I quattro anni terribili di Mimmo Lucano, dal «modello Riace» alla sentenza shock
Tutte le tappe della vicenda che ha portato l’ex sindaco dalle celebrazioni internazionali alle indagini della Procura di Locri. Fra la difesa di chi lo conosce e gli attacchi degli avversari
di Donata Marrazzo
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I punti chiave
- Pisapia e Daqua, «Sentenza lunare, condanna esorbitante»
- Tutte le tappe della vicenda
- Le ispezioni della prefettura
- Il ministero dell'Interno sospende i fondi
- L'operazione Xenia e la chiusura dello Sprar
- La Cassazione smonta l'impianto accusatorio
- Lucano rinviato a giudizio
- Un'ondata di solidarietà per Lucano
- Le reazioni della politica
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Una vicenda giudiziaria lunga quattro anni, che ha smantellato un borgo delle aree interne della Calabria e ha portato il suo fondatore, l'ex sindaco Mimmo Lucano, a una sentenza shock: il tribunale di Locri lo ha condannato a 13 anni e 2 mesi, nell'ambito del processo Xenia. Il gip ne aveva chiesti la metà (7 e 11 mesi).
Il presidente del tribunale Fulvio Accurso ha ritenuto che Lucano fosse a capo di un sistema criminale che lucrava sulla gestione degli immigrati, colpevole di associazione per delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Con lui altri 22 condannati: insieme dovranno anche risarcire il ministero dell'Interno per oltre 750mila euro.
Pisapia e Daqua, «Sentenza lunare, condanna esorbitante»
«Una sentenza lunare e una condanna esorbitante» l'hanno definita gli avvocati di Lucano Giuliano Pisapia e Andrea Daqua, «che contrasta totalmente con le evidenze processuali. È difficile comprendere come il tribunale di Locri non abbia preso nella giusta considerazione quanto emerso nel corso del dibattimento, durato oltre due anni – hanno aggiunto - che aveva evidenziato una realtà dei fatti ben diversa da quella prospettata dalla pubblica accusa». Annunciano: «Impugneremo la sentenza, i successivi gradi di giudizio modificheranno una decisione che ci lascia attoniti».
Tutte le tappe della vicenda
Nell'ottobre del 2017, a Riace quasi il 50 % della popolazione era rappresentato da stranieri, circa 600, di 26 nazionalità diverse. Lucano era sindaco dal 2004 e da quasi vent'anni dava ospitalità agli immigrati. Aveva iniziato con un gruppo di profughi curdi sbarcati sulla spiaggia nel 1998, dando così il via alla rinascita del territorio. Aveva riaperto le case abbandonate del borgo, le vecchie botteghe artigiane. Aveva riempito di bambini le scuole chiuse da anni, inaugurato asili multietnici e un ambulatorio medico. Aveva avviato i nuovi residenti al lavoro nei campi, istituito bonus e borse lavoro, mettendo in piedi un modello di solidarietà e di piccola economia che ha fatto scuola nel mondo.
L'università di Cambridge quell'anno lo invitò a raccontare la sua lunga esperienza umanitaria. Una storia toccante che aveva portato in Calabria il regista Wim Wenders e aveva ispirato il suo docufilm «Il volo». La rivista Fortune, nel 2016, aveva inserito il sindaco di Riace nell'elenco degli uomini più influenti del mondo.
