Idrogeno, Trento sperimenta l’elettrolisi da fonti rinnovabili
di Valentina Saini
3' min read
3' min read
Il nord est, l’Italia tutta e l’Unione Europea sono oggi tra l’incudine e il martello: da una parte la crisi climatica, dall’altra la mutevolezza dei prezzi di gas e petrolio, spesso provenienti da paesi inaffidabili od ostili all’Occidente. L’invasione russa dell’Ucraina è stata, per molti politici a Bruxelles e nelle cancellerie europee, l’epifania definitiva; essa ha spinto l’Ue a puntare con ancora più forza su energie rinnovabili e idrogeno per liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili.
«L’energia è una partita europea, e per vincerla occorre fare appello a tutte le eccellenze produttive, scientifiche e tecnologiche europee, da Stoccolma a Napoli – osserva un funzionario Ue di un paese mediterraneo –. Anche Parigi e Berlino hanno capito, una volta per tutte, che i singoli campioni regionali o nazionali, da soli, non ce la possono fare».
A maggio Bruxelles ha annunciato REPowerEU, ambizioso piano per arrivare, fra l’altro, a produrre 10 milioni di tonnellate di idrogeno verde entro il 2030. L’obiettivo è «rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi ben prima del 2030».
Produrre l’idrogeno è il primo, fondamentale passo, ma non basta: occorrono tecnologie e infrastrutture adeguate a distribuirlo e utilizzarlo, specie in settori energivori come i trasporti e l’industria. Per un paese come l’Italia, e in particolare per il nordest, si tratta di un tema strategico. E in effetti ci sono degli attori italiani in prima linea. Come la Fondazione Bruno Kessler (FBK), che da Trento coordina SWITCH, un progetto finanziato da Bruxelles che riunisce istituti di ricerca e aziende.
L’obiettivo è fornire una tecnologia in grado di giocare un ruolo chiave nella transizione verso una mobilità a zero emissioni di carbonio in Europa; il nucleo centrale di un sistema innovativo per produrre idrogeno nelle stazioni di rifornimento del futuro. «La tecnologia dovrebbe essere pronta per l’immissione sul mercato tra due, tre anni», rileva Luigi Crema, direttore del Centro Sustainable Energy della FBK e coordinatore del progetto.

