I dati del conducente vanno comunicati anche se si fa ricorso
di Marisa Marraffino
2' min read
2' min read
Il termine di 60 giorni per comunicare i dati del conducente nel caso di sanzioni amministrative che prevedono la decurtazione dei punti della patente decorre dalla data di notifica del verbale principale e non dalla definizione dell’eventuale procedimento di opposizione dell’infrazione. Lo ha ribadito la Corte di cassazione, con la sentenza 18027/2018, depositata il 9 luglio. La sentenza disattende la circolare del 29 aprile 2011 del ministero dell’Interno, che aveva stabilito che chi fa ricorso contro una multa non deve comunicare i dati del conducente prima della fine del giudizio.
Il risultato di questa differenza di orientamenti, emersa negli ultimi anni è che la Polizia stradale tende a seguire la prassi ministeriale. Tanto da indicare, nelle istruzioni allegate ai propri verbali, che, in caso di ricorso, il nome del conducente va indicato solo se tale opposizione viene respinta. E questa indicazione dovrebbe essere sufficiente a dimostrare la buona fede dell’interessato, in caso di contestazioni. Le polizie locali, invece, tendono a seguire la Cassazione.
L’orientamento della Cassazione sposta indietro il termine entro il quale il proprietario deve comunicare all’ente accertatore chi era alla guida al momento dell’infrazione. Per i giudici, quello previsto e sanzionato dall’articolo 126-bis del Codice della strada, è un illecito istantaneo del tutto autonomo rispetto all’infrazione che ne costituisce il presupposto e pertanto l’impugnazione di quest’ultima non sospende l’obbligo di comunicazione dei dati.
Quindi, a prescindere dall’esito del ricorso, il proprietario ha l’obbligo di collaborare con la pubblica amministrazione al fine di rendere noti i dati del conducente, senza attendere l’esito del giudizio sull’infrazione principale.
Una pronuncia da tenere in considerazione: la sanzione per omessa comunicazione dei dati del conducente applicata quando il corpo di polizia segue l’orientamento della Cassazione è di 284 euro.

