Il caro polizza Rc Auto spinge a cambiare compagnia
L’indice di fedeltà è sceso da agosto in poi all’80% contro l’84% di gennaio
di Federica Pezzatti
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L’inflazione si fa sentire, seppure tardivamente, anche sui premi assicurativi tanto che il dossier è arrivato sul tavolo del Garante per la sorveglianza dei prezzi che ha convocato per il 14 febbraio la Commissione di allerta rapida di sorveglianza delle tariffe. La riunione avrà come obiettivo l’approfondimento delle recenti dinamiche dei costi delle polizze Rc Auto, che dopo i cali degli scorsi anni, hanno ripreso a salire (+7,1% annuo al mese di novembre).
L’invito è rivolto ai principali attori del mercato: agenti, broker, oltre a consumatori, imprese, Ania e, ovviamente, Ivass. E con l’aumento dei premi è sceso anche l’indice di fedeltà degli automobilisti verso la propria compagnia, che rimane tuttavia ancora uno dei più alti a livello europeo a dimostrazione che il nostro mercato è ancora molto concentrato.
Lo evidenzia la statistica Ania sul tasso di retention Rca: se nel primo trimestre 2023 l’84% degli assicurati Rc Auto ha rinnovato la polizza con la propria compagnia, da agosto in poi si è scesi rapidamente all’80% (dato che comprende autovetture, autocarri e motoveicoli). Il dato è planato ancora più velocemente al 62% per i motoveicoli (dal 74 del primo trimestre).
Chi cambia compagnia spesso valuta offerte provenienti da operatori esteri: tra il 2017 e il 2022, le imprese See (aventi sede legale in un Paese dello Spazio Economico Europeo in stabilimento) e in Lps (come dimostrano i dati diffusi il 29 gennaio da Ivass, Authority di Vigilanza) hanno più che raddoppiato la quota di mercato (12% nel 2022). Un dato leggermente rientrato nella prima metà del 2023 quando hanno collocato l’8,7% dei premi r.c. auto (dato comunque in crescita rispetto al 7,2% nella prima metà del 2022).
Queste imprese SEE sono maggiormente presenti nelle aree più “sinistrose”, raggiungendo in talune province del Centro e del Sud un tasso di penetrazione del 25%.Il bollettino di Ivass fornisce anche i principali risultati per il 2022 e alcuni dati e tendenze del primo semestre 2023. Nel 2022 sono stati raccolti premi per 15,2 miliardi di euro, il 42,6% della produzione danni.


