Il dossier fondi sul tavolo del vertice Ue sulla Difesa. Italia e altri 18 Paesi per emissione debito Bei su progetti ad hoc
Il vertice è stato anticipato da una lettera di 19 leader europei indirizzata a Consiglio europeo, Commissione e presidenza di turno, e firmata anche dall’Italia
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I punti chiave
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Il vertice super informale dei leader Ue a Bruxelles è nominalmente sulla difesa ma a rubare la scena sono stati i (possibili) dazi di Donald Trump. La sessione della mattina di lunedì 3 febbraio è stata infatti dedicata ai rapporti tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti - relazione speciale quando si tratta di aspetti militari - e in questo contesto i 27 hanno fatto il punto sulla situazione.
Il capitolo difesa (specie dal punto di vista industriale) potrebbe intrecciarsi alla strategia Ue su come ridurre lo squilibrio dell’interscambio Usa-Ue. I 27 sanno che dovranno comunque spendere di più per la difesa e chi tra loro fa anche parte della Nato va incontro ad un target ben superiore al 2% l’anno (il Canada peraltro è fra gli alleati che non ha ancora raggiunto la fatidica soglia). Le armi, dunque, possono rientrare nel valzer di accordi. Sul punto però si prospetta uno scontro con Parigi, che sta spingendo da mesi gli acquisti “made in Europe” per rafforzare la base industriale blustellata. Una visione che mal si allinea con l’idea trumpiana (molti alleati europei sono poi scettici, perché hanno le catene del valore legate a quelle americane).
Tra le ipotesi che sono circolate negli ultimi giorni, quella che guarda a un coinvolgimento della Bei, la Banca europea degli investimenti, rafforzandone il mandato.
Il ritiro dei 27 leader Ue
Il tema difesa è stato all’ordine del giorno nelle ultime ore. Nessuna conclusione ma una discussione informale e sostanziale che, nelle previsione del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, dovrà essere decisiva per delineare le linee guida del Libro bianco sulla Difesa. Il “ritiro” dei 27 leader Ue - con la presenza del segretario generale della Nato Mark Rutte e, per la prima volta dalla Brexit, di un premier britannico a cena, il Labour Keir Starmer - al Palais d’Egmont aveva lo scopo di chiarire alcuni nodi che al momento appaiono delicatissimi. Due, su tutti: le risorse da mettere in campo per aumentare le spese della difesa e l’origine degli armamenti da acquistare.
Dopo l’usuale intervento preliminare della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, si è svolta la prima sessione di lavoro tra i leader dei Ventisette. Poi il pranzo di lavoro, a cui ha partecipato anche Rutte. Nel pomeriggio la seconda sessione della discussione tra i leader, e in serata la cena di lavoro.
