Il Catalogo Ragionato di Carlo Maratti amplia gli studi
Presentato al Louvre e curato da Simonetta Prosperi Valenti Rodinò. L’artista influenzò il suo tempo e molti maestri successivi, ma fu a lungo incompreso
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I punti chiave<a class="classi-link-interno" href="#U68477055003TtW">Il Catalogo Ragionato. Collezionismo e mercato</a>
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Per l’ecosistema dell’arte, dall’ accademia al mercato, i Cataloghi Ragionati sono strumento e riferimento imprescindibile. In assenza di questo pilastro si attenuano capacità di indagini scientifiche, scoperte e potenzialità del mercato relativo. È stato presentato il 26 marzo al Louvre il Catalogo Ragionato di Carlo Maratti o Maratta (Camerano 1625- Roma 1713) pittore egemone tra Sei-Settecento, ma dimenticato per due secoli fino alla recente rivalutazione. Frutto di uno sforzo scientifico ed imprenditoriale della Ugo Bozzi editore. Un investimento per il presente e il futuro di studi e mercato, necessario per un artista fondamentale, che influenzò il suo tempo e molti maestri successivi, tutti condizionati, negli studi e sul mercato, dall’antinomia solidità/incertezza attributiva. Figura nodale, attiva per durante la vita di sette papi, conteso dai sovrani di Francia, Spagna ed impero, “must” per il bel mondo, alle radici di Pompeo Batoni col ritratto del Grand Tour. Talvolta replicato fino allo sfinimento, è finito incompreso con la condanna del Barocco da parte dell’Illuminismo. Poi è arrivata la progressiva rivalutazione, soprattutto, con gli studi di Stella Rudolph (2020) aggiornati dalla specialista dei disegni Simonetta Prosperi Valenti Rodinò.
Redigere il Catalogo del longevo Maratti, buon amministratore del suo talento e della bottega fino ad 88 anni, tra affreschi, pale d’altare, tele profane ed ampie collaborazioni da “figurista” con naturamortisti come Mario dei Fiori (es.negli iconici specchi di Palazzo Colonna) o paesisti da Gaspar Dughet a Jan van Bloemen, era una sfida complessa, raccolta da 40 anni dalla Rudolph senza completarlo. “Quindici casse di documenti e foto, nella casa fiorentina di San Niccolò, sono state affidate dagli eredi” alla Rodinò e all’editore. La curatrice vi ha dedicato 10 anni, l’editore quattro, per “fare verifiche e aggiornamenti alle 313 opere schedate e ai saggi, parzialmente pubblicati, delle 251 opere autografe, cui si aggiungono le repliche, e gli oltre 800 disegni preparatori.”
Il Catalogo Ragionato. Collezionismo e mercato
Facendo confluire i disegni accanto ai dipinti, si è ricostruito un vasto corpus di riferimento aperto ad ulteriori sviluppi, oltre le attuali aggiunte e sottrazioni. L’importante risultato lascia spazio a “seriazioni” e ampliamenti legati ai ritrovamenti futuri di studiosi, antiquari, collezionisti e mercato, che finalmente l’attuale catalogo aiuterà.
Alta l’attenzione delle autrici alle importanti aggiunte emerse nelle aste. Qui ne diamo i passaggi più significativi. Tra i soggetti mitologici “Diana e Atteone” passata da Christie’s nel 2005 a 706.358 euro (Londra 8 gennaio, n.42) e la “squisita” Venere e amorini” venduta in asta a 283mila euro, spese incluse a Vienna ( Dorotheum, 13 ottobre 2010, n.375) dopo un invenduto da Sotheby’s (New York, 29 gennaio 2009, n. 90). Invenduta due volte come opera dell’allievo Giuseppe Bartolomeo Chiari (1727, artista a 5 cifre) anche la “Samaritana al pozzo” ora “opera autografa di qualità superlativa”. Interessante anche il record d’asta a 1.298.628 euro, che risale al 2001 per un “Tobia e l’angelo” (da Christie’s Londra, 26 gennaio, lotto 153). Ma in altri passaggi, tra 2015 e 2018, la sua quotazione non assorbita dal mercato lo lasciava invenduto.
La ritrattistica. Repliche, varianti e opportunità di mercato
Forse la maggiore riscoperta riguarda la sua straordinaria ritrattistica, in nulla inferiore ai più celebrati Bernini e Pompeo Batoni. Come nel ritratto del biografo Giovanni Pietro Bellori (Coll.Alessandra di Castro). In asta il record del 1999 fu per “Ritratto di medico” a 370.096 € (Christie’s New York, 29 gennaio, lotto 35). Una buona versione della nipote del papa Rospigliosi (Clemente IX) Maria Maddalena Rospigliosi Panciatichi è passata nel 2012 a soli 98.753 € (Christie’s Londra, 4 luglio, lotto 218) dopo un passaggio nel 2006 a 220/280mila euro di stima a Venezia (San Marco aste, 25 marzo, lotto 21). Sempre da ascoltare le autrici e, con loro, il Bellori quando scrive che il maestro rifiniva quanto affidato alla bottega “nel viso e nelle mani, ma soprattutto con una ragnatela di ritocchi che aggiungevano sottili vibrazioni luministiche ai particolari”.




