Medio Oriente

Guerra, ultime notizie. Scholz: «Armi a lungo raggio a Kiev». Video Idf: «Su folla a Gaza spari palestinesi». Arrivata nave con aiuti

Il capo del ministero degli Affari interni dell’Ucraina, Igor Klymenko, ha riferito che sono saliti a 19 i morti nell’attacco russo a Odessa e 73 persone sono rimaste ferite. La prima spedizione di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza attraverso un corridoio marittimo aperto da Cipro è arrivata sulla costa dell’enclave palestinese, dove sono iniziate le operazioni di scarico di 200 tonnellate di cibo. Le operazioni di voto per le presidenziali in Russia, iniziate stamane, sono in corso anche nella regione russa di Belgorod, nonostante i ripetuti attacchi ucraini. Hamas ha presentato ai mediatori una proposta di cessate il fuoco a Gaza che prevede una prima fase di rilascio di donne, bambini, anziani e malati israeliani tenuti in ostaggio in cambio del rilascio di 700-1000 prigionieri palestinesi.
Nuova manifestazione a Gerusalemme per gli ostaggi di Hamas a Gaza
  • Brasile, comandanti esercito e aeronautica: «Bolsonaro partecipò a tentativo di golpe»

    Due massimi leader militari brasiliani hanno dichiarato alla polizia che l’ex presidente Jair Bolsonaro aveva presentato loro un piano per rimanere al potere dopo le elezioni perse del 2022, ma entrambi si sono rifiutati e lo hanno avvertito che lo avrebbero arrestato se ci avesse provato, secondo i documenti giudiziari rilasciati venerdì.

    Le testimonianze degli ex comandanti dell’esercito e dell’aeronautica di Bolsonaro alla polizia, e rilasciate dalla Corte Suprema, includono le prime menzioni dirette del leader di destra come partecipante attivo a una cospirazione per ignorare i risultati delle elezioni dell’ottobre 2022 vinte dal suo rivale, attuale presidente Luiz Inacio Lula da Silva.

    Le dichiarazioni dei comandanti militari durante il mandato di Bolsonaro si aggiungono ai suoi problemi legali mentre i pubblici ministeri cercano di trovare collegamenti tra il leader di estrema destra e le rivolte dell’8 gennaio 2023 che hanno devastato gli edifici governativi nella capitale Brasilia una settimana dopo l’insediamento di Lula.

    Il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, bersaglio frequente di Bolsonaro e presidente delle indagini, ha autorizzato la divulgazione dei documenti.

  • Usa, ex vicepresidente Pence: «Non appoggerò Donald Trump per la Casa Bianca»

    L’ex vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence non appoggerà l’ex presidente degli Usa, Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. “Non dovrebbe sorprendere che quest’anno non appoggerò Donald Trump”, ha detto Pence a ’Fox news’. Il rapporto tra Pence e Trump si è inasprito dopo i disordini del 6 gennaio di Capitol Hill. “Abbiamo le nostre divergenze sui miei doveri costituzionali che ho esercitato il 6 gennaio 2021”, ha detto.

  • Mike Pence a Fox, «non appoggerò Donald Trump»

    L’ex vicepresidente Mike Pence non appoggerà Donald Trump per la presidenza. “Quest’anno non appoggerò Donald Trump, non è una sorpresa”, ha detto l’ex vicepresidente in un’intervista a Fox, spiegando che la decisione di non dare l’endorsment al suo ex capo non dovrebbe essere una sorpresa. I rapporti fra Pence e Trump si sono spezzati dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio.

  • Usa chiedono fino a 50 anni di carcere per Bankman-Fried per Ftx

    Sam Bankman-Fried, il fondatore di Ftx, dovrebbe restare in carcere per almeno 50 anni per il ruolo che giocato in quella che è “un delle maggiori frodi dell’ultimo decennio”. A chiedere fra i 40 e i 50 anni di reclusione per Mr. Ftx sono i procuratori dell’accusa in vista della decisione del giudice Lewis A. Kaplan attesa il 28 marzo. La pena è ben più pesante dei sei anni e mezzo chiesti dai legali di Bankman-Fried.

  • Lituania, ’assalto a Volkov fatto per creare scompiglio’

    Con l’assalto effettuato due giorni fa a Vilnius al braccio destro di Navalny, Leonid Volkov, la Russia intenderebbe “creare confusione e contrasti all’interno della società lituana”. Lo ha affermato oggi la premier lituana, Ingrida Simonyte, intrattenendosi con i giornalisti. Simonyte ha sottolineato che nonostante l’assalto possa essere stato eseguito da individui appositamente inviati da Mosca, non va escluso che il Cremlino si sia potuto avvalere di elementi locali

  • Casa Bianca cautamente ottimista dopo nuova proposta Hamas

    - La Casa Bianca si dice “cautamente” ottimista dopo la nuova proposta di Hamas per un accordo sullo scambio di prigionieri. Lo ha detto il portavoce del Consiglio della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby

  • Usa, sosteniamo Israele, israeliani decidono su elezioni

    “Sta agli israeliani decidere” se ci saranno nuove elezioni: “continueremo a sostenere Israele”. Lo afferma il portavoce del Consiglio della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby, rispondendo a chi gli chiedeva se Joe Biden volesse nuove elezioni a Israele come chiesto dal leader dei democratici in Senato Chuck Schumer. Biden ha definito l’intervento di Schumer “un buon discorso”

  • Piantedosi, pronti a rivedere cauzione 5mila euro migranti

    “Stiamo ragionando sulla riedizione del decreto” che prevede una cauzione di 5mila euro per i migranti che chiedono l’asilo, “prevedendo una gradazione dell’importo, valutando caso per caso”, in caso di osservazioni da parte dell’ Europa . Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ad un un convegno promosso dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia.

  • Marocco, sì a passaporto per figli di madri sole senza ok paterno

    Le madri marocchine sole o divorziate che sono residenti all’estero potranno ottenere un passaporto marocchino per i loro figli minorenni senza dover più aspettare l’autorizzazione del padre. È una procedura studiata dai ministeri dell’Interno e degli Esteri, per semplificare le normali procedure amministrative. Ma più che una riforma burocratica è una svolta, il riconoscimento di un diritto per le madri sole, che arriva dopo anni di attesa e si estende a tutti i servizi consolari marocchini nel mondo. Quelli di Madrid e New York sono stati i primi a mettere in pratica la direttiva e ad annunciarla tramite i rispettivi social network.

    Il rilascio o il rinnovo del passaporto marocchino è spesso necessario per regolarizzare la permanenza nel Paese ospitante, per beneficiare di alcuni servizi e mantenere il legame con il Marocco. L’autorizzazione del padre, ora non più necessaria, è stata spesso usata come una forma di ricatto tra le coppie separate. Ora i servizi consolari hanno la possibilità di riconoscere alla madre divorziata che ha la custodia del figlio il diritto di richiedere e ritirare il suo passaporto in caso di assenza del padre, impedimento o incapacità giuridica. Basta che un giudice non abbia disposto il contrario.

    In caso il padre sia irreperibile o non voglia farsi raggiungere, la madre dovrà semplicemente presentare una dichiarazione giurata che non è stato possibile contattarlo. La disposizione fa seguito a una circolare del ministro degli Interni e secondo fonti stampa dovrebbe presto entrare in vigore anche in Marocco.

  • Idf mostra video, sulla folla a Gaza spari palestinesi

    Il portavoce militare israeliano ha diffuso immagini che mostrano uomini armati palestinesi impegnati ieri a sparare su una folla di abitanti di Gaza nel rione Zeitun “un’ora prima dell’ingresso di un convoglio umanitario”. Con queste immagini Israele intende confutare le accuse di Hamas su una responsabilità israeliana nell’incidente in cui sono morte diverse persone. “Ribadiamo - ha aggiunto il portavoce militare - che nessun membro delle forze armate israeliane ha aperto il fuoco sul convoglio umanitario in Piazza Kuwait”. L’Idf assicura che l’incidente non indebolirà la sua determinazione a distribuire aiuti.

  • La denuncia di Msf, a Gaza non ci sono più letti per i feriti

    Nel nord di Gaza non ci sono abbastanza letti per curare i feriti e alcune persone non riescono nemmeno a raggiungere gli ospedali perché le strade sono distrutte. Dopo che per mesi il nord della Striscia è rimasto tagliato fuori dagli aiuti umanitari, le persone non hanno altra scelta se non provare a sopravvivere con minime quantità di cibo, acqua e forniture mediche. Lo denuncia Loay Harb, un infermiere di Medici Senza Frontiere (Msf ), raccontando la situazione nel nord di Gaza dove continua a lavorare come può per offrire cure mediche alla popolazione.

    Su base volontaria - riferisce una nota dell’organizzazione umanitaria, lui e un altro infermiere si recano quotidianamente all’ospedale Al-Shifa e nella clinica dove lavoravano i team di Msf per occuparsi del cambio delle medicazioni dei feriti.

    “La situazione a Gaza - spiega Harb - è catastrofica, non ci sono parole per descriverla. Non abbiamo elettricità, acqua e connessione.. Non abbiamo farina e non abbiamo modo di comunicare con il mondo. Stiamo attraversando momenti molto difficili, a causa dell’assedio, della povertà e della fame. La situazione medica dei pazienti è molto complessa. Nell’ospedale ci sono tantissimi sfollati, il che rende ancora più difficile il nostro lavoro. Alcuni pazienti vengono messi sul pavimento. Non ci sono abbastanza letti e spazi per accogliere l’enorme numero di pazienti. Lavoro quotidianamente anche nella clinica di Msf. Ancora arrivano pazienti con ustioni e ferite di guerra e gli forniamo assistenza sanitaria di base con le capacità minime che abbiamo. Alcuni pazienti hanno difficoltà a raggiungere la nostra clinica per ricevere le cure perché le strade sono distrutte. Per questo motivo, preparo per loro dei kit di medicazione e gli spiego come cambiarle”.

  • Brasile, l’esercito minacciò di arrestare Bolsonaro in caso di golpe

    L’ex comandante dell’esercito del Brasile , Marco Antonio Freire Gomes, minacciò di arrestare l’allora presidente Jair Bolsonaro nel caso avesse deciso di tentare il colpo di stato dopo aver perso le elezioni a favore di Lula: lo ha dichiarato l’ex comandante dell’aeronautica militare, Carlos Almeida Baptista Júnior, alla polizia federale nel corso dell’interrogatorio per l’inchiesta sul tentato golpe dell’8 gennaio. I verbali delle deposizioni sono stati desecretati oggi dalla Corte Suprema. “Dopo che il presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, aveva ventilato la possibilità di attaccare la democrazia attraverso alcuni istituti previsti dalla Costituzione, come la Garanzia di legge e ordine, decreto di stato di difesa o stato d’assedio, l’allora comandante dell’esercito Freire Gomes affermò che se avesse tentato un simile atto avrebbe dovuto arrestarlo”, ha dichiarato Baptista Júnior, sottolineando che entrambi avevano preso posizione contro il colpo di stato al contrario dell’allora comandante della Marina, Almir Garnier Santos, che aveva “messo le truppe a disposizione” di Bolsonaro.

  • Salgono a 19 i morti in attacco russo a Odessa

    Sono saliti a 19 i morti nell’attacco russo nella città ucraina di Odessa . Il capo del ministero degli Affari interni dell’Ucraina, Igor Klymenko, ha riferito che 73 persone sono rimaste ferite. Lo riporta Rbc-Ukraine. Secondo la Regione di Odessa, a seguito del bombardamento le forniture di gas ed elettricità sono state danneggiate. Attualmente sono in 535 le abitazioni senza corrente e in 800 senza gas.

  • Arrivata a Gaza prima nave di aiuti del corridoio via mare

    La prima spedizione di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza attraverso un corridoio marittimo aperto da Cipro è arrivata sulla costa dell’enclave palestinese, dove sono iniziate le operazioni di scarico di 200 tonnellate di cibo. Lo ha detto all’Afp il portavoce dell’ong responsabile dell’operazione, World Central Kitchen. L’organizzazione sta “scaricando la chiatta che ora è collegata al molo temporaneo” costruito a sud-ovest di Gaza City, ha detto Linda Roth.

  • Putin ha votato online per le presidenziali

    Il presidente russo Vladimir Putin ha votato in modalità online per le elezioni presidenziali alle quali è candidato come “indipendente” ad un quinto mandato. Lo riferisce la Tass

  • Gallant, «governo a Gaza legato ad Anp, ipotesi meno peggio»

    “Il meno peggio” per Israele nel dopoguerra a Gaza sarebbe un governo di funzionari locali collegato all’Autorità nazionale palestinese (Anp). Lo ha detto il ministro della difesa israeliano Yaov Gallant nella riunione del Gabinetto politico dove si discutevano le alternative alla fine del conflitto nell’enclave palestinese. Un governo locale dell’Anp è da sempre la posizione degli Usa. Gallant - citato dai media - ha parlato di quattro possibilità tutte negative, inclusa quella da lui indicata come “la meno peggio”. Le altre 3 riguardano: un governo tenuto da Hamas, la più negativa; un comando israeliano che costerebbe la vita dei soldati e sottrarrebbe forze alla Cisgiordania e al confine con il Libano e il “caos” che porterebbe al coinvolgimento israeliano nella Striscia. Gallant è stato attaccato - secondo la stessa fonte - dai ministri Miri Regev e Yariv Levin.

  • Media, ’Hamas propone accordo di 42 giorni in 3 fasi’

    Nuovi dettagli sulle nuove proposte inoltrate da Hamas per uno scambio di prigionieri sono riferite da Ynet che cita al Jazeera. Hamas - spiega Ynet - propone un accordo in tre fasi, ciascuna delle quali della durata di 42 giorni. Per ogni soldatessa che fosse liberata viva, Hamas esige il rilascio di 50 prigionieri palestinesi, di cui 30 condannati all’ergastolo. Inoltre Hamas richiede un ritiro delle forze israeliane da due importanti arterie che attraversano la Striscia di Gaza nella sua lunghezza: la al-Rashid (la strada costiera) e la Sallah a-Din, che corre all’interno. Questo ritiro dovrebbe agevolare il transito di aiuti umanitari per la popolazione. All’inizio della seconda fase, inoltre, dovrebbe entrare in vigore un cessate il fuoco permanente, che sarebbe seguito dalla liberazione degli ostaggi israeliani giudicati da Hamas in età militare.

  • Biden, «Schumer su Israele? Un buon discorso»

    “Un buon discorso”. Così Joe Biden ha definito le dichiarazioni del leader della maggioranza democratica Chuck Schumer sulla necessità di nuove elezioni in Israele. “Ha fatto un bel discorso e penso che abbia espresso una seria preoccupazione condivisa non solo da lui, ma da molti americani”, ha detto Biden parlando con i giornalisti al seguito a proposito delle dichiarazioni di Schumer.

  • Tusk: Polonia, Germania e Francia parlano con una sola voce sulla sicurezza

    Polonia , Germania e Francia parlano con una sola voce sulle questioni di sicurezza e non c’è divisione tra loro, ha detto venerdì il primo ministro polacco durante una visita a Berlino. “L’incontro di oggi... mostra chiaramente che alcune voci dannose secondo cui esistono differenze tra le capitali europee sono molto esagerate”, ha detto Donald Tusk dopo un incontro con il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron. “Oggi abbiamo parlato con una sola voce soprattutto della sicurezza del nostro continente”.

  • Scholz, «una coalizione per le armi a lungo raggio a Kiev»

    Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annunciato una coalizione degli alleati dell’Ucraina sulle armi a lungo raggio, in conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron e il premier polacco Donald Tusk dopo un incontro del cosiddetto Triangolo di Weimar.

  • Kiev, «cyberattacchi al voto russo», per Mosca, «tutti respinti»

    La Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (Gur) ha rivendicato di aver lanciato cyberattacchi indirizzati al sistema di voto online per le elezioni presidenziali in Russia. Secondo fonti del Gur citate da Rbc Ucraina, gli specialisti informatici ucraini avrebbero creato “seri problemi” al sistema di voto elettronico, tra cui il sito mos.ru, sovraccaricando il sistema e provocando guasti. La presidente della Commissione elettorale centrale russa (Cec), Ella Pamfilova, ha respinto la ricostruzione, parlando di “fake news” sui guasti al sistema e confermando che i siti web funzionano: a un accesso in Russia, risulta infatti che i portali vybory.gov.ru e mos.ru siano operativi. Il ministero russo per lo Sviluppo digitale ha in ogni caso riferito che il sistema di voto online “è costantemente sottoposto ad attacchi informatici”, sottolineando che “tutti vengono prontamente respinti”.

  • Putin, attacchi di Kiev tentativo di intimidire le persone

    “Come sapete, nel nostro Paese sono cominciate le elezioni presidenziali in conformità con la Costituzione russa. Nel tentativo di interrompere il processo elettorale e di intimidire le persone, almeno nelle aree di confine con l’Ucraina, il regime neonazista di Kiev sta cercando di mettere in atto una serie di azioni criminali armate dimostrative”: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando a una riunione del Consiglio di sicurezza russo. Putin ha riferito di aver chiesto al ministro della Difesa Serghei Shoigu di fare rapporto al Consiglio sulla situazione degli attacchi ucraini nelle regioni di frontiera.

  • G7 all’Iran, «niente missili alla Russia o reagiremo»

    “Siamo estremamente preoccupati per le notizie secondo cui l’Iran sta valutando la possibilità di trasferire missili balistici e la relativa tecnologia alla Russia, dopo aver fornito al regime russo droni che vengono usati in incessanti attacchi contro la popolazione civile in Ucraina. Chiediamo all’Iran di astenersi dal farlo, poiché ciò contribuirebbe alla destabilizzazione regionale e rappresenterebbe un sostanziale incremento materiale del suo sostegno alla guerra della Russia”. Così i leader G7 in una nota. In caso contrario, “siamo pronti a rispondere rapidamente e in modo coordinato, anche con nuove e significative misure”.

  • Fonti, verso intesa Ue sulle sanzioni ai coloni violenti

    Al Consiglio Affari Esteri di lunedì, a Bruxelles, i ministri dovrebbero trovare l’intesa politica per procedere con le sanzioni Ue ai coloni violenti israeliani in Cisgiordania. Lo sostiene un alto funzionario europeo. Nello stesso pacchetto ci saranno nuove misure contro Hamas, in particolare in relazione alle violenze sessuali perpetrate durante l’attacco del 7 ottobre. Gli atti legali seguiranno e su questo aspetto gli Stati membri sembrano propendere per una timeline precisa: prima Hamas, poi i coloni israeliani (in tutto saranno sei, a quanto si apprende).

  • Mosca, «Kiev bombarda due seggi nel Kherson, feriti»

    Le truppe di Kiev hanno bombardato due seggi per le presidenziali nella parte della regione di Kherson occupata dai russi. Lo ha detto la commissione elettorale locale, aggiungendo che in uno dei due seggi, a Brilevka, vi sono dei feriti. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti.

  • Russia: molotov contro seggio a San Pietroburgo, no vittime

    A San Pietroburgo una donna ha lanciato una Molotov sul tetto di una scuola che ospita un seggio elettorale. Lo riportano i media locali. Secondo la testata Fontanka, non ci sono stati vittime né danni e la donna è stata fermata da un passante, che l’ha consegnata alla polizia. Sempre per Fontanka, la donna avrebbe spiegato alla polizia che avrebbe agito su incarico di un certo “canale Telegram ucraino” dal quale le sarebbe stato promesso un pagamento.

  • al-Jazeera, 3 fasi nella proposta di Hamas per cessate fuoco

    Tre fasi per il cessate il fuoco. Fonti di Hamas hanno detto alla tv satellitare al-Jazeera che il gruppo ha presentato una proposta di cessate il fuoco in tre fasi, ognuna delle quali della durata prevista di 42 giorni. Nella prima fase, secondo l’emittente, Hamas chiede il ritiro delle forze israeliane oltre la Salah al-Din Road nei pressi di Gaza City per consentire il ritorno degli sfollati e il rilascio da parte di Hamas di una riservista israeliana trattenuta a Gaza per ogni gruppo di 50 prigionieri palestinesi liberati dalle carceri israeliane. Nella seconda fase Hamas vuole l’annuncio di un cessate il fuoco permanente prima di rilasciare soldati israeliani tenuti in ostaggio a Gaza. Per l’ultima fase, Hamas chiede la fine dell’assedio israeliano a Gaza e l’inizio della ricostruzione. La notizia è stata diffusa da al-Jazeera dopo che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto l’ultima proposta di Hamas per il rilascio di ostaggi in cambio della liberazione di detenuti palestinesi e per una tregua. Per Netanyahu si tratta di richieste “ancora assurde”, anche se Israele ha confermato l’invio di una delegazione israeliana in Qatar nell’intento di proseguire gli sforzi verso una tregua. Il premier israeliano ha anche dato il via libera a un piano operativo delle forze israeliane (Idf) per entrare a Rafah, nel sud della Striscia.

  • Netanyahu approva i piani per l’operazione a Rafah

    Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha approvato “i piani d’azione a Rafah”. Lo fatto sapere l’ufficio del premier spiegando che l’Idf “si sta organizzando per gli aspetti operativi legati all’evacuazione dei civili”.

  • Primo venerdì di Ramadan, nessun incidente a Gerusalemme

    Si è conclusa senza incidenti a Gerusalemme la preghiera del primo venerdì di Ramadan, il mese sacro per i musulmani. Lo ha comunicato la polizia israeliana, precisando che stamane decine di migliaia di persone si sono riunite sulla Spianata delle Moschee. Alla vigilia c’erano forti timori di incidenti a causa degli appelli lanciati da Hamas ai palestinesi della Cisgiordania - nel mezzo della guerra a Gaza - a marciare sulla moschea di Al-Aqsa, ignorando le restrizioni imposte dalle autorità israeliane per motivi di sicurezza. Oltre 3mila agenti, riporta il Times of Israel, sono stati schierati nella Città Vecchia di Gerusalemme per evitare scontri. Nel comunicato ufficiale della polizia si dice che non si sono registrati incidenti “inusuali”.

  • Orban, in Ue siamo stati fregati, faremo marcia su Bruxelles

    L’Unione europea vuole “costringere ad accogliere migranti e a rieducare i bambini ad accettare l’omosessualità”. Così il premier ungherese Viktor Orban attacca l’Ue. Come ungheresi “siamo stati fregati, è tempo della rivolta” e promette “una marcia su Bruxelles per realizzare un cambiamento”. Orban ha promesso che non permetterà all’Unione europea di “intaccare la libertà: l’Ungheria rimarrà libera e sovrana”. “Le nazioni dell’Europa oggi temono per la loro libertà” minacciata “da Bruxelles”, ha detto ancora. “L’Ungheria rifiuta la guerra, è impegnata per la pace” ma “dall’Ue riceviamo guerra, invece della pace”.

  • Israele ribadisce, «le richieste di Hamas sono infondate»

    “Le richieste di Hamas sono infondate”. Lo ha detto l’ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo cui “una delegazione israeliana partirà per Doha dopo che il gabinetto per le politiche di sicurezza avrà discusso la posizione di Israele”.

  • Tajani: «Truppe Nato a Kiev? Rischio Terza guerra mondiale»

    “Credo che la Nato non debba entrare in Ucraina” e “mi auguro che non accada” che un Paese vada a combattere lì. “Entrare e fare guerra alla Russia significa rischiare la Terza guerra mondiale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa al salone LetExpo di Verona, ribadendo che è escluso che le truppe italiane vadano in Ucraina.

  • Kiev: «Sale a 14 morti e 46 feriti bilancio attacco missilistico russo a Odessa»

    Si aggrava il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico russo che ha colpito la città meridionale ucraina di Odessa. Sono 14 i morti e 46 i feriti secondo le ultime notizie confermate dal governatore Oleh Kiper e riportate dal Kyiv Independent. In precedenza il governatore aveva confermato la morte di un paramedico e un soccorritore, arrivati sul luogo della tragedia dopo il primo impatto di un missile. Adesso Kiper sottolinea come fra i feriti vi siano almeno sette soccorritori.

  • Autorità Gaza: 31.490 palestinesi morti da inizio guerra, 149 nelle ultime 24 ore

    Il numero dei palestinesi uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra è salito a 31.490. È quanto fa sapere il ministero della Sanità, gestito da Hamas. Altre 73.439 persone sono rimaste ferite, ha aggiunto il ministero. Nelle ultime 24 ore, 149 persone sono state uccise e 300 ferite.

  • Hamas: Netanyahu rifiuta l’intesa per continuare l’aggressione

    Sami Abu Zuhri, un alto funzionario di Hamas, ha detto che il rifiuto da parte di Israele dell’ultima controproposta di tregua dimostra che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu è «determinato a perseguire l’aggressione contro il nostro popolo e a minare tutti gli sforzi compiuti per raggiungere un cessate il fuoco». Lo riporta il Guardian. Per Zuhri, spetta a Washington spingere il suo alleato Israele ad accettare un cessate il fuoco.

  • Israele scrive agli Usa: «Useremo le armi secondo il diritto internazionale»

    Israele ha inviato agli Usa una lettera in cui si impegna a «usare le armi secondo il diritto internazionale». Lo riporta Ynet sottolineando che il ministro della Difesa Yoav Gallant ha firmato la missiva in cui si impegna anche a non interferire con l’introduzione degli aiuti umanitari americani nella Striscia. Il documento è stato inviato - ricorda il media israeliano - dopo il «Memorandum sulla sicurezza nazionale» voluto dal presidente americano Joe Biden, in cui si subordina la vendita di armi agli alleati degli Stati Uniti all’impegno a ridurre il rischio di danni ai civili. Il provvedimento prevede che un Paese che non adempia ai propri obblighi rischia la sospensione degli aiuti militari entro 45 giorni. Il Segretario di Stato americano Anthony Blinken esaminerà la risposta di Israele e si prevede che presenterà al Congresso un rapporto entro il 25 marzo sull’attendibilità degli impegni dello Stato ebraico. Questa settimana è stato riportato da Politico che l’amministrazione Biden prenderà anche in considerazione la possibilità di limitare il trasferimento di armi a Israele nel caso in cui l’Idf lanci un’operazione militare a Rafah.

  • Sale a 16 il numero dei migranti morti nell’Egeo

    Sono almeno 16, tra cui 4 bambini, i migranti che hanno perso la vita nel mare Egeo dopo che il gommone sul quale stavano viaggiando è affondato a largo di Eceabat, località costiera della Turchia sullo stretto dei Dardanelli. Lo ha affermato Ilhami Aktas, il prefetto della provincia di Canakkale, come riportano vari media turchi. Il naufragio è avvenuto durante la notte, ha aggiunto il funzionario, facendo sapere che non è ancora chiaro il numero totale delle persone che si trovavano nel gommone, mentre 10 imbarcazioni della Guardia costiera e 2 elicotteri stanno svolgendo operazioni di ricerca in mare.

  • Cremlino: «Francia trascinata nel conflitto in Ucraina»

    La Francia è stata «trascinata nel conflitto in Ucraina» ed è pronta ad aumentare il suo coinvolgimento. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in merito alle parole del presidente francese Emmanuel Macron sul possibile invio di truppe.

  • Israele: i palestinesi hanno aperto il fuoco sulla folla a Gaza

    «Palestinesi armati hanno aperto il fuoco mentre civili di Gaza erano in attesa dell’arrivo del convoglio di aiuto». Lo ha fatto sapere il portavoce militare al termine delle sue indagini sui fatti accaduti ieri nel nord della Striscia, la cui responsabilità Hamas ha addossato all’esercito israeliano. Appena il convoglio di 31 camion è entrato nella Striscia - ha continuato - «i palestinesi armati hanno continuato a sparare quando la folla di residenti di Gaza ha cominciato a saccheggiare i camion». L’Idf ha denunciato che «i terroristi di Hamas continuano a danneggiare i civili che cercano cibo e incolpa Israele».

  • Odessa sotto pesante attacco missilistico dei russi

    La città di Odessa è stata colpita da un pesante attacco missilistico lanciato dall’esercito russo dalla Crimea, ha riferito il capo militare della regione Oleg Kiper su Telegram affermando che ci sarebbero feriti sotto le macerie. Dopo l’allarme aereo ci sono state potenti esplosioni e incendi in diversi quartieri, hanno riferito i residenti sui social.

  • Sindaco Belgorod smentisce sospensione operazioni di voto

    L’ufficio del sindaco di Belgorod, città russa sottoposta a bombardamenti da parte delle forze ucraine, ha smentito le voci diffuse da media di Kiev secondo le quali le operazioni di voto sarebbero state sospese. “Tutti i seggi nella regione sono aperti e gli elettori stanno votando”, si legge in un comunicato. “Fidatevi solo delle fonti ufficiali d’informazione”, si aggiunge nella nota.

  • Spiegamento di polizia israeliana, 20 mila fedeli sulla Spianata delle Moschee

    Oltre 20 mila fedeli musulmani hanno raggiunto la Spianata delle Moschee di Gerusalemme, e molti altri ancora si stanno dirigendo nella sua direzione, per partecipare alle preghiere del primo venerdì del Ramadan. Lo ha riferito la radio pubblica Kan. Secondo il portavoce militare israeliano Avichay Adraee, migliaia di palestinesi provenienti dalla Cisgiordania, e dotati di permessi, hanno potuto attraversare i posti di blocco ed entrare a Gerusalemme. Nei vicoli della Città Vecchia, riferiscono fonti locali, si nota un imponente spiegamento di forze di polizia impegnate a controllare la situazione dopo gli appelli lanciati da Hamas ai palestinesi a sfruttare questa circostanza per affrontare le forze israeliane. A breve distanza dalla Spianata i comandanti della polizia israeliana ed il ministro per la sicurezza nazionale Itamar ben Gvir stanno seguendo l’evolversi della situazione, assieme al comandante militare della Cisgiordania, gen. Yehuda Fuchs. Per il momento, ha riferito la radio pubblica Kan, la situazione appare calma. Tuttavia in alcuni rioni ebraici di Gerusalemme est vicini a località palestinesi gli abitanti hanno elevato lo stato di allerta per fini precauzionali.

  • Nuova protesta a Tel Aviv, parenti ostaggi davanti a quartier generale Idf

    Nuova protesta a Tel Aviv dei parenti degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall’attacco del 7 ottobre in Israele. Il Times of Israel riferisce di una manifestazione davanti al quartier generale delle forze israeliane (Idf) nel giorno in cui è prevista una riunione del gabinetto di guerra. “E’ arrivata l’ora di portarli a casa”, intonano i manifestanti, che sollecitano la conclusione di un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi.

    Dimostranti dei parenti degli ostaggi a Tel Aviv . REUTERS/Carlos Garcia Rawlins

  • Mosca: da Macron sogni folli e paranoici su invio truppe

    Sergei Naryshkin, capo dei servizi segreti esteri russi, ha definito «sogni folli e paranoici» le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron sulla possibilità di inviare soldati dei paesi Nato in Ucraina. Lo riporta il Guardian.

  • Onu: il mondo ha risorse per sfamare tutti, ma il 9% è senza cibo

    Il mondo ha le risorse per sfamare tutti dunque nessuno dovrebbe soffrire la fame nel ventunesimo secolo, ma il cambiamento climatico, con ondate di calore estreme, innalzamento del livello dei mari, inondazioni e siccità devastano i raccolti e causano livelli acuti di insicurezza alimentare. Per questo, lo scorso anno, 783 milioni di persone, ovvero oltre il 9% della popolazione mondiale, hanno sofferto di fame cronica e più di 333 milioni di persone hanno affrontato livelli acuti di insicurezza alimentare, con un aumento di quasi 200 milioni di persone rispetto ai livelli pre-Covid-19. È quanto ha denunciato il vice capo dei diritti umani delle Nazioni Unite, Nada Al-Nashif secondo cui «la triplice crisi planetaria del cambiamento climatico, dell’inquinamento e della perdita di biodiversità», continua a generare massicce violazioni dei diritti umani in tutto il mondo.

  • Almeno otto migranti morti nell’Egeo

    Almeno otto migranti, tra cui due bambini, sono morti dopo che il gommone sul quale stavano viaggiando è affondato a largo di Eceabat, località costiera della Turchia, sullo stretto dei Dardanelli. Lo ha annunciato la prefettura locale, come riportano vari media turchi della zona, facendo sapere che 4 migranti sono stati salvati ma non è ancora chiaro il numero totale delle persone che hanno perso la vita a causa del naufragio.

  • Russia, voto interrotto per allarme aereo

    In Russia il voto è stato interrotto nei seggi di Belgorod, regione confinante con l’Ucraina, a causa di un allarme anti-aereo. L’agenzia di stampa russa Ria Novosti, citando un testimone oculare, riporta che «a causa della minaccia missilistica, le persone che erano andate a votare sono state costrette a lasciare il seggio elettorale e a cercare rifugio» ma precisa che «dopo la cessazione della minaccia missilistica i residenti di Belgorod sono tornati al seggio». Secondo Ria, l’allarme è scattato alle 8.10 ora di Mosca ed è cessato 14 minuti dopo. L’emittente ucraina Rbc-Ukraine riferisce di esplosioni e di una colonna di fumo che si è alzata sopra Belgorod.

  • Russia: al voto per elezioni presidenziali, attesa vittoria Putin

    Golos, noto gruppo di osservatori indipendenti delle elezioni russe, ha dichiarato in un report di questa settimana che le autorità stanno “facendo di tutto perché la gente non si accorga del fatto stesso delle elezioni”. L’osservatorio ha descritto la campagna elettorale in vista del voto come “praticamente impercettibile” e “la più vuota” dal 2000, anno in cui Golos è stato fondato e ha iniziato a monitorare le elezioni in Russia. La campagna elettorale di Putin è stata ammantata di attività presidenziali, mentre gli altri candidati sono stati “palesemente passivi”, si legge nel report.

    Secondo Golos, i media statali hanno dedicato alle elezioni meno tempo rispetto al 2018, anno dell’ultima elezione di Putin. Lo stesso gruppo è stato coinvolto nel giro di vite: il suo co-presidente, Grigory Melkonyants, è in carcere in attesa di giudizio per accuse ampiamente considerate come un tentativo di pressione in vista delle elezioni. “Le attuali elezioni non saranno in grado di riflettere il reale stato d’animo della popolazione”, ha dichiarato Golos nel report, aggiungendo che “la distanza tra i cittadini e il processo decisionale sul destino del Paese è diventata più grande che mai”.

  • Kiev, marito e moglie uccisi da attacco russo in Ucraina centrale

    Due civili, marito e moglie cinquantenni, sono rimaste uccise nella loro casa durante un attacco con droni lanciato di notte dall’esercito russo nella regione dell’Ucraina centrale di Vinnytsia. Lo hanno riferito il governatore Sergey Borzov e la polizia, citati dai media ucraini. Il figlio della coppia è stato estratto vivo dalle macerie. Le immagini pubblicate da Ukrainska Pravda mostrano l’abitazione distrutta da un’esplosione.

  • Mosca, “distrutti 7 razzi Vampire su Belgorod, 2 feriti”

    Due persone sono rimaste ferite durante il bombardamento ucraino di stamattina di Belgorod. Lo ha riferito sul suo canale Telegram il capo della regione Vyacheslav Gladkov. I sistemi di difesa aerea hanno distrutto sette razzi Vampire Mlrs sulla regione di Belgorod. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, precisando che “Il 15 marzo, intorno alle 08,15 ora di Mosca, è stato fermato un tentativo da parte del regime di Kiev di effettuare un attacco terroristico contro obiettivi nel territorio della Federazione Russa utilizzando il sistema missilistico a lancio multiplo RM-70 Vampire. i sistemi di difesa aerea hanno distrutto sette razzi in volo sopra la regione di Belgorod”.

  • Mo: almeno 20 i civili uccisi in attesa di aiuti, Israele nega responsabilità

    Il ministero della Sanità di Gaza afferma che almeno 20 persone sono state uccise e 155 ferite dai bombardamenti israeliani mentre ieri erano in attesa degli aiuti. L’esercito israeliano ha negato di essere dietro l’attacco e ha detto che sta indagando sull’incidente. Il bilancio delle vittime è destinato a aumentare poiché le vittime vengono ancora trasferite in ospedale, secondo Mohammad Ghrab, un medico del pronto soccorso dell’ospedale Al Shifa. Secondo il ministero della Sanità la carneficina è “il risultato del fatto che le forze di occupazione israeliane hanno preso di mira un gruppo di cittadini in attesa di aiuti umanitari alla rotatoria ’Kuwait’ a Gaza.

    Le squadre mediche non sono in grado di gestire il volume e il tipo di feriti che raggiungono gli ospedali nel nord di Gaza a causa delle deboli capacità mediche e di personale”, ha aggiunto il ministero. La rotatoria del Kuwait a Gaza City è l’area in cui i camion degli aiuti distribuiscono cibo, attirando folle di persone alla disperata ricerca di aiuto. Le forze di difesa israeliane hanno negato di essere responsabili dell’attacco, in una dichiarazione rilasciata alla Cnn. “Le notizie secondo cui l’Idf ha attaccato decine di abitanti di Gaza in un punto di distribuzione degli aiuti sono false”, si legge nella dichiarazione. Testimoni oculari hanno riferito che l’area è stata colpita da quello che secondo loro sembrava un fuoco di carri armati o di artiglieria. Il portavoce della difesa civile di Gaza, Mahmoud Basal, ieri ha accusato Israele di essere dietro l’attacco in una dichiarazione. “Le forze di occupazione israeliane stanno ancora praticando la politica di uccidere cittadini innocenti in attesa di aiuti umanitari a causa della carestia che si sta verificando nel nord della Striscia di Gaza”, ha detto Basal in una nota.

  • Houthi, destino equipaggio sequestrato nelle mani di Hamas

    Il destino dell’equipaggio del cargo Galaxy Leader dirottato a novembre dai miliziani Houthi filo-Iran nel Mar Rosso è ora nelle mani di Hamas. Lo ha dichiarato alla Cnn il portavoce degli Houthi Nasr Al-Din Amer: “La nave e il suo equipaggio sono nelle mani dei fratelli del movimento di resistenza di Hamas e delle Brigate Al-Qassam”, ha detto. Il Galaxy Leader era gestito dalla compagnia giapponese Nippon Yusen. Secondo la Ambrey Analytics, è di proprietà di Ray Car Carriers, un’azienda legata al cittadino israeliano Abraham Ungar. Dell’equipaggio fanno parte17 filippini, due bulgari, tre ucraini, due messicani e un rumeno.

  • Mo: Netanyahu, richiesta cessate il fuoco di Hamas “irrealistica”

    In un post su X, l’ufficio del primo ministro israeliano ha affermato che Hamas “continua a proporre richieste irrealistiche” per una tregua tra Israele e Hamas durante il mese sacro islamico del Ramadan. Israele ha accettato un cessate il fuoco di sei settimane in cambio del rilascio di alcuni dei suoi prigionieri detenuti da Hamas a Gaza. Ma l’organizzazione islamista ha insistito che sarà necessario solo un accordo che preveda un “cessate il fuoco permanente” e il ritiro completo delle truppe israeliane.

  • Al via le elezioni russe

    Al via oggi le elezioni presidenziali in Russia, con Putin che ha fatto appello al voto “patriottico” e Mosca che ha messo in guardia contro eventuali manifestazioni di dissenso ai seggi.

  • Hamas: il bilancio della nuova strage di civili in attesa di aiuti sale a 21 morti

    Il Ministero della Sanità palestinese gestito da Hamas afferma che è salito a 21 morti e almeno 150 feriti il bilancio della nuova strage di civili in attesa di aiuti umanitari che sarebbe avvenuta per mano dell’esercito israeliano ieri sera nella città di Gaza. Lo riporta l’emittente araba Al Jazeera.

  • Senegal, scarcerati i leader dell’opposizione Sonko e Faye

    Il leader dell’opposizione senegalese Ousmane Sonko e il suo braccio destro candidato alla presidenza Bassirou Diomaye Faye sono stati rilasciati ieri sera dal carcere di Dakar, dieci giorni prima delle elezioni previste nel Paese dell’Africa occidentale, scatenando scene di giubilo nella capitale del Senegal

  • Idf: non abbiamo sparato sulle persone in attesa degli aiuti

    Il portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane (Idf), Avichay Adraee, nega le notizie apparse sui media arabi e palestinesi secondo cui le truppe dello Stato ebraico avrebbero ieri sera aperto il fuoco sulle persone in attesa di aiuti nella città di Gaza uccidendo almeno 21 persone.

  • Casa Bianca al nuovo premier dell’Anp: ora riforme di vasta portata

    La Casa Bianca ha accolto con favore la nomina del primo ministro palestinese Mohammed Mustafa, invitandolo a realizzare riforme credibili e radicali mentre si prepara a formare il suo governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). “Esortiamo alla formazione di un gabinetto riformista il più presto possibile”, ha detto in una nota la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano Adrienne Watson. “Gli Stati Uniti cercheranno che questo nuovo governo realizzi politiche e attui riforme credibili e di vasta portata”, ha aggiunto.

  • Portogallo: ok invio 100 milioni in munizioni a Kiev

    Il Portogallo si associa al programma di acquisto congiunto di munizioni da inviare all’Ucraina guidato dalla Repubblica Ceca. Il Consiglio dei ministri portoghese ha approvato un piano di sostegno da 100 milioni di euro destinati all’acquisto di munizioni d’artiglieria di grosso calibro, in particolare proiettili da 155 mm, il cui uso nei campi di battaglia, fa sapere in un comunicato il Ministero della Difesa portoghese, “ha raggiunto livelli estremamente elevati, il che rende vitale e urgente per l’Ucraina ottenere munizioni addizionali per rispondere agli attacchi prolungati e più intensi della Russia”. In questo modo il governo portoghese “ottempera all’impegno assunto di sostenere la difesa della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. La risoluzione approvata dall’esecutivo si aggiunge ad altri aiuti che il ministero della Difesa ha inviato all’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, due anni fa, i quali includono blindati M113, carri da combattimento Leopard 2A6, droni, oltre a materiale sanitario, gruppi elettrogeni e attrezzature di vario tipo.

  • L’Australia annuncia il ripristino dei fondi all’Unrwa

    La ministra degli Esteri australiana Penny Wong ha annunciato che il suo Paese ripristinerà i finanziamenti all’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). Lo riportano i media arabi e australiani. La Wong ha detto che un nuovo accordo in tal senso è in fase di finalizzazione e che l’Australia ripristinerà i 6 milioni di dollari di finanziamenti che erano stati sospesi a gennaio in seguito alle accuse di Israele secondo cui il personale dell’Unrwa avrebbe partecipato ai massacri di Hamas del 7 ottobre. “La natura di queste accuse giustificava una risposta immediata e appropriata. Il miglior parere attualmente disponibile da parte delle agenzie e degli avvocati del governo australiano è che l’Unrwa non è un’organizzazione terroristica e che le garanzie aggiuntive esistenti proteggono sufficientemente i finanziamenti dei contribuenti australiani”, ha affermato la ministra.

    Diversi paesi hanno ripristinato i finanziamenti all’agenzia Onu: Canada, Svezia e Spagna, così come la Commissione europea. I fondi dell’Italia per l’Unrwa restano invece sospesi “finché non ci sarà un chiarimento e non sarà esclusa qualsiasi partecipazione ad attività terroristiche dei suoi dipendenti”, ha detto quattro giorni fa il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa alla Farnesina.

  • Yemen, Usa: distrutti 9 missili antinave e 2 droni Houthi

    Le forze statunitensi hanno distrutto nove missili antinave e due droni nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi, afferma il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). “È stato stabilito che queste armi rappresentavano una minaccia imminente per le navi mercantili e per quelle della marina americana nella regione”, ha affermato il Centcom in un comunicato pubblicato su X aggiungendo che all’inizio della giornata i ribelli sostenuti dall’Iran avevano lanciato due missili balistici antinave dalle aree verso il Golfo di Aden e altri due missili verso il Mar Rosso senza causare vittime o danni.

  • Mosca: 4 droni di Kiev abbattuti sulla regione russa di Kaluga

    Unità di difesa aerea hanno abbattuto stanotte quattro droni ucraini sopra la regione russa di Kaluga, a ovest di Mosca: lo rende noto il governatore Vladislav Shapsha, citato dall’agenzia Tass. Non sono state segnalate vittime o danni alle infrastrutture, aggiunge Shapsha.

  • Usa: tornado si abbatte su cittadina dell’Indiana, molti feriti

    La polizia dello Stato dell’Indiana ha detto che ci sono “diversi feriti, anche gravemente”, dopo il tornado che ha colpito la comunità di Winchester giovedì. Danni alle case si registrano anche in Ohio e Kentucky.

    “Ci sono molti feriti, anche molto gravemente, ma non conosciamo ancora il numero, né l’entità delle ferite riportate”, ha dichiarato il sovraintendente della Polizia di Stato dell’Indiana, Douglas Carter. “Ce ne sono tantissimi non non sappiamo ancora esattamente”.

    A Winchester, una cittadina di 4700 abitanti 70 miglia a nord est di Indianapolis, è intervenuta l’Indiana Task Force One per aiutare nelle ricerche.

  • Mosca: 3 bimbi morti per bombe ucraine su Donetsk

    Tre bambini sono morti stanotte in un bombardamento delle forze di Kiev sulla città ucraina di Donetsk, annessa dalla Russia: lo affermano le autorità locali, citate dall’agenzia Tass.

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