«Idroelettrico, le gare soluzione strategica»
Hellmuth Frasnelli. Parla il co-fondatore dell’azienda bolzanina Eisackwerk che ha fatto ricorso contro la procedura di finanza di progetto adottata dal Piemonte: speriamo che il Governo resista alle pressioni dei concessionari uscenti. La partecipazione di operatori stranieri non è un pericolo
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Eisackwerk nasce a Bolzano nel 2004 su iniziativa di Karl Pichler, commercialista e revisore dei conti con la passione dell’idroelettrico: «Intuì la possibilità di sviluppare nuovi impianti in Alto Adige, anche considerato che da quarant’anni il settore era immobile», racconta il socio e co-fondatore Hellmuth Frasnelli: «Abbiamo sviluppato progetti per circa 700 GWh annui, purtroppo non realizzati per l’atteggiamento ostile della politica locale del tempo, che contrastava il possibile ingresso di privati in un settore tradizionalmente dominato da aziende pubbliche».
Quindi cosa avete fatto?
Ci siamo concentrati sui bandi di gara di rinnovo delle grandi concessioni in scadenza e quindi su progetti di potenziamento di impianti obsoleti che è necessario adeguare. Nel 2010 ci siamo aggiudicati la prima concessione, Rio Pusteria, e abbiamo costruito un nuovo impianto da 20 MW, interamente in sotterraneo, in soli 18 mesi, con un aumento dell’efficienza del 30% rispetto a quello degli anni 50 che abbiamo dismesso, con un investimento di 28 milioni di euro. Nel 2015, dopo cinque anni di aspra battaglia legale, ci siamo aggiudicati la seconda concessione, Sant’Antonio, costruendo anche in questo caso un nuovo impianto sotterraneo. La potenza è aumentata del 25% a 90 MW e la produzione del 28% a 300 GWh annui. È il più grande investimento idroelettrico italiano degli ultimi decenni, che abbiamo sostenuto senza alcun incentivo o finanziamento pubblico, a pure condizioni di mercato, destinando il 15% del fatturato al miglioramento ambientale e alla compensazione territoriale.
Che cosa prevede il vostro piano industriale?
Di crescere nell’idroelettrico, partecipando alle gare di rinnovo delle concessioni scadute. Fin dal 2012 Eisackwerk si è battuta, in Italia e in Europa, per la concorrenza e l’apertura del settore: proiettando a livello nazionale i risultati che abbiamo ottenuto sui nostri impianti, stimiamo che dalle gare si possa ottenere una maggior potenza di quasi 5 GW e maggior produzione di circa 13mila GWh di energia rinnovabile. Senza contare la riduzione dell’impatto ambientale e l’avvio di investimenti a vantaggio di Pil e occupazione. Non a caso, le gare di concessione sono esplicitamente previste dal Pnrr come misura di crescita dell’Italia.


