I licenziamenti, Musk e il futuro del lavoro
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Ansa, titolo: Musk annuncia mail ai dipendenti, spieghino cosa fanno e una mancata risposta equivale a dimissioni.
Chi ricorda la divertente e drammatica scena di American Beauty in cui Lester (interpretato da Kevin Spacey) assiste alla lettura della sua risposta alla mail del suo datore di lavoro che come Musk chiedeva conto delle sue attività con lo scopo di licenziarlo? In cuor suo, credo ogni dipendente pubblico che ha visto quella scena desidererebbe che tutti i dipendenti federali rispondessero come Lester mandando al diavolo non solo il lavoro ma tutto il sistema prevaricatore e sfruttatore rappresentato dal suo capo.
Lester sconfigge la paura. La paura che da ormai parecchio tempo viene utilizzata per costruire una società in cui i confini del privato si espandano sempre di più e quelli del pubblico si ritirino in un innocuo fazzoletto di terra. Il pensiero che ha portato all’attuale situazione sicuramente proviene in modo prevalente dalle desstre occidentali, tuttavia, le sinistre non sono rimaste immuni dalla spinta liberista. Si tratta di un modo di vedere la vita e la società in cui la paura viene considerata il mezzo più efficace per indirizzare le azioni umane. Si fa leva sui bisogni ancestrali per costruire un mondo di solitudini arrabbiate e disperate. Nel nuovo mondo della paura non c’è spazio per un luogo chiamato “pubblica amministrazione” concepita per prendersi cura degli altri anteponendo il bene comune al proprio interesse personale. Perché al contrario ognuno deve pensare solo a se stesso e se rimane indietro o cade peggio per lui.
Tutto viene ridotto a competizione per la sopravvivenza e per il successo e ammantato da un linguaggio contrabbandato per verità: dura ma verità. Se sei povero, se hai bisogno di cure, se vuoi avere un’istruzione adeguata e non te la puoi permettere non ci deve essere nessuno ad aiutarti, a sostenerti.
Paradossalmente, negli Stati uniti molti di quelli che potrebbero essere aiutati da uno Stato accudente sono favorevoli ai licenziamenti di massa degli impiegati federali visti come privilegiati e parassiti.

