L’ABC del protezionismo

Dazi reciproci e dazi universali: cosa sono e come funzionano

Quali sono i vari tipi di dazi, come vengono pagati, quali conseguenze comportano per cittadini e imprese e perché trascinano in basso le Borse

di Enrico Marro

  EPA/ADAM VAUGHAN

2' min read

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Che cosa sono i dazi? Di norma si tratta di imposte indirette applicate sulla quantità o sul valore di beni o servizi che attraversano un confine, quindi importati da un altro Paese.

L’obiettivo è aumentare il prezzo e rendere le importazioni meno vantaggiose (o comunque meno competitive) rispetto a prodotti o servizi nazionali.

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I tipi di dazi

I principali sono i dazi di confine, o dazi doganali, che colpiscono le merci che entrano nello Stato, ne escono o lo attraversano: si distinguono quindi in dazi d’importazione (i più importanti) e dazi d’esportazione, poco diffusi.

I dazi sono inoltre detti fiscali quando mirano esclusivamente a fornire una fonte di entrata allo Stato, gravando su merci che si producono soltanto all’estero.

I dazi vengono pagati normalmente alla dogana dall’importatore o dall’esportatore: una volta compiuto il pagamento, prodotti o servizi possono circolare liberamente in un determinato mercato.

Trump ha più volte parlato di dazi reciproci: in questo caso le tariffe imposte dagli Stati Uniti si allineano a quelle imposte da altri Paesi alle importazioni di merci e beni in arrivo dagli Usa.

I dazi universali sono invece generalizzati e identici per tutti i Paesi che hanno scambi commerciali conv gli Stati Uniti.

Le conseguenze dei dazi

Quali sono le conseguenze dei dazi?

Dipende dall’aggiustamento di domanda e offerta, ma in generale provocano aumenti dei prezzi: per esempio beni essenziali e non facilmente sostituibili, come i farmaci importati negli Stati Uniti dall’Europa o gli alimentari importati da Messico e Canada, scaricano subito l’aumento tariffario sulle famiglie.

Secondo un’analisi di Goldman Sachs ogni punto percentuale di dazi in più sulle merci canadesi e messicane si traduce in un aumento dell’inflazione americana pari allo 0,1 per cento.

L’imposizione di un dazio può inoltre portare alla reazione del Paese che lo subisce, con conseguenze negative sulla bilancia commerciale.

Nel caso le parti coinvolte si irrigidissero, infatti, potrebbe verificarsi un rallentamento complessivo degli scambi, dannoso per tutte le parti coinvolte.

I danni all’economia

Le barriere tariffarie danneggiano tutti i partner commerciali, compresi quelli esentati dai dazi, perché distorcono i flussi di scambio e interrompono le catene globali del valore. Provocando reazioni uguali e contrarie da parte dei Paesi colpiti.

Con i dazi regna l’incertezza, che già di per sé blocca commesse e investimenti all’estero.

Ma il vero pericolo è quello di cadere in una spirale di misure e contromisure protezionistiche, cioè in una guerra commerciale. In quel caso a rischio sarebbero gli stessi rapporti economici e politici tra i singoli Stati.

Perché le Borse scendono

Le Borse reagiscono con ansia perché la prospettiva di guerre commerciali mette a repentaglio il sistema di scambi internazionali, con tutte le sue forti interdipendenze produttive e finanziarie.

Colpire il commercio mondiale compromette infatti le complesse supply chain globali, soprattutto quelle tecnologiche (che contano su notevoli economie di scala).

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