Il balzo del progetto globale
Il settore mostra una forte resilienza, favorita dal fatto che i codici Ateco sono rimasti attivi e la produzione di servizi è proseguita anche durante il lockdown di primavera
di Laura Cavestri
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Una resilienza inedita che ridimensiona ma non azzera la crescita del settore in questi anni e punta a recuperare le performance pre-lockdown già da fine 2021.
Scommettono su un ruolo da protagonista per progettare con intelligenza la ripresa – grazie ai fondi del Recovery Fund – le società di ingegneria e architettura italiane (riunite nell’associazione di categoria, l’Oice), i cui consuntivi 2019 confermano – prima del Covid – gli andamenti positivi già registrati negli anni più recenti.
Dinamici (nonostante tutto)
I consuntivi 2019 degli studi di ingegneria, architettura e consulenza di progettazione fotografano, nonostante tutto, consistenti incrementi sia dell’occupazione (+5,6%), sia del fatturato (+8,4%). Il numero di addetti, l’anno scorso, è salito a oltre 19mila unità (circa il +3% sul 2018) e viene stimato in aumento ancora nel 2020 a 19.822 unità. In assenza della pandemia, la prosecuzione dei trend di crescita del 2018/19 avrebbe portato a superare abbondantemente le 20mila unità occupate.
Per quanto riguarda le tendenze, la maggioranza delle imprese non ha utilizzato la cassa integrazione e non ha intenzione di ridurre il personale, mentre sul fronte dell’organizzazione del lavoro si è ampliato il ricorso allo smart working.


