Il fashion retail del futuro è sempre più digitale e omnichannel
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Il settore del fashion retail è tradizionalmente caratterizzato da un margine commerciale ridotto e dalla presenza di un numero elevato di competitor. Fattori cui negli ultimi anni si somma uno scenario internazionale sempre più complicato, che incide sul potere d’acquisto dei consumatori e sulla catena di approvvigionamento. Al punto da aver spinto, secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, un merchant su due a rivedere le stime a chiusura del conto economico 2022, per accogliere modifiche al ribasso del proprio fatturato e al rialzo delle spese. L’88% del campione dichiarava infatti l’incremento dei costi di energia e trasporto, il 65% l’aumento dei costi delle materie prime e l’11% una diminuzione dell’export, soprattutto verso i paesi più coinvolti nelle tensioni socio-politiche. In tale contesto, assicurarsi concreti vantaggi competitivi a livello dei piccoli negozi così come nelle realtà più grandi, richiede un cambio di passo strategico che oggi passa attraverso la digitalizzazione di tutti i livelli gestionali. La rapida evoluzione del mondo in cui si muovono le imprese del settore richiede infatti di creare valore e competenze puntando in modo deciso all’innovazione sia nel campo delle soluzioni gestionali, con software di pianificazione delle risorse d’impresa (ERP), sia attraverso nuove soluzioni di retail omnichannel, accessibili grazie ai migliori software sviluppati per il fashion retail. Non è un caso se i più dinamici attori del settore adottano già da tempo software per retail verticali in grado di semplificare e rendere più rapidi i diversi processi aziendali, che permettono al punto vendita di organizzare al meglio il proprio know-how in un unico sistema digitale integrato.
Rivoluzione digitale e nuovo approccio per le imprese retail, fashion e luxury
Al di là dei cambiamenti di equilibrio tra online e offline, emerge una sempre maggiore integrazione tra i diversi canali di vendita. Non vi è più spazio per un retail “solo fisico” così come per uno “solo digitale”. L’evoluzione privilegia modelli in grado di sfruttare i punti di forza di entrambi. L’avvento del digitale e la quota sempre maggiore di clienti Millennials e Gen Z hanno portato poi ad un cambio di paradigma nel ruolo stesso del retail Manager, le cui strategie ormai prescindono la specificità del brand per sviluppare soprattutto un’esperienza d’acquisto sempre più personalizzata, capace di coniugare la massimizzazione degli acquisti con la soddisfazione e fidelizzazione del cliente. Il negozio viene allora ripensato in ottica omnichannel, tra chioschi digitali in store per l’acquisto online di articoli non disponibili a scaffale, punti vendita che fanno da magazzino per gli ordini di e-commerce e formule di click and collect. Inoltre, oggi è possibile affinare le strategie di marketing e vendita con un monitoraggio continuo di trend e KPI, soluzioni CRM che consentono di conoscere i propri clienti e fidelizzarli attraverso strumenti di promozione e marketing automation. Per alimentare questa tendenza i player devono poter lavorare sull’intera catena del valore (marketing, customer care, pagamenti, logistica, tecnologia) così da migliorare i ricavi, ma soprattutto contenere i costi con obiettivi di breve, medio e lungo termine. Dal marketplace alle catene di negozi, la riorganizzazione dei processi va dunque tradotta nell’implementazione di soluzioni tecnologiche in grado di abilitare tale modello di commercio omnichannel senza gap di comunicazione e di efficienza.
La risposta è un software verticale e integrato, che costituisce un ambiente digitale completo, all’interno del quale si trova tutto il necessario per soddisfare le esigenze di gestione e di allineamento dei punti vendita, migliorando l’esperienza dei dipendenti e insieme dei clienti.
I trend tecnologici per la gestione dell’impresa retail
Optare per un software verticale come ad esempio Atelier del gruppo Zucchetti significa infatti comporre il proprio sistema digitale in base alle proprie esigenze, sapendo che ogni soluzione sarà integrata e in comunicazione con l’altra: dal software ERP di tipo orizzontale che si occupa della parte contabile, fiscale e gestionale, a strumenti di business intelligence e a software per la gestione degli asset aziendali, fino ad arrivare alle ormai indispensabili casse multifunzionali.
Vi sono poi i cosiddetti strumenti trasversali, fondamentali per la gestione documentale, dalla compliance aziendale alla Business Information, dalla gestione delle pratiche digitali all’Open Banking, alla verifica creditizia dei fornitori, ai tanti altri servizi digitali, integrati nei principali processi aziendali, capaci di creare soluzioni ad alto valore aggiunto operativo. Perché il futuro dei software per il retail è ormai basato sull’integrazione tecnologica dei processi.
Pagamenti digitali: cliente soddisfatto, punto vendita felice
I pagamenti digitali stanno rapidamente diventando anche in Italia lo standard prevalente per le transazioni finanziarie. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2022 sono arrivati a 8,5 miliardi di transazioni, un +18% rispetto all’anno precedente. Adottare sistemi di pagamento basati su piattaforme avanzate e integrate presenta diversi vantaggi anche lato azienda, sia in ambito gestionale che commerciale, ma soprattutto va nella direzione indicata dai consumatori, i quali sempre più prediligono i pagamenti digitali all’interno dei negozi fisici. In sostanza di fronte a un cliente sempre più ‘tecnologico’ anche le imprese del fashion retail devono prevedere un’adozione diffusa di soluzioni fintech, che devono superare la logica delle commissioni per offrire un’esperienza d’acquisto sempre più personalizzata, veloce e soddisfacente, presupposto fondamentale di una fidelizzazione della clientela.
