Salvini: «Leggerò il libro di Vannacci, condanna al rogo non mi sembra ragionevole». Telefonata con il generale
Telefonata tra il vicepremier e il generale Roberto Vannacci, al centro di polemiche per quanto scritto nel libro autoprodotto “Il mondo al contrario”, in cui definisce gli omosessuali come «non normali», non è più a capo dell’istituto geografico militare di Firenze
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I punti chiave
- Tajani, Vannacci? Prudenza quando si occupano incarichi
- La diretta di Salvini sui social
- Nuovo sindacato carabinieri: grazie a generale per suo libro
- Molte voci in difesa di Vannacci nel centrodestra
- Crosetto: diverso da chi mi attacca da una parte o dall’altra
- Forza nuova propone al generale Vannacci la candidatura a Monza
- Il libro finito al centro delle polemiche
- La difesa di Vannacci
- Pd: semplice trasferimento non è sufficiente
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Matteo Salvini, ministro e vicepremier, allarga la crepa nel centrodestra sul caso Vannacci. C’è uno spazio politico da occupare subito, quello dove si è ben accomodato il generale che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha destituito con provvedimento disciplinare per le tesi omofobe, contro i migranti e le femministe del suo libro. Fonti leghiste fanno infatti sapere di una «telefonata molto cordiale» tra il vicepremier Matteo Salvini e il parà. Salvini promette che leggerà il libro e intanto chiede di giudicare il generale «per quello che fa in servizio. Se poi scrive qualcosa che non ha niente a che fare con i segreti di Stato o il suo lavoro ha tutto il dovere e diritto di farlo. La condanna al rogo come Giordano Bruno non mi sembra ragionevole».
Pressing del Pd: «Che cosa pensa di questa vicenda la premier, che finora si è trincerata in un imbarazzante silenzio? Da che parte sta Giorgia Meloni?», twittano i Dem con Antonio Misiani.
Tajani, Vannacci? Prudenza quando si occupano incarichi
La spaccatura in maggioranza è evidente «Io credo - ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Fi) commentando il caso Vannacci a margine della presentazione del libro di Andrea Riccardi a Fondi - che in Italia tutti abbiano diritto di esprimere le proprie idee, bisogna però essere prudenti quando si occupano incarichi di grande responsabilità perché le opinioni legittime e personali rischiano di diventare opinioni dell’istituzione che si rappresenta. Da qui è nata un’incomprensibile polemica sulle Forze armate che invece vanno tutelate, difese, protette e rispettate per il lavoro che svolgono ogni giorno in Italia e all’estero per tutelare l’interesse nazionale».
La diretta di Salvini sui social
«Il generale Vannacci è stato additato come un pericolo. Ma io me lo comprerò questo libro, perché prima di commentare e giudicare è giusto conoscere e capire. Leggerò il libro di questo generale che ha fatto missioni in Somalia, in Iraq, in Afghanistan, che ha salvato vite, che ha difeso la patria, il paese, la bandiera, i nostri ragazzi, che fece delle denunce sull’uranio impoverito che tanto male ha fatto a tanti militari. Mi rifiuto di pensare che in Italia esista un Grande fratello che ti dice: questo lo puoi leggere e questo non lo puoi leggere». Lo ha detto Salvini durante una diretta sui suoi canali social in merito al libro “Il mondo al contrario” scritto dal generale Roberto Vannacci. Salvini ha anche avuto una telefonata definita «molto cordiale» con Vannacci. «Il generale va giudicato per quello che fa in servizio, poi se scrive qualcosa che non ha niente a che fare con i segreti di Stato o il suo lavoro, ma esprime i suoi pensieri poi penso che abbia tutto il dovere e il diritto di farlo. Mi cercherò qualche ora per leggere quello che molti, a cominciare da alcuni giornalisti di sinistra, hanno commentato e aver condannato senza averlo letto tutto. Si legge, poi potrò essere d’accordo, in disaccordo, parzialmente d’accordo però la condanna al rogo a mo’ di Giordano Bruno nell’Italia moderna e solidale del 2023 non mi sembra assolutamente ragionevole».
Nuovo sindacato carabinieri: grazie a generale per suo libro
«Il nuovo Sindacato carabinieri esprime un particolare e sentito ringraziamento al generale il quale, grazie al suo libro, che ha creato così tanto scalpore e divisione nella società civile e militare, ha fatto conoscere al mondo intero che anche per i militari è garantito il diritto costituzionale della libertà di pensiero di cui all’art. 21 ribadito dall’art. 1472 del Codice ordinamento militare». Così in una nota il Nuovo Sindacato dei carabinieri difende il libro di Vannacci, che ha fatto tanto discutere in questi giorni. “Seguiremo con molta attenzione le contestazioni che verranno confutate al generale perché finalmente capiremo se la politica e le forze armate vogliono progredire e comprendere se è il caso di rivedere la legge sulle relazioni sindacali militari e la posizione del cittadino in uniforme rispetto ai diritti costituzionali e se lo stesso sia un cittadino come gli altri o se di classe sociale inferiore” ha aggiunto Roberto Di Stefano, segretario generale aggiunto del nuovo sindacato. “Siamo sicuri che da adesso in poi, grazie al clamore suscitato dal generale Vannacci, nessun sindacalista militare sarà più punito o trasferito o sottoposto a esame disciplinare per aver espresso il proprio pensiero nell’esercizio dell’attività sindacale”, ha concluso Massimiliano Zetti, segretario generale del nuovo Sindacato carabinieri.

