Hera investe nel business regolato Focus sulla gestione del rischio
Il 73% degli esborsi in conto capitale tra il 2019 e il 2023 è sulle reti che, grazie alle tariffe, consentono di avere più certezze sui ricavi. La strategia, secondo la società, rende più resistente l’attività anche rispetto al Covid-19
di Vittorio Carlini
6' min read
Le ultime da Radiocor
***Sky: chiede danni fino a 1,9 mld a Tim e Dazn per diritti sulla serie A
Borsa: nuovo rally con venti di pace in Iran, Milano (+2,3%) punta quota 50.000
*** BTp: spread chiude in calo a 74 punti, rendimento decennale scende a 3,73%
6' min read
C’è un fil rouge che, di là dalla contingenza del Covid-19, unisce le attività di Hera: l’attenzione alla gestione del rischio. Certo: il tema non è di oggi. Il gruppo ha da tempo strutture interne per il “risk management”.
Focus sul rischio
Tuttavia nel piano d’impresa al 2023 l’approccio in oggetto è indicato tra le linee strategiche per mitigare, ad esempio, l’impatto del cambiamento climatico. Si tratta di un impegno che risulta palese nell’incremento degli investimenti per il ciclo idrico. Nell’arco di piano i Capex in quest’area sono circa 867 milioni. Di questi una parte importante serve a garantire, per l’appunto, la resilienza della rete in periodi di siccità o di eccesso di precipitazioni.
La maggiore rilevanza alla gestione del rischio può, peraltro, rilevarsi anche dal contributo stimato delle diverse aree di business all’incremento complessivo del Mol. Il settore energia dovrebbe realizzare un aumento dell’Ebitda, nell’arco di piano, di 77 milioni; il mondo delle reti (soprattutto gas ed acqua) è atteso ad un rialzo cumulato di 73 milioni mentre il Mol dell’ambiente (raccolta e trattamento rifiuti) è previsto salire di 55 milioni. Insomma: i numeri indicano che le varie Business Unit, oltre al contributo di 15 milioni legato alla voce generica “altro”, sono chiamate quasi “pariteticamente” a fare la loro parte. È prevista una più bilanciata e distribuita crescita che, implicitamente, dimostra l’attenzione alla gestione del rischio.
Non solo. Il fil rouge emerge anche sul fronte delle gare del Gas. Queste da anni avrebbero dovuto entrare nel vivo. Al contrario i ritardi accumulati sono ormai notevoli. Hera, a ben vedere, aveva sempre tenuto un approccio ottimista sul tema. Ora la visione cambia. Nel business plan, da un lato, i Capex dedicati alle gare sono scesi a 190 milioni; e dall’altro gli Atem, in cui Hera è incumbent e che stima potenzialmente le possano essere attribuiti entro il 2023, sono 5 (sul totale di 11 aste dove l’utility vuole partecipare). Di nuovo il gruppo, riducendo la rilevanza di un fronte contraddistinto da elevata alea, applica la strategia di “risk management”.


