Il caro energia spinge i prezzi degli skipass fino a +25%
Rialzi per Abetone, Roccaraso e Campo Felice. Nel Cimone prezzi differenziati a seconda dei giorni della settimana. Nei Monti Sibillini niente aumenti per fidelizzare i clienti
di Michele Romano e Ilaria Vesentini
4' min read
4' min read
Caro energia che pesa sempre più sulle stazioni sciistiche, con l’inflazione che ormai cresce a doppia cifra. Così gli organizzatori delle principali località del centro Italia sono costretti a ritoccare all’insù i prezzi degli skipass fino anche al 25%. Anche se non mancano eccezioni, con gestori che preferiscono non scaricare i rincari sui consumatori, per conquistare nuovi clienti.
Nel Cimone prezzi differenziati
Nessun ritocco sul costo degli skipass nei giorni feriali, fermi a 38 euro, un rialzo nei festivi da 42 a 45 euro, stagionale a 790 euro (530 euro i ragazzi) e orari di apertura invariati, nonostante il caro energia incida quest’anno il 25% sui costi di gestione, contro il 10% della scorsa stagione: è la scelta adottata dal Consorzio Cimone, il più grande carosello sciistico dell’Appenino emiliano, oltre 50 km di piste collegate attraverso 27 impianti di risalita e sei raccordi, due babypark, uno snowpark e il centro sci per disabili, un’eccellenza nazionale.
«Sarà una stagione eccellente – prevede l’assessore regionale a Turismo e Infrastrutture Andrea Corsini – se la neve non c’è la facciamo, l’80% delle piste del Cimone è coperto da sistemi di innevamento e dopo due stagioni con gli impianti chiusi e l’ultima limitata dai Green pass, i segnali arrivati dalle prevendite di skipass e dai turisti del primo ponte dicembrino sono un ottimo viatico». Non solo sul Cimone ma anche al Corno alle Scale, poco più a sud al confine toscano con la Doganaccia, dove c’è la pista più lunga dell’Appennino (quasi 3 km) dedicata ad Alberto Tomba. Un aiuto a contenere i prezzi lo hanno garantito gli ultimi investimenti hi-tech in impianti di innevamento e gatti battipista
Abetone, rincari del 10%
La stagione promette bene anche sull’Abetone, il principale consorzio sciistico della Toscana, 50 km di piste sulle vette pistoiesi, 110 cannoni per l’innevamento e 17 impianti di risalita con un capacità di 25mila persone all’ora. Sono le temperature più che i rincari del 10% dei biglietti a preoccupare gli operatori: si tratta di un aumento contenuto, in linea con l’inflazione, introdotto per coprire i rincari di materie prime, energia in primis. Le prevendite di skipass stagionali (+20% rispetto allo scorso anno) e di carnet promozionali (che hanno addirittura superato il migliore degli anni precedenti del 400%) lasciano ben sperare, nonostante sia andato perso il tradizionale ponte dell’Immacolata a causa della mancanza sia di neve che di temperature funzionali all’innevamento programmato.
Il Consorzio Abetone Multipass si è dato a fare per sostenere la stagione sciistica 2022-2023, prima con investimenti in tecnologie (3 milioni di euro tra lo scorso anno e questo, grazie agli incentivi di Industria 4.0) per battipista e cannoni di innevamento artificiale, poi con campagne marketing: «Abbiamo avviato un’intensa azione di promozione con la prevendita di stagionali, skipass giornalieri e plurigiornalieri – spiegano i responsabili – e siamo ottimisti sul fatto di poter mettere al sicuro il periodo natalizio».



