Il choker di velluto diventa alleato «prezioso» dell’outfit
Marta Oriani riscopre la collana girocollo e la arricchisce con velluti di alta gamma e gemme colorate
di Paola Dezza
2' min read
2' min read
Marta Oriani, diplomata in gemmologia presso il Gemological Institute of America di Londra, una collaborazione con la case d'aste Sotheby’s, quando torna in Italia sceglie di puntare sul mondo degli accessori e di creare una propria attività. Dopo essersi dedicata alla famiglia - Marta ha tre bambini -, e a un corso di disegno del gioiello, parte con il progetto di Almarow, per rinnovare un oggetto esistente ma non inflazionato: il choker, collana girocollo che fonda le sue radici nella Rivoluzione francese, quando di rosso vermiglio ricordava coloro che erano stati decapitati.
Tra gli amanti del collarino nella storia c’è anche Anna Bolena.
Nasce così una linea di choker d'autore con attenzione alla qualità e alla ricerca. Un focus particolare è posto sulle finiture e sulle cesellature.
La base è sempre in velluto, dai colori pastello fino al classico nero, ai quali si abbinano cristalli multicolori, pendenti centrali o ricami. Oltre al velluto italiano, Marta utilizza anche quello giapponese, top di gamma, che garantisce una qualità premium e tutto il fascino della cultura tessile orientale.
«Sono partita utilizzando l’ecommerce e instagram - racconta Marta al Sole24Ore -. Anche alcuni negozi di nicchia hanno le mie creazioni». Il prossimo step sarà l’apertura di un corner alla Rinascente.



