Assicurazioni

I rendimenti delle polizze in ripresa anche nel 2024

L’analisi delle gestioni separate dei piani assicurativi attualmente in vendita mostra che i risultati medi sono del 2,79% lordo (2,59% nel 2023)

di Federica Pezzatti

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Un nuovo anno di ripresa per i rendimenti delle gestioni separate assicurative (Gs). È la fotografia fornita da Prometeia dalla quale emerge che le Gs legate a polizze ancora in commercio nel 2024 hanno reso mediamente il 2,79% lordo, contro il 2,59% dell’anno precedente. Si tratta di un risultato ponderato per il patrimonio della gestione stessa e non della semplice media.

Più nel dettaglio le gestioni legate a prodotti di investimento e risparmio rivalutabili hanno ottenuto un rendimento medio del 2,78% (2,63% nel 2023). In questo ambito hanno fatto meglio quelle offerte dal canale tradizionale (agenzie) che hanno raggiunto il 3% medio, mentre quelle del canale bancassicurativo si fermano al 2,7 per cento. Per Gs legate ai piani individuali di previdenza (Pip) il 2024 si è chiuso con un risultato medio del 2,93% in recupero rispetto al 2,76% dell’anno precedente.

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«Nel 2024, anno in cui abbiamo assistito a una riduzione dei rendimenti sui titoli governativi, le gestioni separate hanno registrato un ulteriore incremento del rendimento realizzato, dopo quello che aveva già caratterizzato l’anno precedente – rimarca Stefano Frazzoni, Senior Partner Head of Insurance Wealth&Asset Management Area di Prometeia – . Ciò dimostra ancora una volta la capacità di questo tipo di strumenti di “smussare” le performance, senza risentire fortemente degli andamenti degli investimenti sottostanti. Un ulteriore elemento interessante e che credo debba essere tenuto in considerazione nella scelta della gestione su cui investire è la quota di rendimento ottenuta attraverso il realizzo di plusvalenze, dato desumibile dal rendiconto della gestione stessa – aggiunge Frazzoni –. Diverse gestioni, infatti, nel 2024, hanno realizzato le plusvalenze accumulate in portafoglio a seguito della discesa dei rendimenti sui titoli governativi: questo ha certamente contribuito a incrementare il rendimento dell’anno, ma a scapito delle potenzialità di rendimento per gli anni successivi».

I risultati netti e la lotta con i BTp

È bene ricordare che i rendimenti diffusi in queste settimane dalle compagnie (e pubblicati nella tabella in pagina elaborata su dati forniti a Plus24 dalla banca dati Mia di Prometeia) sono al lordo di una percentuale di commissione di gestione trattenuta dalla compagnia che di solito va dallo 0,9% all’1,5% (dipende dalla tariffa sottoscritta dall’assicurato). Quindi in media il bilancio netto scende in area 1,89%-1,29%. Poi bisogna togliere le tasse (in media 18%: le polizze sono infatti tassate al 26% per le plus da titoli non governativi e al 12,5% per la parte investita in titoli di Stato ed equiparati). Risultati quindi ancora poco competitivi con i titoli di Stato che nel 2023 hanno reso il 3,39% circa secondo la media dell’indice generale Rendistato della Banca d’Italia con un’inflazione che rialza la testa.

Chi supera il 4 per cento

Fatta questa importante premessa, dalla statistica emerge che alcune gs (di solito di piccola taglia) hanno superato il 4%. Al top si piazza il fondo Capitalbank di Hdi assicurazioni (7 milioni di patrimonio). «Si tratta di una gestione separata che non era stata alimentata negli anni ultimi anni quando i titoli di Stato staccavano cedole basse – spiega Fabio Rogato, Cfo e deputy general manager Hdi assicurazioni –. Nel 2024 il fondo è stato riattivato ed è stato collegato a una nuova polizza in commercio Hdi doppio valore che è caratterizzata dal fatto di essere collegata (tra le poche sul mercato) a due gestioni separate (Capitalbank e Alfiere). Il rendimento sopra la media è dovuto sostanzialmente alle cedole staccate dai titoli in portafoglio». Anche una quindicina di altre gestioni si sono piazzate sopra il 4% e primeggiano Vittoria Obiettivo Valore (4,58%), Previr di Gamalife (4,56%), Crédit Agricole Vita Equilibrio (4,54%), Athora risparmio protetto (4,53%), Fondivita di Unipolsai (4,43%). Sette Gs legate a polizze di risparmio scendono invece sotto il 2%con una Gs di Medvida Partners che va in negativo dello 0,16 per cento.

QUANTO HANNO RESO LE GESTIONI SEPARATE NEL 2024

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Fondo utili

Da notare inoltre come per le 21 gestioni caratterizzate dalla presenza del fondo utili il 2024 è stato un anno di accumulo. «Parte del rendimento realizzato è stato accantonato nel fondo stesso, con la finalità di utilizzarlo per stabilizzare/sostenere il rendimento negli anni futuri», spiega Frazzoni.

Una modalità che in futuro potrebbe essere ampliata. Il Provvedimento Ivass 151/2024 ha esteso le possibilità per le imprese di prevedere modalità di determinazione del tasso medio di rendimento considerando l’accantonamento delle plusvalenze nette realizzate – derivanti dalla vendita di titoli presenti nella gestione separata – in un apposito “fondo utili” con natura di riserva matematica.

Le imprese, quindi, rispettando requisiti specifici e seguendo modalità definite, possono utilizzare il fondo utili e applicare le relative regole di calcolo del tasso medio di rendimento delle gestioni anche ai contratti già in essere. Ivass ha l’obiettivo di aumentare la flessibilità gestionale delle imprese e di garantire una maggiore stabilità dei rendimenti delle gestioni separate nel tempo, puntando anche a rilanciare l’offerta di contratti con prestazioni rivalutabili.

Premi lordi in ripresa nel 2024

Il 2024 è stato comunque un anno di ripresa anche per la raccolta premi di questo segmento di mercato: il ramo I di cui fanno parte queste polizze è cresciuto dell’11% superando i 73 miliardi in termini di volume. Un trend positivo che ha contraddistinto più in generale tutto il ramo Vita. Come si evince dal report Ania pubblicato nei giorni scorsi il segmento ha superato i 110 miliardi, in aumento del 19,5% rispetto al 2023 quando invece i premi diminuivano del 3,5 per cento. E con le Unit-Linked (ramo III) con un +50% (per un ammontare che ha superato i 31 miliardi).Nel 2024, anno in cui abbiamo assistito ad una riduzione dei rendimenti sui titoli governativi, le gestioni separate hanno registrato un ulteriore incremento del rendimento realizzato, dopo quello che aveva già caratterizzato l’anno precedente. Il rendimento medio che si è infatti attestato, per quanto riguarda le gestioni collegate a prodotti in commercio, e dunque sottoscrivibili, poco al di sotto del 2,8%, a fronte del 2,6% realizzato nel 2023. Ciò dimostra ancora una volta la capacità di questo tipo di strumenti di “smussare” le performance, senza risentire fortemente degli andamenti degli investimenti sottostanti. Da notare inoltre come per le gestioni caratterizzate dalla presenza del fondo utili il 2024 è stato un anno di accumulo, ovvero parte del rendimento realizzato è stato accantonato nel fondo stesso, con la finalità di utilizzarlo per stabilizzare/sostenere il rendimento negli anni futuri. Un ulteriore elemento interessante e che credo debba essere tenuto in considerazione nella scelta della gestione su cui investire è la quota di rendimento ottenuta attraverso il realizzo di plusvalenze, dato desumibile dal rendiconto della gestione stessa. Diverse gestioni, infatti, nel 2024, hanno realizzato le plusvalenze accumulate in portafoglio a seguito della discesa dei rendimenti sui titoli governativi: questo ha certamente contribuito a incrementare il rendimento dell’anno, ma a scapito delle potenzialità di re

ndimento per gli anni successivi.

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