancio. In generale il risparmiatore esprime preoccupazione per la volatilità delle valute
La società non condivide il timore. Il gruppo ricorda che le perdite in oggetto sono virtuali. Tanto che, nel secondo trimestre, sono state assorbite a causa dell'avvenuta modifica dei rapporti valutari. Più in generale, poi, Guala Closures sottolinea che l'attuale debolezza del dollaro è per lei positiva in quanto la grande maggioranza della materia prima utilizzata nella sua produzione (essenzialmente alluminio) è denominata nella valuta statunitense. L'Opa parziale su Guala Closures non è andata in porto.

Qual è il rapporto con il socio Investindustrial?
La società afferma che, finora, non ci sono rapporti con l'azionista in oggetto.Di là da ciò il gruppo, come già indicato, dice che per lei avere soci industriali è positivo.

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