L’addio di Cingolani: «Nato difficile da smantellare, ma l’Europa si rafforzi»
di Celestina Dominelli
di L.Tre.
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Russia sempre più isolata dai grandi delle tecnologie. Ecco le misure che sono state prese dai Big tech statunitensi, e non, contro l’invasione in Ucraina.
Settimana scorsa Samsung ha annunciato che sospenderà le spedizioni di tutti i suoi prodotti in Russia «a causa degli attuali sviluppi geopolitici, le spedizioni in Russia sono state sospese», si legge in una dichiarazione di un rappresentante Samsung, tramite l’indirizzo email PR generico di Samsung. «Continuiamo a monitorare attivamente questa complessa situazione per determinare i nostri prossimi passi».
Qualche giorno prima Apple aveva sospeso la vendita di tutti i suoi prodotti in Russia. E ha disabilitato il funzionamento di servizi come Apple Maps e di Apple Pay (che aveva già smesso di funzionare con le carte di credito russe a seguito delle sanzioni economiche) e ha rimosso le applicazioni di RT News e di Sputnik News (siti d’informazione russa legati al governo) dagli App Store nei paesi fuori dalla Russia.
Anche i produttori di videogiochi sono scesi in campo. Activision Blizzard ha sospeso le nuove vendite dei suoi giochi in Russia, ha annunciato il presidente della società di giochi Daniel Alegre in una lettera condivisa ai dipendenti. La mossa impedisce ai russi di qualsiasi nuova transazione con la società, che include sia la vendita dei suoi giochi che gli acquisti in-game. Iniziative sono state prese da Ubisoft e Take Two. Infien si è mossa anche Playstation che ha interrotto tutte le spedizioni di software e hardware in Russia a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte del Paese.
Domenica 6 marzo Netflix ha dichiarato che avrebbe sospeso il servizio in Russia. “Date le circostanze sul campo, abbiamo deciso di sospendere il nostro servizio in Russia”, ha detto alla CNBC un portavoce di Netflix.