I portuali di Trieste avranno tamponi gratuiti ma la protesta non si ferma
L’Agenzia per il lavoro portuale dello scalo giuliano e i terminalisti pronti a rimborsare i costi degli esami. Il presidente del porto annuncia le dimissioni se ci sarà un blocco a oltranza
di Raoul de Forcade
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I portuali di Trieste avranno i tamponi gratis. Così l’Agenzia per il lavoro portuale (Alpt) dello scalo giuliano ritiene di poter arginare la protesta avviata dai “camalli” triestini (200 persone, il 40% delle quali non è vaccinato) che hanno minacciato di bloccare il porto il 15 ottobre se il Governo non ritirerà l’obbligo di green pass.
Non solo. Un comunicato della Prefettura, al termine di un tavolo di confronto fra aziende, sindacati e il Prefetto di Trieste, Valerio Valenti, ha sancito la disponibilità di tutti i terminalisti a farsi carico dei tamponi per i loro dipendenti.
Si tratta di un importante segnale di apertura, mentre il Governo respinge la richiesta generalizzata di tamponi gratis per i lavoratori non vaccinati.
Intanto non sembra che negli altri scali italiani, dove operano compagnie che forniscono lavoro in linea con quanto previsto dall'articolo 17 (commi 2 e 5) della legge 84/94, si manifestino istanze analoghe a quelle avanzate dal Coordinamento dei lavoratori portuali triestini.
La protesta del Coordinamento però non si ferma e il suo rappresentante, Stefano Puzzer, per ora appare fermo nel promettere il blocco a oltranza del porto se il Governo non ritirerà, a livello nazionale, l’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro.
