L’intervista

«Il mercato in galleria cresce, sono le aste ad essere in crisi»

Parola di Massimo De Carlo, gallerista dal 1987. Senza Iva ridotta si perde l’occasione di far conoscere al mondo la qualità degli artisti italiani

Massimo De Carlo. (Foto di Pasquale Abbattista)

4' min read

4' min read

Nessuna crisi all’orizzonte, ma solo un cambio di passo e forse di percezione. Il mercato dell’arte a detta di tutti flette, eppure Massimo De Carlo, gallerista di lungo corso dal 1987 quando ha aperto MDC in via Panfilo Castaldi a Milano, dal suo punto di osservazione privilegiato – cinque gallerie negli hub dell’arte tra Milano, Londra, Parigi, Hong Kong e Seul più uno spazio virtuale – vede il cambiamento ma non la crisi.

Che cosa vedi?

Loading...

Il sistema sta mutando, la velocità lascia il passo alla riflessione e tutti – istituzioni, operatori e collezionisti – stanno rimodellando le relazioni. Il segno della crisi è dato dal calo dei fatturati e dei prezzi in asta, ma è solo quel modello a venir meno, non la domanda di arte. La domanda si confronta oggi inevitabilmente con un contesto legato a fatti politici e guerre. Oggi il collezionista non è più vittima dello status symbol che assegnava un valore assoluto all’opera. Dopo trent’anni di ascesa del mercato con centinaia di sedute d’asta, fiere, e mostre visitate il collezionista sa ormai che le opere hanno una storia molto diversa da quella di una narrazione che ha sempre visto come unico valore, anche giornalistico, il raggiungimento del prezzo più alto.

Nel 2019 il fatturato della tua galleria era di 31 milioni di €, nel 2023 ha superato i 38 milioni con un incremento del 20% e, addirittura, i dipendenti sono passati da 30 a 70 nel 2024 (+133%). Si cresce senza interruzione, dunque?

Il fatturato globale della galleria poggia principalmente sui mercati stranieri; l’Italia partecipa del 15% sul fatturato globale della galleria. Oggi rappresentiamo molti più artisti di un tempo (con 7 nuovi arrivi), le fiere sono aumentate da 9 a 12 l’anno. Nell’anno in corso sono 16 le mostre già realizzate tra Milano, Londra, Hong Kong e Pechino più 21 a MASSIMODECARLO Pièce Unique a Parigi. Ne abbiamo in programma altre sette entro fine anno. Direi che no, non ci uniamo al piagnisteo sul mercato, anzi crediamo si vada allargando in tutte le direzioni possibili, certamente con qualche manierismo, si preferisce la pittura più del video e meno della scultura. E il collezionista, quando compra, non ragiona soltanto in termini di sensibilità culturale ma anche di sostenibilità economica.

Installation view della mostra di Ariana Papademetropoulos in corso a Milano. (Foto di Roberto Marossi. Courtesy MASSIMODECARLO)

La sostenibilità è entrata anche in galleria?

Al netto delle qualità peculiari di un’opera, dovremo confrontarci sui temi della sostenibilità finanziaria ed ecologica che crea costi diversi. Siamo molto attenti sui trasporti poiché, movimentiamo oltre mille opere l’anno. Cerchiamo di avvalerci di tutti i professionisti che ci aiutino a contenere i costi – anche i colleghi.

La galleria guarda al futuro?

Dobbiamo avere la capacità di rinnovarci e interpretare quello che accade intorno, cogliere la diversa sensibilità di artisti e collezionisti. Progettare per i prossimi tre anni mostre che tengano conto di questo nuovo scenario. Continuiamo a fare ricerca, anzi più di prima, per trovare voci che da emergenti diventino leader nel proprio segmento. Il fatto che una galleria sia commerciale non significa che non faccia ricerca. Una logica binaria forse vincente 10 anni fa, ma oggi la struttura privilegia al nostro interno l’orizzontalità dei rapporti e all’esterno l’investimento costante sull’artista, senza inseguire cambiamenti improvvisi. Cerchiamo di costruire una collaborazione più sostenibile con autori che portino avanti il loro lavoro in maniera solida e coerente.

E la continuità aziendale della tua galleria come l’immagini nel futuro? Una cessione, una fusione, l’ingresso di un private equity?

Il futuro è già iniziato prima del Covid quando sono entrati nella compagine societaria collaboratori e soci esterni. Il mondo dell’arte non è abbastanza attrattivo per la finanza, non genera margini così alti. Fondersi con un’altra galleria è interessante, ma porrebbe problemi di governance e ostacolerebbe il principio identitario che fa essere ogni operatore diverso dall’altro.

Installation view della mostra di France-Lise Mcgurn in corso a Londra. (Foto di Todd-White Art Photography. Courtesy MASSIMODECARLO)

Esiste ancora la rappresentanza dell’artista?

L’esclusività non è mai realmente esistita, è sempre stato un concetto fluido: una piccola galleria con 12mila followers su Instagram come può avere la rappresentanza in esclusiva di un’artista che ne ha 100mila?

L’Iva in Italia va cambiata per non perdere il treno della riduzione già attuata in Francia e Germania?

Per forza, altrimenti perderemmo l’occasione di far conoscere al mondo la qualità degli artisti italiani. Domandiamoci: fra un giovane artista europeo che costa tra i 30 e i 40.000 euro più il 5,5% di Iva, come sarà presto in Francia o il 7% in Germania, e un giovane artista italiano che ha lo stesso prezzo più il 22%, a parità di percezione qualitativa, quale verrà comprato? Quello che costa meno. Un aspetto strettamente economico inevitabilmente si traduce in una perdita di penetrazione culturale. Un’Iva inferiore aiuta a essere più competitivi, più distribuiti e quindi più visibili.

Musei, biennali e fiere stanno cambiando?

I musei francesi perseguono con costanza progetti internazionali, quelli americani sono interessati più che mai alle realtà locali, quelli italiani hanno menti pensanti che spesso si scontrano con le possibilità di produzione: si devono sburocratizzare. La moltiplicazione delle biennali crea più occasioni, quella di Venezia non aveva contenuti particolarmente innovativi. Le fiere vanno ripensate: ad esempio, ogni ottobre in occasione della fiera, a Parigi si applica temporaneamente un’aliquota Iva ridotta, lì cultura ed economia vanno a braccetto!

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti