I bambini sono il più grande giacimento di speranza e amore
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Cosa ci permette veramente di aprire la porta del cuore, la porta della vita, la porta delle relazioni e schiuderci a un orizzonte nuovo, vissuto, prendendoci cura e sprigionando tenerezza?
È senza dubbio indicativa la prima catechesi che Papa Francesco ha voluto donarci all’inizio di questo nuovo anno dopo il periodo natalizio. Al centro ci sono i bambini, tra le priorità di questo pontificato, com’è stata la GMG, la Giornata mondiale della gioventù, per Giovanni Paolo II.
Le annotazioni sono talmente incisive e così colme di significati da non lasciarci indifferenti. Tutti, credenti e non credenti, sono profondamente interrogati. I punti affrontati offrono spunti di riflessione, esistenziali e di politica economica.
«Oggi sappiamo volgere lo sguardo verso Marte o verso mondi virtuali, ma facciamo fatica a guardare negli occhi un bambino che è stato lasciato ai margini e che viene sfruttato e abusato. Il secolo che genera intelligenza artificiale e progetta esistenze multiplanetarie non ha fatto ancora i conti con la piaga dell’infanzia umiliata, sfruttata e ferita a morte. Pensiamo su questo», ha detto il Papa. Ci chiediamo, quindi: quanti milioni vengono spesi per raggiungere Marte e quanti, invece, per salvaguardare la vita dei bimbi?
E ancora, il Santo Padre esorta: «Mai permettere che i bambini siano trascurati o maltrattati, che vengano privati dei loro diritti, che non siano amati e protetti. I cristiani hanno il dovere di prevenire con impegno e di condannare con fermezza le violenze o gli abusi sui minori». E aggiunge: «Ancora oggi, in particolare, sono troppi i piccoli costretti a lavorare. Ma un bambino che non sorride, un bambino che non sogna non potrà conoscere né fare germogliare i suoi talenti».

