Iata: utili per 4,7 miliardi di dollari nel 2023
Previsioni di crescita del fatturato del 43%, ma pesano inflazione e rischi recessivi. La Cina in lockdown condiziona i risultati
di Mara Monti
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I punti chiave
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Il settore del trasporto aereo torna a crescere dopo tre anni di crisi iniziata con la pandemia da Covid-19. La IATA (International Air Trandsport Association) ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2023 con utili aggregati stimati per 4,7 miliardi di dollari con oltre 4 miliardi di passeggeri. Il fatturato è previsto attestarsi a 779 miliardi di dollari, in crescita del 43,6% rispetto ai 438 miliardi di dollari del 2022 e ai 239 miliardi di dollari nel 2021, un risultato raggiungibile nonostante i rischi recessivi dell’economia e le pressioni inflazionistiche. In precedenza, l’associazione non si era sbilanciata nel dare cifre limitandosi a dire che i profitti erano a portata di mano. Un trend positivo sostenuto dai risultati dell’anno in corso con le perdite ridotte a livello di settore a 6,9 miliardi di dollari da 9,7 miliardi di dollari delle precedenti previsioni.
Fatturato in crescita del 43,6%
Le compagnie aeree hanno perso decine di miliardi di dollari nel 2020 e nel 2021 a causa della pandemia, ma con l’allentamento delle restrizioni a partire dal secondo trimestre di quest’anno, i viaggi aerei si sono parzialmente ripresi al punto che alcuni aeroporti hanno faticato a reggere i ritmi della domanda. Gli aumenti dei costi salariali e del carburante hanno pesato nell’ultimo anno oltre all’evoluzione negativa delle aspettative di crescita del Pil e dell’inflazione. Alcune aree del mondo sono ancora in lockdown come nel caso della Cina che ha allentato solo in parte le restizioni e Hong Kong.
La Cina ancora in lockdown pesa sui risultati del settore
Sulla Cina e sulla sua graduale riapertura dopo le politiche «zero-Covid» di Pechino si basano le previsioni per il 2023.: se la Cina non dovesse abbandonare le restrizioni, i bilanci delle compagnie aeree ne soffrirebbero, fa notare la IATA . Secondo le previsioni di giugno dell’associazione, nell’anno in corso era previsto che il traffico passeggeri raggiungesse l’82,4% dei livelli pre-crisi, ma nonostante la ripresa a fine anno si fermerà al 70,6% rispetto al 2019. La divisione cargo è stata la voce che ha sostenuto i bilanci dei vettori in questi anni di crisi e avrebbe dovuto superare i livelli del 2019 dell’11,7%, ma ora è più probabile che si fermerà al 98,4% rispetto ai livelli del 2019 e il ritorno ai livelli pre-Covid è previsto nel 2024.
Pesano i rischi inflattivi e recessivi
«E’ un ottimo risultato considerando il danno finanziario ed economico causato dalle restrizioni pandemiche imposte dai governi», ha commentato il direttore generale della IATA Willie Walsh. Il quale ha avvertito che molte compagnie aeree continueranno ad operare ancora in difficoltà il prossimo anno, citando tra le cause i regolamenti, i costi elevati e le politiche governative a cominciare da un ventilato aumento delle tasse. Molte compagnie europee stanno ancora soffrendo e il discrimine è la loro capacità di generare cash dal momento che la liquidità è ancora un problema per molti vettori. La sfida è ancora aperta.


