La parola al gestore: Hsbc Asset Management

«Il debito indiano è sempre più interessante»

«Mostra alti rendimenti e una bassa correlazione. Punto sulle aziende che operano nelle rinnivanìbili e su alcune materie prime»

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Molta attenzione al mercato indiano con un occhio attento anche sulle dinamiche valutarie dei mercati emergenti. E’ il punto di parteinvstimento di nza della strategia di Fouad Mouadine, portfolio manager Asia Fixed Income, Hsbc Am

Quali saranno le ripercussioni che avrà il nuovo corso degli Stati Uniti sulle obbligazioni dei mercati emergenti, con particolare riferimento a quelle asiatiche?

L’impatto più significativo è legato alle dinamiche del mercato valutario. Dopo le elezioni, gli investitori globali hanno moderato le loro aspettative di tagli ai tassi di interesse negli Usa, anticipando politiche potenzialmente più inflazionistiche. Questo ha rafforzato il dollaro e ridotto la probabilità di tagli ai tassi in alcune economie asiatiche, che potrebbero subire un’ulteriore pressione sulle loro valute. Tuttavia, come in ogni contesto politico, ciò che viene detto durante la campagna elettorale potrebbe non corrispondere alle politiche che saranno attuate. Le prospettive sono incerte e gli investitori dovrebbero rimanere vigili e flessibili.

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L’ANDAMENTO

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Perché il mercato obbligazionario indiano si differenzia da quello degli altri Paesi asiatici?

Il mercato obbligazionario domestico indiano presenta una combinazione unica di rendimenti elevati e bassa correlazione. Esistono altri mercati con rendimenti elevati, come l’Indonesia, ma quest’ultima tende a essere più correlata al rischio globale per le sue dimensioni più ridotte e per la maggiore quota detenuta da investitori stranieri. Anche il mercato obbligazionario cinese ha una bassa correlazione con i mercati globali, ma attualmente registra rendimenti ai minimi storici a causa degli stimoli introdotti per sostenere il processo di trasformazione economica. Riteniamo che il mercato obbligazionario indiano meriti di essere considerato come una classe di attività strategica distintiva, poiché rappresenta il mercato obbligazionario di una delle economie più grandi e in più rapida crescita al mondo.

LE EMISSIONI

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Quali sono i fattori che nel lungo termine influenzeranno la crescita?

C’è forte consenso sul fatto che l’economia indiana sarà una di quelle in più rapida crescita tra i principali paesi nei prossimi decenni. Questo dovrebbe portare a una naturale espansione del mercato obbligazionario, a supporto della crescita delle aziende, degli investimenti infrastrutturali e dei finanziamenti che favoriscono un futuro a basse emissioni di carbonio. Il mercato obbligazionario è cresciuto a un tasso annualizzato del 12% negli ultimi 20 anni e riteniamo che questa tendenza possa continuare e persino accelerare, grazie al miglioramento dell’infrastruttura finanziaria e alla maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento delle istituzioni attraverso un maggiore ricorso all’emissione di obbligazioni piuttosto che all’accensione di prestiti bancari. Sebbene una crescita controllata e costante possa essere sana e di supporto, è essenziale fare attenzione alle possibili bolle di mercato e a un eccesso di investimenti in contesti di forte crescita che potrebbero creare instabilità.

IL CONFRONTO

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Che misure si attende dal nuovo governatore Sanjay Malhotra e che effetto avranno sulle obbligazioni indiane?

La sfida per le banche centrali è cambiata nel contesto del rinnovato rafforzamento del dollaro, il principale fattore in grado di influenzare il tasso di cambio rupia-dollaro rispetto a qualsiasi debolezza strutturale dell’economia indiana o della sua valuta. Il nuovo Governatore ha lasciato intendere che potrebbe tollerare maggiore volatilità della valuta rispetto al suo predecessore, il che potrebbe rappresentare più un adattamento alle nuove realtà del mercato globale che un cambiamento sostanziale di approccio. Questo potrebbe anche implicare un possibile taglio dei tassi di interesse nel 2025 per sostenere l’economia indiana, a condizione che l’inflazione continui a diminuire.

A livello di titoli corporate indiani, dove vedete le migliori opportunità?

Il nostro approccio bottom up si basa sulla selezione di singoli titoli obbligazionari, indipendentemente dal settore degli emittenti. Apprezziamo comunque diverse aziende indiane nel settore delle energie rinnovabili, così come alcuni emittenti del comparto delle materie prime. Inoltre, deteniamo selettivamente titoli nel settore finanziario, bancario e industriale, nonchè alcune titoli denominati State Development Loans, obbligazioni emesse da uno dei 28 stati indiani attraverso il governo centrale, e Public Sector Undertakings, ossia da istituzioni di proprietà o a maggioranza statale.

Da giugno dello scorso anno, JP Morgan ha iniziato a includere 23 titoli di Stato indiani in valuta locale nei propri indici sui mercati emergenti. Dallo scorso 31 gennaio i bond governativi indiani sono stati inclusi anche in un indice di Bloomberg, sempre sui mercati emergenti. Quali sono gli effetti di questa inclusione?

Negli ultimi mesi ciò ha comportato significativi afflussi di capitali da parte degli investitori stranieri. I dati mostrano che fino alla fine del 2024 si sono registrati circa 23 miliardi di dollari di afflussi netti cumulativi dall’estero da quando l’inclusione nell’indice è stata annunciata per la prima volta nel settembre del 2023 . L’impatto di lungo termine sarà probabilmente ancora più rilevante in quanto sempre più investitori istituzionali a livello globale considerano l’India come un’allocazione strategica a lungo periodo.

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