«Il design al servizio di una vita migliore»
Investire sulle persone, sull'ambiente e sulle tecnologie digitali: è questo approccio all'industria che spiega, secondo l'imprenditore veneto, il successo dell'azienda che ha chiuso il 2020 con ricavi ed Ebitda in crescita
di Giovanna Mancini
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Daniele Lago è un tifoso della provincia: lui stesso si definisce così. «Intendiamoci: mi piacciono le grandi città, come Milano – racconta l’imprenditore padovano, classe 1972, ceo e Head of Design dell’azienda di arredamento di famiglia –. Ma le province sono interessanti come concetto e vanno preservate, perché generano alcune originalità che altrimenti non avremmo, se tutti vivessimo in città un po’ omologate. Sono favorevole a una lontananza dai grandi epicentri, a maggior ragione oggi, con le tecnologie digitali che ci permettono di conoscere in tempo reale quello che accade a chilometri di distanza».
Di questa originalità, sempre un po’ fuori dagli schemi e in anticipo sui tempi, è impregnata l’azienda: 200 dipendenti, oltre 40 milioni di euro di fatturato, la Lago è riuscita a crescere anche in un anno difficile come il 2020, aumentando ricavi ed Ebitda (al 23%), e completando il proprio Campus, tutto in chiave eco-sostenibile e improntato alla Lean Production, frutto di oltre 10 milioni di investimenti negli ultimi quattro anni, con l’inaugurazione lo scorso autunno di un nuovo edificio dedicato alla logistica.
Come ci siete riusciti? È vero che il mondo della casa ha avuto una spinta dalla pandemia, ma aumentare il fatturato non era facile.
Potrei rispondere molte cose: accanto al prodotto, ci ha favoriti il fatto di aver investito molto sul digitale negli ultimi anni. Questo ha permesso di mantenere vivo il rapporto con la nostra Community di professionisti e clienti in tutto il mondo. Ma credo che, più in profondità, questi risultati siano il frutto di un approccio al fare impresa che viene da lontano, dalla Grande Idea, ovvero un documento che abbiamo scritto circa 15 anni fa con i miei fratelli e le persone che fanno parte della nostra squadra.
Qual è questa «Grande Idea»?

