I primi pensionati quota 100: un terzo al Sud, poche donne
di Davide Colombo
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I pionieri di quota 100 sono soprattutto uomini. Sono in maggior frequenza lavoratori delle regioni del Nord, ma più di uno su tre (dato imprevisto) è del Mezzogiorno. Il primo flash statistico sulle nuove pensioni che entrano in pagamento oggi - e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare - riguarda 26.831 beneficiari. Questi neo-pensionati potranno contare su un assegno piuttosto consistente rispetto alla media, visto che nel 45% dei casi gli importi oscillano tra i mille e 1.500 euro lordi, mentre il 34% si colloca addirittura nella fascia tra i 1.500 e i 3mila euro. Livelli significativi anche perché sono al netto della decurtazione implicita che sconta chi si ritira fino a 5 anni prima rispetto all’età di vecchiaia (più di un quarto di questo primo gruppo va con 62 anni, mentre la metà ne ha tra i 63 e i 64).
I pionieri arrivano a 50mila
Va subito detto che i nuovi pensionamenti dei quotisti di aprile non si fermano al primo del mese. Inps ha già accolto circa 34mila domande. Se le istruttorie procederanno senza rallentamenti si conta di liquidare altri due blocchi di prestazioni in due fasi successive: una entro la prima decade del mese, la seconda tra il 20 e il 29. Non è da escludere che si riescano a liquidare fino a 50mila nuove pensioni tra aprile e maggio. Sono tutte pensioni di lavoratori del settore privato, dipendenti e autonomi, che avevano maturato i requisti minimi (62 anni e 38 di contributi) a fine 2018. La prima finestra utile per i dipendenti pubblici è quella del 1° agosto, mentre a settembre uscirà il plotone dei quotisti del comparto scuola.
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La tecnostruttura Inps guidata dalla dg Gabriella Di Michele sta girando a pieno regime e, oltre alla lavorazione delle domande per quota 100, ha già vagliato circa 10mila nuove domande di lavoratori precoci, che si ritireranno con 41 anni di contributi, per non dire delle verifiche già partite sulle nuove richieste di Ape sociale, visto che la prima scadenza per la presentazione era il 31 marzo (le due successive sono il 15 luglio e il 30 novembre). Questo mentre, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 di venerdì 29 marzo, della legge di conversione (legge n. 26 del 28 marzo 2019) del decreto pensioni il quadro normativo si è ormai consolidato.

