Il grande potenziale dell’India e il freno da un’agenda nazionalista
L’elevato potenziale socio-economico dell’India tra i Paesi del Sud globale discende da diversi fattori consolidatisi negli anni recenti: elementi come il capitale umano dei 500mila nuovi ingegneri laureati ogni anno e il veloce recupero su infrastrutture e trasporti
di Fabrizio Onida
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In un articolo su «Foreign Affairs» del 18 aprile 2023, Nirupama Rao (già ministro degli esteri dell’India, ambasciatore in Cina e negli Usa) provava a spiegare perché i Paesi del “Sud globale” sono sempre meno disposti ad allinearsi con gli Usa contro la Cina o la Russia nel grande gioco degli interessi geopolitici che non sembrano affrontare le grandi sfide epocali (clima, pandemie, malnutrizione, lotta al terrorismo, predominio tecnologico, disuguaglianze storicamente senza precedenti fra popolazioni ricche e povere). Mentre l’India di Narendra Modi gestiva nel 2023 la presidenza del G20, ne richiamava più volte la vocazione universalistica «One earth, one family, one future».
Da pochi giorni la presidenza 2024 del G20 è passata nelle mani del Brasile di Lula, un altro protagonista di alto profilo del “Sud globale”, offrendoci l’occasione per sottolineare ancora una volta le potenzialità ma anche i limiti dell’India come vero gigante asiatico del 21esimo secolo.
Per memoria, i membri del G20 includono sei Paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Turchia, Russia oltre alla Ue), 13 Paesi extra-europei di cui 5 americani (Usa, Canada, Messico, Brasile, Argentina), 5 asiatici (Giappone, Cina, India, Indonesia, Sud Corea) oltre ad Australia, Sud Africa e Arabia Saudita. Tra poco si aggiungerà l’Unione Africana che da sola rappresenta 55 Stati.
L’elevato potenziale socio-economico dell’India tra i Paesi del Sud globale discende da diversi fattori consolidatisi negli anni recenti: in primis fattori demografici, come la dimensione della popolazione - cresciuta oltre 1,4 miliardi avendo sorpassato la Cina, con un’età media di 28 anni, tra le più giovani del pianeta - ma anche elementi come il capitale umano dei 500mila nuovi ingegneri laureati ogni anno, il veloce recupero dall’arretratezza delle infrastrutture di trasporto (autostrade, ferrovie, porti, aeroporti) e della rete elettrica, la digitalizzazione dei pagamenti (fortemente voluta dall’ex-governatore della Banca centrale Raguram Rajan) che contrasta l’endemica evasione fiscale e promuove l’accesso ai servizi finanziari anche nelle zone più remote del Paese.
La Tata Motors, uno dei cinque mastodonti industriali, nato nel 1868, che oggi occupa oltre 1 milione di addetti, è proiettata in prima linea nella produzione di veicoli elettrici per il mercato mondiale. L’americana Apple punta ad alzare dal 7% al 25% la quota dei propri i-phone prodotti in India a partire dalle batterie.
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