I vecchi big, l’ex marito e Rachida Dati: Attal nomina il nuovo Governo
Bruno Le Maire resta all’economia, mentre all’ex ministra di Sarkozy sarà affidata la Cultura
di Riccardo Sorrentino
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I big del vecchio Governo; Rachida Dati, l’ex ministra della Giustizia di Nicolas Sarkozy; e persino lo stesso (ex?) marito del premier. Gabriel Attal ha scelto la sua squadra: il nuovo primo ministro francese ha nominato giovedì 11 gennaio i ministri del suo governo che si riunirà per la prima volta la mattina del 12. Intervistato da TF1, Attal ha promesso «un certo numero di annunci» nel futuro immediato, rinnovando l’impegno ad abbassare le imposte per le classi medie.
La conferma dei ministri «di peso»
È stata soprattutto una scelta di continuità. Nessuna novità di rilievo, infatti, tra i grandi dicasteri. Gérald Darmanin resta agli Interni, e Bruno Le Maire all’Economia: i due potenziali candidati alla guida del governo non sono stati sostituiti. Anche Sébastian Lecornu resta alle Forze armate, ed Eric Dupont-Moretti, malgrado le mille polemiche di cui è stato soggetto - che non si sono chiuse con la recentissima assoluzione - alla Giustizia.
Dati espulsa dai Républicains
La novità politica è la nomina di Rachida Dati, ex ministro della Giustizia con Nicolas Sarkozy, alla Cultura, al posto della ministra Rima Abdul-Malak. La rappresentante dei Républicains, partito all’opposizione, è stata subito espulsa dal segretario Eric Ciotti, deludendo le speranze della politica neogollista, sindaca del 7° arrondissement di Parigi - che ospita il Musée d’Orsay e la Tour Eiffel - e avversaria della prima cittadina Anne Hidalgo, di poter rinunciare soltanto alle sue cariche esecutive. Donna di destra, ma figlia di un marocchino e di un’algerina, cresciuta in un ambiente povero, madre single, Dati è da tempo una figura iconica della vita politica francese. Dati è imputata, dopo essere stata testimone, per «corruzione passiva» e «traffico di influenza» per le ricche consulenze fornite a Carlos Ghosn, ex presidente-direttore generale della Renault Nissan, oggi latitante. Attal ha però invocato a sua difesa la presunzione di innocenza.
Agli Esteri l’ex compagno dei premier
Non ha mancato di stupire anche la nomina di Stéphane Sejourné agli Esteri e agli Affari europei – che restano comunque, in prima battuta, di competenza del presidente Emmanuel Macron – al posto di Catherine Colonna: il segretario di Renaissance, il partito di Emmanuel Macron, è deputato europeo, presidente del gruppo Renew ma è soprattutto il marito, nel’ambito di un’unione civile, dello stesso Gabriel Attal. Non è escluso che il rapporto tra i due sia in realtà terminato: Attal non ha mai confermato la rottura.
Gli accorpamenti: Lavoro e Sanità, Sport e Istruzione
Nuovo ingresso anche al Lavoro e alla Salute, entrambi affidati a Catherine Vautrin, che prende il posto rispettivamente di Olivier Dussopt e di Brigitte Bourguignon: nel 2022 era stata presa in considerazione da Macron per la carica di primo ministro, ma poi fu scelta Elisabeth Borne. La Transizione ecologica è di nuovo stata affidata a Christophe Béchu, noto per le posizioni sulla famiglia tradizionale che gli sono costate le accuse di omofobia; mentre Amélie Oudéa-Castéra continuerà a guidare il ministero dello Sport - e quindi a gestire le Olimpiadi - al quale affiancherà però quello dell’Educazione nazionale da cui proviene Attal. Sylvie Retailleau resta all’Università e ricerca scientifica., Marc Fesneau all’Agricoltura.
Tre i ministri delegati (senza portafoglio): Prisca Thévenot, che sarà anche portavoce del Governo, al Rinnovamento democratico; Marie Lebec alle Relazioni con il Parlamento, e Aurore Bergé, all’Eguaglianza uomo-donna.

