Hamas: 150 morti da inizio tregua, Israele ha colpito giornalisti e operatori umanitari
Per l’Idf si sarebbe trattato di un attacco contro “due terroristi che operavano un drone che costituiva una minaccia per le truppe israeliane nella zona”
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I punti chiave
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Il primo ministro Benyamin Netanyahu terrà consultazioni questa sera dopo il rientro della delegazione israeliana da Doha dove so stavano tenendo colloqui per l’accordo di tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi. Il team di mediatori è stato richiamato ieri dopo che Hamas ha annunciato che avrebbe liberato l’ostaggio istaelo-american Idan Alexamder e restituito quattro salme di rapiti uccisi in base alla trattativa diretta Usa-Hamas.
Hamas, nel frattempo, ha accusato Israele di aver commesso una “palese violazione” dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza, dopo che l’agenzia di difesa civile palestinese ha riferito che nove persone sono state uccise in attacchi con droni israeliani nella città settentrionale di Beit Lahia.
Secondo il portavoce dell’organizzazione, Hazem Qassem, lo Stato ebraico ha preso di mira un gruppo di giornalisti e operatori umanitari, definendolo un “massacro orribile” e una violazione dei termini della tregua. Tra le vittime, infatti, ci sarebbero anche tre cronisti, afferma il Centro per la protezione dei giornalisti palestinesi. Fonti palestinesi riportano che uno di loro sarebbe Mahmoud Isleem, un fotografo che ha lavorato per l’agenzia turca Anadolu. Secondo Hamas l’esercito israeliano ha ucciso più di 150 palestinesi dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza. L’organizzazione palestinese ha invitato i mediatori, le Nazioni Unite e le parti interessate ad assumersi le proprie responsabilità politiche e legali per «fermare questi crimini e impedire a Israele di continuare la sua aggressione».
La versione di Israele
Per l’Idf, stando a quanto riporta il Times of Israel, si sarebbe trattato di un attacco contro “due terroristi che operavano un drone che costituiva una minaccia per le truppe israeliane nella zona”, nei pressi del Corridoio di Netzarim. I due miliziani sarebbero stati attaccati. Poco dopo, “altri terroristi hanno raccolto l’attrezzatura per il drone e sono saliti su un veicolo”, per poi essere colpiti da un secondo attacco.
Le condizioni per il rilascio di Edan Alexander
Già nelle ore precedenti, Hamas aveva dichiarato di essere pronta a rilasciare il cittadino israelo-americano Edan Alexander, 21 anni, nonché i corpi di altri quattro ostaggi, a condizione che Israele applicasse integralmente l’attuale cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L’organizzazione palestinese ha definito questo passo un “accordo eccezionale” volto a ripristinare la tregua e ha aggiunto che i negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco – in stallo da tempo – dovrebbero iniziare il giorno stesso del rilascio per concludersi entro 50 giorni.

