Il management dei talenti nell’economia globale, tecnologica e dell’incertezza
Vanno sostenuti, messi alla prova con problemi e in contesti aziendali di complessità e rilevanza crescente, con responsabilità sempre maggiori
di Marco Grumo *
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Il paradigma dell’impresa locale e nazionale sembra sostanzialmente non esistere più. L’economia mondiale, nonostante le varie immissioni di liquidità, non cresce secondo le attese: a causa di eventi planetari straordinari, nuovi scenari economici, forti interconnessioni tra economia finanziaria e reale, cortotermismo nelle decisioni e negli investimenti, ma anche innovazioni radicali nel campo della scienza, della tecnologia e dell’industria, per non parlare dell’instabilità politica ed economica di molti Paesi e delle relazioni economiche internazionali che alternano momenti di liberismo a spinte di protezionismo puro.
Nell’economia e nella società dell’incertezza, l’unica certezza è rappresentata dal capitale e dai talenti. Questo vale per le imprese profit, per quelle non profit, ma anche per le pubbliche amministrazioni locali e centrali. Lo dimostra la recente esperienza della Cina che, come noto, ha investito in modo strategico sui talenti, facendoli espatriare in Occidente per la loro formazione per poi incentivarli a rimpatriare, posizionandoli in ruoli apicali di partito e nelle imprese nazionali, remunerandoli di conseguenza.
Ma chi sono i talenti? Sono persone proattive capaci di muoversi nella complessità, capaci di semplificare problemi, di ragionare al di là degli schemi, con forti capacità di problem solving e con una straordinaria apertura mentale. Presentano spiccate doti di adattamento, di gestione delle relazioni interpersonali, anche in contesti molto diversi dal proprio. Completano il profilo una solida preparazione umanistica, linguistica, tecnico-scientifica e tecnologica, nonché manageriale.
Sono incubatori e promotori di innovazione (a 360 gradi), coniugata con una spiccata capacità di realizzarla in modo veloce, efficiente ed efficace. Amano le sfide nuove (e parimenti soffrono la monotonia e la ripetitività delle organizzazioni) mostrando curiosità “a tutto tondo” e ottimismo. I talenti hanno una soluzione per ogni problema, ma soprattutto non si stancano di cercarla. Hanno una capacità intellettiva non comune, associata a personalità, creatività, duttilità, intelligenza intuitiva, ma soprattutto coraggio. Hanno anche valori forti che gli consentono di entrare in “sintonia” con le persone, guidandole al massimo livello di performance.
I talenti mostrano una grande velocità di apprendimento e una spiccata proattività e imprenditorialità, nonché una chiara visione di medio-lungo termine: vedono le opportunità prima degli altri e meglio degli altri. I talenti sono dotati di un’inclinazione naturale superiore alla media di tipo analitico, relazionale, progettuale. Hanno grande capacità di modellizzazione dei fenomeni, abbinata a un elevato senso pratico e a grandi doti di umiltà.


