Mix allocation

Il gestore deve essere abile a equilibrare tutte le variabili

Trai 20 fondi migliori a un anno si sono piazzati CompaAm Sb Blockchain (38,3% ), Amundi Finanza Digitale (32,4%) ed Euromobiliare Digital T (27,7%)

(Adobe Stock)

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Se non va bene da una parte, andrà bene dall’altra. È questo in sintesi il ragionamento alla base della diversificazione. Una specie di piano b che incoraggia gli investitori ad addentrarsi sul mercato, mettendo un piede in Borsa nella speranza di portare a casa lauti guadagni e riparandosi nel contempo su asset meno rischiosi per tamponare eventuali perdite. In genere, infatti, le diverse asset class non sono correlate tra loro (anche se ultimamente non è sempre così): quando una sale, l’altra o scende o al limite sta ferma, almeno in teoria.

Strategia multi asset

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Si chiama anche strategia multi asset e viene adottata da molti gestori, non solo per creare semplicemente alternative di investimento in grado di riportare in equilibrio il portafoglio in caso di turbolenze, ma proprio per andare in cerca di opportunità sui diversi segmenti di mercato. È un approccio diverso che spesso non segue il benchmark di mercato ma si basa su una gestione attiva, che poi è quella che dovrebbe fare la differenza.

Un portafoglio efficiente

Ma spalmare gli investimenti non è sufficiente a creare un portafoglio efficiente, bisogna avere una linea coerente nella selezione e nella ponderazione delle singole variabili e soprattutto accollarsi un livello di rischio congruo. A differenza dei tradizionali fondi orientati su un comparto specifico (azioni o bond per esempio), i margini di manovra che hanno i prodotti con una maggior flessibilità nella gestione, mostrano in maniera più evidente la capacità (o l’incapacità) del gestore non solo di selezionare i titoli giusti, ma di rivedere periodicamente l’incidenza delle varie asset class, anticipando gli andamenti del mercato sulla base delle sue aspettative (con il senno di poi sono capaci tutti ma non serve).

Guida la tecnologia

Saper trovare il giusto mix è la ricetta vincente (e la più difficile) per far fruttare l’investimento e nell’ultimo anno è stata la tecnologia a premiare di più (si veda articolo a sinistra). Nella tabella pubblicata in pagina sono stati selezionati i venti fondi migliori classificati nella categoria Morningstar Mix Allocation e, come si vede chiaramente dai numeri, nell’ultimo anno i prodotti che hanno offerto i rendimenti più interessanti sono quelli specializzati nei titoli growth e su alcuni segmenti tech in particolare, come la robotica o il digitale.

Le performance dei prodotti

Ai vertici della classifica si sono piazzati CompaAm Sb Blockchain Tech che si è rivalutato del 38,3% in 12 mesi ed è cresciuto di quasi il 74% negli ultimi cinque anni (in questo arco di tempo il primato tra i fondi selezionati spetta ad Azimut Az Allocation Turkey cresciuto dell’88%). Seconda posizione per Amundi Finanza Digitale in rialzo del 32,4% su base annua (non c’è il dato quinquennale) e terzo gradino del podio per Euromobiliare Digital Trend che nel 2024 ha guadagnato il 27,7 per cento. Diametralmente opposti i risultati conseguiti dai fondi che si sono piazzati nella parte bassa della graduatoria, almeno su base annua. In questo caso gli ultimi tre posti sono occupati rispettivamente da Pharus Sicav Basic A in calo del 5,8% nel 2024 ma con una rivalutazione del 52% nei cinque anni, seguito da Anima Obiettivo Europa A con una svalutazione a 12 mesi del 5,7% e da Eurizon Eis Flex Plus 13 I, sceso del 4,8 per cento.

Performance, come si vede, molto diverse tra loro che testimoniano la disomogeneità dei prodotti classificati in questa tipologia.

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