Il condono si allarga: entra l’Iva, tetto di 100mila euro per singola imposta. Scudo penale sui reati di riciclaggio e autoriciclaggio
di M. Mobili e G. Parente
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Alla fine anche l’Iva entra nel condono varato lunedì sera dal Governo. Per l’imposta sul valore aggiunto non si applicherà il 20% ma un’aliquota media e se il contribuente non sarà in grado di determinarla scatterà il 22%, ossia l’aliquota ordinaria. Un meccanismo che consente di mettere la sanatoria al riparo da contestazioni della Commissione europea sul mancato recupero di un tributo come l’Iva che è proprio dell'Unione europea.
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Ma non è la sola apertura che rende la «dichiarazione integrativa speciale» un condono a maglie larghe. L’integrazione degli imponibili nel limite di 100mila euro e comunque non oltre il 30% di quanto dichiarato si calcolerà per singola imposta da regolarizzare e per singolo anno d’imposta dal 2013 al 2016.
Scudo «penale»
Ci sarà anche uno scudo penale per chi presenterà la dichiarazione integrativa. Per chi si avvarrà dell’emersione consentita dalla pace fiscale è esclusa la punibilità per dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento di Iva. I tre reati elencati non sono punibili anche nel caso di riciclaggio o impiego di proventi illeciti. Stesso discorso anche per l’autoriciclaggio ma con un termine temporale, ossia fino al 30 settembre 2019. Le norme su prevenzione antiriciclaggio e terrorismo rimangono invece applicabili per gli altri casi. È allo studio - si evince inoltre dalla bozza - la possibilità di escludere la punibilità della dichiarazione fraudolenta.
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