Il Covid non fa più paura, i vaccini non si vendono e Pfizer crolla
Il colosso farmaceutico cade a Wall Street: nel 2024 i ricavi scenderanno sotto i 60 miliardi di dollari. Capitalizzazione dimezzata in un anno
1' min read
1' min read
La pandemia è finita, il Covid è ormai una banale influenza di stagione, non più mortale. Conseguenza: non c’è più corsa ai vaccini.
In apertura di Borsa, il titolo Pfizer perdeva l’8,8% ed è il peggiore sullo S&P 500. Tutta colpa delle previsioni per il 2024, che vedono un calo dei ricavi.
Previsioni al ribasso
La società prevede che il prossimo anno il fatturato scenderà a un livello tra 58,5 e 61,5 miliardi di dollari. Una media delle stime degli analisti, compilate da Reuters, aveva invece stimato ricavi a 63,17 miliardi. Lo scorso ottobre, quando aveva pubblicato i risultati del terzo trimestre, Pfizer aveva dichiarato di aspettarsi che i ricavi per il 2023 scendessero tra 58 e 61 miliardi di dollari, in calo rispetto alle previsioni precedentemente pubblicate, a maggio di quest’anno, che erano comprese tra 67 e 71 miliardi di dollari.
Ieri, invece, la casa farmaceutica ha dichiarato di aspettarsi anche un utile rettificato per azione compreso tra 2,05 e 2,25 dollari, al di sotto delle stime Reuters a 3,16 dollari per azione.
Meno domanda di vaccini
Sulla nuova previsione di bilancio per il 2024 ha influito il calo della domanda dei farmaci contro il Covid-19 che negli ultimi tre anni avevano generato un boom di ricavi. Dall’inizio dell’anno, il titolo di Pfizer cede il 44%: il valore delle azioni è sceso ai minimi dall’inizio della pandemia di coronavirus nel marzo 2020.
