Guerra, ultime notizie. Inviato Usa: «Israele ha iniziato ritiro da sud del Libano». Gaza, Idf accusato di aver sparato su convoglio Onu
I punti chiave
- Inviato Usa: “Israele ha iniziato ritiro da sud del Libano”
- Gaza, Onu accusa Israele di aver sparato su suo convoglio
- Turchia: «Milizie curde fuori da Siria è questione di tempo»
- Al Jazeera: «Arrestati alcuni operai dopo attacco bus»
- Macron: «Iran principale sfida in Medio Oriente»
- Ministero Sanità Hamas: «Morti a Gaza saliti a 45.854»
- Spari contro un bus in Cisgiordania: la dinamica
- Idf: «Caccia a terroristi in Cisgiordania»
- 3 uccisi in Cisgiordania, Idf insegue sospettati
- Israele: «Hamas non rivela condizioni ostaggi da liberare
Israele ammette, usata ambulanza per raid a Nablus
L’esercito israeliano ha ammesso che le sue forze hanno usato un’ambulanza per infiltrarsi nel campo profughi di Balata, nella città di Nablus in Cisgiordania, un raid che secondo i palestinesi ha provocato la morte di una donna anziana e di un giovane. Lo scrive il giornale Yedioth Ahronoth. Domenica, media palestinesi hanno condiviso filmati di sorveglianza di un negozio che mostrano soldati israeliani uscire da un’ambulanza nel cuore del campo e sparare ai passanti. Secondo loro, l’azione ha causato la morte di una donna di 80 anni e di un giovane. L’esercito israeliano, in una dichiarazione, ha affermato di operare in conformità con il diritto internazionale e di aver avviato un’indagine sull’incidente in questione. Ha dichiarato che l’indagine esaminerà l’uso dei veicoli mostrati nel video e le accuse di danni a individui non coinvolti durante lo scambio di fuoco. Sembra che il video sia stato girato il 19 dicembre 2024, durante un raid israeliano nel campo. Lo stesso giorno, fonti palestinesi hanno riportato due vittime. All’epoca, l’esercito israeliano ha affermato di aver condotto un’operazione per arrestare un sospetto. “Durante l’attività, c’è stato uno scambio di fuoco con combattenti che hanno sparato e lanciato ordigni esplosivi contro le nostre forze”, ha aggiunto la dichiarazione.
Soldati ucraini disertano durante addestramento in Francia
Secondo lo stato maggiore, l’esercito francese, che aveva addestrato una brigata ucraina in Francia prima della sua partenza per il fronte, ha notato “alcune decine” di diserzioni durante l’addestramento, mentre un comandante ucraino ha riconosciuto l’esistenza di “problemi” all’interno di questa unità. “Ci sono state un certo numero di diserzioni, ma restano molto marginali rispetto al volume di persone che sono state addestrate”, ha detto all’Afp un ufficiale dello stato maggiore francese. “Erano addestrati da noi, li proteggevamo. Erano nelle caserme francesi, avevano il diritto di uscire”,
Ucraina, ’inflitte perdite nella regione di Kursk’
Il comandante delle forze terrestri ucraine ha affermato che l’esercito starebbe “infliggendo perdite” al nemico nella regione russa di Kursk dopo che Mosca ha segnalato un contrattacco da parte delle forze di Kiev. “Nella regione di Kursk stiamo infliggendo perdite con sicurezza”, ha affermato il comandante delle forze terrestri ucraine Mykhailo Drapaty in commenti ai media, tra cui Afp, nella regione orientale di Donetsk. Mosca, questa mattina, aveva fatto sapere che il “tentativo di sfondamento” da parte delle forze ucraine nella regione di Kursk era stato fermato.
Trump, se Canada si unisse agli Usa niente dazi e protezione da Russia e Cina
Donald Trump torna a parlare della possibilità che il Canada diventi il 51esimo Stato dell’Unione. “Molte persone in Canada adorano essere il 51° Stato. Gli Stati Uniti non possono più soffrire gli enormi deficit commerciali e sussidi di cui il Canada ha bisogno per restare a galla. Justin Trudeau lo sapeva e si è dimesso. Se il Canada si fondesse con gli Stati Uniti, non ci sarebbero tariffe, le tasse scenderebbero notevolmente e sarebbero totalmente sicuri dalla minaccia delle navi russe e cinesi che li circondano costantemente. Insieme, che grande nazione sarebbe!!!”, scrive il presidente eletto su Truth Social.
Inviato Usa: “Israele ha iniziato ritiro da sud del Libano”
L’inviato americano Amos Hochstein ha annunciato che le forze israeliane hanno iniziato il loro ritiro da Naqoura, nel sud del Libano, a oltre un mese dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra l’esercito israeliano e Hezbollah. “L’esercito israeliano ha iniziato il suo ritiro da Naqoura ed è tornato in Israele, a sud della Linea Blu. Questi ritiri continueranno fino a quando tutte le forze israeliane lasceranno completamente il Libano e mentre l’esercito libanese continuerà a dispiegarsi verso sud fino alla Linea Blu”, ha dichiarato Hochstein ai giornalisti.
Erdogan: «Interverremo se sarà minata l’unità della Siria»
“Non permetteremo la disintegrazione della Siria o la distruzione della sua struttura unitaria. Se vedremo un rischio in questo senso, prenderemo rapidamente le misure necessarie”. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, con un riferimento implicito alle rivendicazioni autonomiste delle zone nel nord della Siria sul confine turco, dominate dalle forze curde, ritenute da Ankara terroriste. “Così come abbiamo seppellito nelle trincee da loro scavate quelli che hanno perseguito l’autonomia, se coloro che hanno le stesse intenzioni emergeranno oggi pagheranno un caro prezzo”, ha aggiunto Erdogan, riferisce Anadolu.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (a destra) stringe la mano al ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi (a sinistra) nel complesso presidenziale di Ankara.(Photo by Handout / Turkish Presidency Press Office / AFP)
Gaza, Onu accusa Israele di aver sparato su suo convoglio
L’Onu ha accusato l’esercito israeliano di avere sparato contro un suo convoglio nella Striscia di Gaza. Il fatto sarebbe accaduto ieri. La denuncia viene da rappresentanti del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (acronimo inglese Wfp), che parla di “fatto inaccettabile”. Il convoglio di tre veicoli “chiaramente” identificati “è stato preso di mira nonostante avesse ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie dalle autorità israeliane”, ha osservato il Wfp in una nota, specificando che le otto persone a bordo non sono rimaste ferite durante questa “terrificante” esperienza
Kiev smentisce Mosca, a Kurakhovo battaglia continua
L’Ucraina smentisce l’annuncio dato da Mosca secondo cui l’esercito russo avrebbe conquistato la città di Kurakhovo, nella regione di Donetsk. Stamattina il ministero della Difesa russo aveva riferitoc he le truppe russe nell’est dell’Ucraina hanno catturato la roccaforte di Kurakhove dopo una battaglia durata mesi. La smentita è giunta dalle forze ucraine che difendono Kurakhove: “Sono in corso misure per identificare e distruggere i gruppi d’assalto nemici che cercano di infiltrarsi nelle nostre formazioni da battaglia”, ha dichiarato il comando militare locale su Telegram. La rivendicazione di Mosca è giunta all’indomani dell’annuncio dello stesso ministero russo della Difesa di una nuova offensiva lanciata dalle forze ucraine nella regione russa di Kursk. I funzionari ucraini di solito commentano le grandi sconfitte sul campo di battaglia solo pochi giorni dopo che la Russia le ha annunciate.
L’atteso ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio ha portato un nuovo elemento di incertezza e ha innescato un apparente sforzo da parte di entrambe le parti di stabilire un vantaggio sul campo di battaglia prima di eventuali colloqui di pace. Trump non ha fornito dettagli sui suoi piani per raggiungere l’obiettivo di porre fine ai combattimenti, ma è probabile che la sua presenza alla Casa Bianca influirà in modo significativo sull’andamento della guerra. Kurakhove è una roccaforte dell’esercito ucraino sulla linea del fronte orientale nella regione parzialmente occupata di Donetsk: ha una zona industriale, una centrale termoelettrica e un bacino idrico e si trova su un’autostrada fra l’Ucraina orientale e meridionale. A novembre Associated Press aveva riferito dalla città che probabilmente vi erano rimaste circa 7mila-10mila persone. Prima della guerra la popolazione era circa il doppio. La città è stata sottoposta ad attacchi incessanti di artiglieria, lanciarazzi multipli, potenti bombe guidate e droni che hanno mandato in frantumi gli edifici. Intanto le forze russe stanno cercando di avvicinarsi a Pokrovsk, un nodo stradale chiave e un centro di distribuzione ferroviaria che fornisce rifornimenti a un’ampia fascia del fronte ucraino.
Nel 2022 Mosca ha annesso illegalmente le regioni di Donetsk e Luhansk, che costituiscono l’area industriale del Donbass, insieme alle province sudorientali di Kherson e Zaporizhzhia. Ma le forze russe non controllano completamente nessuna di queste. L’Ucraina desidera ricevere rapidamente nuovi aiuti militari dall’Occidente e il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato domenica che spera che questa settimana, in occasione di un incontro con i partner occidentali in Germania, vengano promessi altri aiuti.
Macron, su questioni territoriali servono discussioni realistiche
A proposito dell’Ucraina sono necessarie “discussioni realistiche sulle questioni territoriali” e “tali negoziati possono essere condotti solo dagli ucraini stessi”. Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso della conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori oggi all’Eliseo. Macron ha invitato gli Stati Uniti a “contribuire a cambiare la natura della situazione e a convincere la Russia a venire al tavolo dei negoziati”, sottolineando il ruolo centrale dell’Europa. “Gli europei dovranno costruire garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che saranno principalmente di loro competenza”, ha affermato ancora. “Non c’è una soluzione facile e veloce in Ucraina”, ha poi avvertito Macron alludendo a Donald Trump. Ha inoltre sottolineato la posta in gioco per gli Stati Uniti, affermando: “Lo stesso nuovo presidente americano sa che gli Stati Uniti non hanno alcuna possibilità di vincere se l’Ucraina perde”. Il presidente francese ha inoltre messo in guardia da compromessi dovuti alla stanchezza. “La credibilità dell’Occidente andrà in frantumi se scendiamo a compromessi per stanchezza” e una capitolazione dell’Ucraina sarebbe catastrofica, non solo per l’Europa, ma anche per la credibilità degli Stati Uniti, ha concluso.
In Iran eseguite tre condanne a morte in due giorni
La condanna a morte per un prigioniero ritenuto colpevole di omicidio, il 40enne Valiollah Kamalpour, è stata eseguita sabato a Semnan, nel nord dell’Iran. Lo denuncia Hrana, l’agenzia degli attivisti per i diritti umani iraniani, secondo cui ieri la pena capitale per altri due prigionieri, Khalil Alizahi e Amir-Mohammad Farahani, condannati per spaccio di droga, è stata eseguita nel carcere di Shiraz, nel sud ovest del Paese. Secondo l’annuale rapporto compilato da Hrana, le esecuzioni nel 2024 sono state in tutto 930, di cui 4 in pubblico, dato che segna un aumento del 24% rispetto alle condanne a morte eseguite nel 2023. Oltre la metà delle esecuzioni sono relative a condanne per spaccio di droga, mentre il 40% riguardano condanne per omicidio.
Estonia: «Putin non vuole la pace in Ucraina»
“Tutti vogliamo la pace, ma la pace può e deve essere duratura. Quello che al momento realmente manca è la volontà di Putin di raggiungere questa pace”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri estone, Margyus Tsahkna, in un’intervista al Kyiv Independent. Tsahkna ha sottolineato che l’obiettivo perseguito dalla Russia in Ucraina è lo sradicamento della democrazia dal Paese e la sua delegittimazione e che cedere alle richieste di un cessate il fuoco in questo momento significherebbe non farebbe che avvantaggiare la posizione di Mosca.
L’attacco al bus visto da Hamas e da Israele
Hamas ha definito oggi l’attacco che ha provocato tre morti e otto feriti vicino al villaggio di Al Funduq, in Cisgiordania, “un’operazione eroica della resistenza”: lo riporta il canale israeliano Abu Ali Express. Dopo due ore circa su X ha replicato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar: “Israele è sotto attacco. Costantemente. Un altro feroce attacco terroristico palestinese si è verificato oggi. Tre israeliani sono stati brutalmente assassinati: due donne sulla sessantina e un uomo sulla quarantina. Otto persone sono rimaste ferite. Le famiglie sono state distrutte. Questo è ciò con cui lottiamo ogni giorno. Il terrore non prevarrà. Vinceremo questa battaglia”.

Villaggio di al-Funduq, Cisgiordania occupata, 6 gennaio 2025: soldati e poliziotti israeliani nei pressi dell’autobus attaccato da uomini armati che hanno aperto il fuoco anche su altri veicoli, uccidendo tre persone e ferendone otto (Foto di Gil Cohen-Magen / Afp)
Macron: «No ingenui su nuovo governo, restiamo vicini ai curdi»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito l’Occidente di non essere ingenuo nei confronti delle nuove autorità in Siria dopo la caduta di Bashar al-Assad, e ha promesso che la Francia non abbandonerà i combattenti curdi.
Gli Usa allenteranno sanzioni per gli aiuti umanitari alla Siria
L’amministrazione Biden prevede di annunciare oggi l’allentamento delle restrizioni sugli aiuti umanitari per la Siria, una mossa per accelerare la consegna di forniture di base senza revocare le sanzioni che bloccano altra assistenza al nuovo governo di Damasco. Lo riporta il Wall Street Journal in esclusiva citando fonti informate.
Kiev: «Mosca pianificava attentato con kamikaze minorenne»
Il controspionaggio del Servizio di sicurezza ucraino ha arrestato un gruppo di agenti russi che pianificavano un attacco terroristico con l’aiuto di un minorenne contro un’unità delle Forze di difesa nella regione di Kiev: lo riporta Ukrainska pravda, che cita il Servizio di sicurezza e l’ufficio del procuratore generale ucraini. “Secondo le indagini, nel dicembre 2024 un minorenne residente nella regione (ucraina, ndr) di Kirovohrad, su istruzione di un rappresentante russo, avrebbe dovuto piazzare un ordigno esplosivo all’ingresso dei locali di una delle unità delle Forze di Difesa nella regione di Kiev - si legge in un rapporto del Procuratore generale -. Il nemico aveva pianificato di far esplodere l’esplosivo a distanza, insieme al ragazzo, dopo che fosse entrato nell’edificio”. Il giovane, sottolinea il rapporto, “non sapeva” che sarebbe stato fatto saltare in aria.
Tajani convoca riunione su Siria e Iran con Blinken
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani organizzerà giovedì a Roma una riunione del “Quint” sul Medio oriente, con particolare riferimento alla situazione in Siria e Iran, alla quale sarà presente anche il segretario di Stato americano Antony Blinken. Lo confermano fonti della Farnesina all’Adnkronos, dopo che il dipartimento di Stato ha annunciato che Blinken sarà in Italia per accompagnare il presidente Joe Biden nella sua visita a Roma e in Vaticano. Con l’occasione, Tajani ha invitato al vertice i suoi colleghi del “Quint” (oltre a Italia e Stati Uniti, anche Francia, Germania e Regno Unito) e l’Alto rappresentante per la politica estera europea Kaja Kallas.
Mosca: «Fermato tentativo sfondamento ucraino nel Kursk»
Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che le truppe russe hanno fermato “il tentativo di sfondamento” delle forze ucraine nella regione di Kursk e che “le principali forze nemiche sono state distrutte mentre cercavano di avanzare verso le fattorie di Berdin”. In un comunicato si afferma che nel corso delle ultime 24 ore sono stati eliminati 485 militari ucraini.
Turchia: «Milizie curde fuori da Siria è questione di tempo»
L’eliminazione della presenza delle forze curde Ypg in Siria è “una questione di tempo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, facendo riferimento sia alle milizie curde nel nord della Siria, che Ankara ritiene terroriste, e al Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan vicino allo Ypg, che da 40 anni combatte contro lo Stato turco. “L’impero di violenza che l’organizzazione terroristica Pkk ha imposto sui nostri fratelli curdi, sfruttando i loro nobili sentimenti, sta per crollare”, ha aggiunto Fidan, come riferisce Anadolu, durante una conferenza stampa con l’omologo giordano, Ayman Al Safadi, ad Ankara.
Il capo della Diplomazia di Ankara ha quindi invitato le forze curde Ypg, che si trovano nel nord della Siria e sono sostenute dagli Usa in funzione anti Isis, ad abbandonare le armi “il prima possibile”. Fidan si è anche rivolto ai Paesi occidentali, affermando che “non sarà possibile” rafforzare il sostegno al Pkk con il pretesto della lotta contro l’Isis, che il ministro turco ha definito “un veleno per la società musulmana”.
Al Jazeera: «Arrestati alcuni operai dopo attacco bus»
Le forze israeliane hanno arrestato alcuni operai nel villaggio di Imatin, a est di Qalqilya, nella Cisgiordania occupata, riporta l’emittente Al Jazeera. Imatin si trova a una trentina di chilometri dal villaggio di Al Funduq, teatro questa mattina dell’attacco contro un autobus passeggeri e alcune auto in cui hanno perso la vita tre persone e altre otto sono rimaste ferite.

Villaggio di al-Funduq, Cisgiordania occupata, 6 gennaio 2025: l’autobus attaccato da uomini armati che hanno aperto il fuoco anche su altri veicoli uccidendo tre persone e ferendone otto (Foto di Gil Cohen-Magen / Afp)
Macron: «Iran principale sfida in Medio Oriente»
L’Iran rappresenta “la principale sfida strategica e di sicurezza” in Medio Oriente. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, davanti agli ambasciatori francesi riuniti all’Eliseo.
Attacco in Cisgiordania, sale a 8 il bilancio dei feriti
L’esercito israeliano (Idf) e i servizi di emergenza hanno confermato che tre persone sono state uccise oggi in un attacco a un autobus e alcuni veicoli vicino a un villaggio in Cisgiordania: è stato inoltre rivisto al rialzo il numero dei feriti, da sette a otto (vedi notizie precedenti, nda).

I soccorritori e le forze di sicurezza israeliane sul sito di un attacco nei pressi del villaggio di al-Funduq, nella Cisgiordania occupata, il 6 gennaio 2025. Uomini armati hanno aperto il fuoco su un autobus e altri veicoli uccidendo tre persone e ferendone otto (Foto di Gil Cohen-Magen / Afp)
Mosca: «Droni ucraini verso centrale Zaporizhzhia»
Mosca ha accusato le forze ucraine di avere cercato di colpire la centrale nucleare di Zaporizhzhia e la vicina città di Energodar con il lancio di otto droni, uno dei quali ha provocato un incendio sul tetto di un edificio ma senza causare vittime o danni seri all’impianto. Il ministero della Difesa di Mosca ha detto che l’attacco è avvenuto ieri. “Tutti i veicoli aerei senza pilota - si legge in un comunicato - sono stati distrutti dai sistemi di difesa aerea. Quando uno dei droni abbattuti è caduto, è esploso e ha preso fuoco sul tetto del centro di addestramento della centrale. Non ci sono state vittime o distruzioni”. La centrale di Zaporizhzhia, in mano ai russi, è situata una cinquantina di chilometri in linea d’aria a sud-ovest della omonima città, capoluogo della regione, che è controllata dalle forze ucraine.
Ministero Sanità Hamas: «Morti a Gaza saliti a 45.854»
Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 45.854, di cui 48 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 109.139, secondo la stessa fonte.
Una manifestazione per il rilascio degli ostaggi tenuti prigionieri a Gaza dai militanti palestinesi si è svolta fuori dalla sede del ministero della Difesa a Tel Aviv, il 4 gennaio 2025 (Reuters/Kai Pfaffenbach)
Spari contro un bus in Cisgiordania: la dinamica
“Personale paramedico ha confermato la morte di tre persone, due donne e un uomo”, ha rivelato un portavoce del Magen David Adom Hospital israeliano. Le due donne, è stato detto, avevano circa 60 anni, l’uomo una quarantina. “Si è trattato di un grave attacco che si è sviluppato in più punti, dove veicoli e un autobus sono stati colpiti da colpi di arma da fuoco”, ha dichiarato il paramedico Avichai Ben Zruya.
Idf: «3 razzi lanciati da Gaza, 1 caduto a Sderot»
L’esercito israeliano (Idf) ha rilevato questa mattina nello spazio aereo del Paese tre razzi lanciati dal nord della Striscia di Gaza, di cui uno è caduto a Sderot, vicino al confine con Gaza, e un altro è stato abbattuto dall’aeronautica militare: lo scrive l’Idf su Telegram, aggiungendo che non sono stati segnalati feriti. Un terzo razzo è caduto in un’area aperta, si legge nel comunicato.
Una manifestazione per il rilascio degli ostaggi tenuti prigionieri a Gaza dai militanti palestinesi si è svolta fuori dalla sede del ministero della Difesa a Tel Aviv, il 4 gennaio 2025 (Reuters/Kai Pfaffenbach)
Idf: «Caccia a terroristi in Cisgiordania»
“Le forze di sicurezza israeliane stanno inseguendo i terroristi, istituendo posti di blocco e circondando diverse città dell’area”: lo scrive su Telegram l’esercito israeliano (Idf) riferendosi all’attacco di questa mattina da parte di “terroristi (che) hanno aperto il fuoco contro un autobus civile e i veicoli adiacenti ad Al Funduq”, un villaggio in Cisgiordania. Nel comunicato l’Idf afferma che “diversi civili sono stati feriti in varia misura”, mentre secondo fonti mediche israeliane ci sono almeno tre morti.
Mosca: «Conquistato un 2° villaggio nell’est ucraino»
Le forze russe hanno conquistato nelle ultime 24 ore un altro villaggio nella regione di Donetsk, quello di Dachenskoye, secondo quanto afferma il ministero della Difesa di Mosca. In precedenza il ministero aveva annunciato che le truppe russe avevano preso il controllo della città di Kurakhove (Khurakovo in russo), importante snodo logistico situato nella stessa regione.
Iran: «Minacce Usa di attaccare nostri siti nucleari»
“Le minacce degli Stati Uniti di attaccare i siti nucleari iraniani sono contrarie alla Carta delle Nazioni Unite, alla pace e alla sicurezza internazionale e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe chiedere conto a Washington di queste minacce”, ha dichiarato lunedì il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Teheran ha così replicato alla notizia recente che il consigliere per la Sicurezza nazionale americano, Jake Sullivan, ha presentato al presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, delle opzioni per potenziali attacchi ai siti nucleari iraniani, se Teheran decidesse di avviarsi a costruire un’arma nucleare. “L’attuale amministrazione statunitense, che è una delle più corrotte della storia degli Stati Uniti, cerca di imporre i suoi metodi distruttivi alla prossima amministrazione statunitense”, ha aggiunto Baghaei.
Israele: «Hamas non dice condizioni ostaggi da liberare»
Israele ha detto che Hamas finora non ha rivelato quali siano le condizioni dei 34 ostaggi israeliani che si dichiara pronta a liberare nella prima fase di un eventuale accordo di cessate il fuoco a Gaza. “Fino ad ora, Israele non ha ricevuto alcuna conferma o commento da parte di Hamas sulle condizioni degli ostaggi che compaiono nella lista”, ha dichiarato l’ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu in una nota.
Cecillia Sala, Iran: «Inchiesta in corso»
Il caso della giornalista Cecillia Sala, arrestata il 19 dicembre a Teheran, è oggetto di un’inchiesta: lo ha reso noto oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. “La giornalista italiana è stata arrestata per ’violazione delle leggi della Repubblica islamica (dell’Iran), come ha affermato in un comunicato il dipartimento dei media esteri del ministero della Cultura e dell’Orientamento islamico”, ha aggiunto Baghaei. “L’annuncio sugli ultimi sviluppi e i dettagli del caso spetta al portavoce della magistratura (Asghar Jahangir)”, si legge nel comunicato settimanale.
Cremlino: «Zelensky ammette legami corrotti con Usa»
Volodymyr Zelensky ha ammesso di avere legami corrotti con gli anglosassoni in una recente intervista. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sul suo canale Telegram, citata dalla Tass. Il riferimento è all’intervista rilasciata dal presidente ucraino al giornalista americano Lex Friedman. “Il fatto che Zelensky, con le sue parole, abbia offerto al presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump denaro altrui in cambio di armi è la prova dei suoi legami corrotti e radicati con gli anglosassoni».
Spari contro bus in Cisgiordania, feriti salgono a 7
Almeno tre persone sono state uccise e altre sette ferite in Cisgiordania, dove un autobus e alcuni veicoli civili sono stati bersagliati da colpi d’arma da fuoco: lo fanno sapere fonti mediche israeliane. Non è ancora chiaro chi siano gli autori, chi le vittime, o la dinamica dell’attacco.
3 uccisi in Cisgiordania, Idf insegue sospettati
In merito all’uccisione di tre persone e il ferimento di altre tre in un attacco a fuoco vicino all’insediamento cisgiordano di Kedumim, l’unità portavoce dell’Idf ha informato che due palestinesi hanno aperto il fuoco contro un autobus e delle auto, e sono fuggiti dalla scena. Le forze dell’esercito li stanno ancora inseguendo. Lo riporta Haaretz.
Spari contro autobus in Cisgiordania: uccisi 3 israeliani
Un attacco con sparatoria a un autobus che trasportava israeliani nella Cisgiordania occupata ha ucciso almeno tre persone. Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom ha dichiarato che almeno altre sei persone sono rimaste ferite. L’attacco è avvenuto nel villaggio palestinese di Al-Funduq, su una delle principali strade est-ovest che attraversano il territorio.
Media: Hamas fornito lista di ostaggi. Israele smentisce
Un alto funzionario di Hamas ha condiviso un elenco di 34 ostaggi che il gruppo palestinese afferma di essere disposto a rilasciare nella prima fase di un potenziale accordo di cessate il fuoco con Israele. Non è chiaro quanti di quelli nominati siano ancora vivi. Tra loro ci sono 10 donne e 11 ostaggi anziani di età compresa tra 50 e 85 anni, oltre a bambini piccoli che Hamas ha precedentemente affermato essere stati uccisi in un attacco aereo israeliano. Ma l’ufficio del primo ministro israeliano ha negato le segnalazioni secondo cui Hamas avrebbe fornito a Israele un elenco di ostaggi e sottolinea che quella lista è in realtà “vecchia”. La lista è stata pubblicata sul suto della tv saudita al-Sharq e rilanciata da diversi media.

La polizia israeliana allontana un manifestante durante una manifestazione che chiedeva il rilascio degli ostaggi tenuti prigionieri a Gaza dai militanti palestinesi dopo gli attacchi del 7 ottobre, fuori dalla sede del ministero della Difesa a Tel Aviv, il 4 gennaio 2025 (Jack Guez / Afp)
Mosca: «A Kurakhovo morti 12mila soldati ucraini»
Le truppe russe hanno preso il controllo della città di Kurakhovo nella regione ucraina di Donetsk. Lo annuncia il ministero della Difesa citato dall’agenzia Ria Novosti. “Le unità del gruppo di truppe Sud hanno liberato completamente la città di Kurakhovo , il più grande insediamento nella parte sud-occidentale del Donbass”, afferma il ministero della Difesa, utilizzando il nome russo della città, che in ucraino è Kurakhove. Sempre secondo Mosca, le truppe ucraine avevano concentrato 15.000 uomini nel tentativo di mantenere il controllo della città, che è situata nel distretto di Pokrovsk e che prima del conflitto contava oltre 18.000 abitanti. Gli ucraini, afferma ancora il ministero della Difesa russo, hanno perso nella battaglia 12.000 soldati, con una media che negli ultimi due mesi è stata dai 150 ai 180 al giorno. “La conquista di questo importante hub logistico ha complicato in modo significativo il sostegno logistico e tecnico per le forze armate ucraine in direzione di Donetsk” e ciò consentirà alle forze russe di “aumentare il ritmo” della loro avanzata per conquistare l’intera regione di Donetsk, si afferma ancora in un comunicato.
Blinken: «Fiducioso su accordo tregua a Gaza anche dopo 20 gennaio»
Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, si è detto “fiducioso” che un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza possa essere raggiunto prima o dopo il 20 gennaio, data di insediamento del presidente eletto Donald Trump. “Se non dovessimo tagliare il traguardo nelle prossime due settimane, sono fiducioso che la questione possa essere conclusa prima o poi, e quando lo sarà, sarà sulla base del piano proposto dal presidente Biden”, ha dichiarato il Segretario di Stato ai giornalisti da Seul, dove si trova in visita.
Media, due palestinesi uccisi dalle forze israeliane in Cisgiordania
Secondo il partito palestinese Fatah e il Ministero della Sanità palestinese, due palestinesi, tra cui un ragazzo di 17 anni, sono stati uccisi domenica dalle forze israeliane nella Cisgiordania occupata.
I media palestinesi hanno riferito che le forze israeliane hanno aperto il fuoco sulla casa di un uomo di 37 anni in una città a sud di Jenin. Il Ministero della Sanità ha detto che il diciassettenne è stato ucciso in un raid israeliano nel campo Askar a Nablus.
L’esercito israeliano ha affermato che le sue forze hanno ucciso un militante armato in Cisgiordania, hanno confiscato armi e smantellato un laboratorio di esplosivi, e che le sue truppe hanno sparato sui militanti che lanciavano loro esplosivi nell’area di Nablus.
Mosca: «Offensiva ucraina nel Kursk è stata respinta»
L’esercito ucraino ha lanciato una nuova offensiva nella regione russa di Kursk, che secondo il ministero della Difesa di Mosca è stata respinta dalle forze russe. “Intorno alle 9:00 (le 7:00 in Italia), il nemico ha lanciato un contrattacco per fermare l’avanzata delle truppe russe nella zona di Kursk”, ha dichiarato l’esercito russo in un comunicato, secondo cui “il gruppo d’assalto dell’esercito ucraino è stato sconfitto dall’artiglieria e dagli aerei”.
Ucraina, 1.041° giorno di guerra
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Blinken a Seul, lancio missile Corea Nord viola risoluzioni Onu
Il segretario di Stato americano Antony Blinken e il suo omologo sudcoreano Cho Tae-yul condannano il lancio da parte della Corea del Nord di un missile balistico avvenuto proprio durante la visita di Blinken a Seul. “Condanniamo il lancio di un missile da parte della Corea del Nord - ha affermato Blinken in conferenza stampa assieme a Cho -, si tratta di una nuova violazione di numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu”.
Blinken (Usa): «Presenza militare ucraina nel Kursk importante per negoziati di pace»
La posizione dell’esercito ucraino nella regione russa del Kursk, dove sta lanciando un’offensiva, sarà “importante” nel quadro di eventuali negoziati di pace. Lo ha affermato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, in visita ufficiale a Seul. “La loro posizione nel Kursk è importante - ha detto - perché è certamente un elemento da tenere in considerazione in qualsiasi negoziato che potrà esserci nel corso dell’anno”. Parlando del Medio Oriente, il segretario si è poi detto “fiducioso” su un accordo per la tregua a Gaza, con o senza Biden alla Casa Bianca.
Russia, in corso offensiva ucraina nel Kursk
L’Ucraina ha lanciato una nuova offensiva nella regione russa di Kursk, secondo quanto ha affermato il ministero della Difesa russo, dichiarando che è in atto uno sforzo per distruggere i gruppi di attacco ucraini. Anche i dirigenti ucraini hanno suggerito che è in corso un’operazione. L’Ucraina ha lanciato per la prima volta la sua incursione nella regione russa di Kursk nell’agosto dell’anno scorso, conquistando un pezzo di territorio. Negli ultimi mesi, le forze russe hanno fatto grandi progressi nell’area, respingendo gli ucraini, ma non riuscendo a espellerli del tutto.
In una dichiarazione pubblicata su Telegram il ministero della Difesa russo ha affermato: “Verso le 9 del mattino, ora di Mosca, per fermare l’offensiva delle truppe russe in direzione di Kursk, il nemico ha lanciato un contrattacco con un distaccamento d’assalto composto da due carri armati, un veicolo anti-ostacoli e 12 veicoli corazzati da combattimento”. Diversi blogger militari russi hanno fornito maggiori dettagli sull’attacco, affermando che è stato lanciato dalla base ucraina di Sudzha verso i villaggi di Berdin e Bolshoye Soldatskoye, un centro sulla strada per la città di Kursk.
