Intervista a Richard Teng

Il nuovo ceo di Binance: «Crisi passata. Impareremo dai nostri errori»

Richard Teng, subentrato nella carica di ad al dimissionario Changpeng Zhao, racconta in esclusiva al Sole 24 Ore i nuovi piani dell’exchange dopo la multa miliardaria comminata dall’Autorità Giudiziaria Usa in merito alla violazione della normativa anti-riciclaggio

Richard Teng

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«Dopo le dimissioni di Changpeng Zhao abbiamo assistito a una fuoriuscita di capitali ma ora possiamo dire che tutti quei fondi sono ritornati e stiamo assistendo a un ritorno di flussi netti positivi». Richard Teng dallo scorso novembre è passato alla guida di Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo. Ha sostituito il fondatore e leader carismatico Zhao, conosciuto ai più come CZ, costretto alle dimissioni forzate dopo l’accordo con il Dipartimento di Giustizia Usa. In seguito all’accordo Binance e Cz hanno ammesso di non aver implementato un efficace programma di anti-riciclaggio di denaro e di aver permesso transazioni illegali con Paesi e individui sanzionati. L’exchange ha accettato di pagare una multa di 4,3 miliardi di dollari, una delle più alte nella storia degli Stati Uniti. Teng, 53 anni, in passato dirigente presso la Monetary Authority di Singapore, chief regulator della Borsa di Singapore, è in Binance dal 2021. Ha ricoperto varie cariche. La scorsa estate, prima della recente nomina a ceo, era stato promosso a head of regional markets. In questa intervista esclusiva al Sole 24 Ore racconta come l’exchange intende voltare pagina e quale scenario si prospetta per il settore delle criptovalute.

«Il mio primo obiettivo come ceo è di concentrarmi sugli utenti perché gli utenti, oltre 167 milioni in tutto il mondo, sono da sempre la nostra forza. Dobbiamo continuare a costruire prodotti e servizi che soddisfino le esigenze degli utenti. In secondo luogo dobbiamo lavorare molto da vicino con i regolatori locali per approvare standard globali. La direzione del viaggio di questa industria è ora chiara».

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Che ruolo avrà CZ in futuro?

«Come parte dell’accordo ha accettato di dimettersi. Non sarà coinvolto nella gestione quotidiana o nella struttura dell’organizzazione. Ha espresso l’intenzione di volersi prendere una pausa».

Come giudica l’accordo con le autorità giudiziare Usa?

«Per policy non commentiamo le basi dell’accordo. Quello che posso dire è che abbiamo commesso degli errori in passato. Per noi è molto importante imparare da quegli errori e diventare una istituzione finanziaria ancora più forte. Non siamo l’unico caso tra le big. Se fa una ricerca su Google scoprirà che le prime 10 istituzioni finanziarie al mondo hanno nel tempo subito multe cumulate vicine ai 90 miliardi di dollari».

La nuova normativa Mica dell’Unione Europea introduce nuovi standard per gli exchange di criptovalute, tra cui la segregazione dei fondi dei clienti. Come si sta preparando Binance ad adeguarsi a questi nuovi requisiti normativi e quali impatti prevedete che avranno sulla vostra operatività in Europa?

«Apprezzo gli sforzi dell’Unione Europea per la regolamentazione sulle criptovalute. La norma dà chiarezza all’industria. Sin dal 2017 sono stato uno dei primi a vedere che c’era bisogno di regolamentare questo spazio perché questo spazio sarà il futuro della finanza. A livello globale ci sono ancora tante differenze. In questo senso la Mica è molto importante perché offre un framework normativo per 27 Paesi, quindi dà chiarezza anche a noi operatori per conformarci ai requisiti in modo trasparente. In questo momento abbiamo licenza in 18 Paesi a livello globale. Sappiamo quello che dobbiamo fare».

Si dice che la cripto-industria viaggi alla velocità della luce. Quali sono le innovazioni tecnologiche su cui state lavorando?

«Nei prossimi anni assisteremo a un uso combinato tra blockchain e intelligenza artificiale. Assisteremo a un graduale percorso di tokenizzazione degli asset. La blockchain offre soluzioni che le istituzioni finanziarie non sono in grado di garantire, come l’operatività 24 ore su 7 giorni e il supporto in contesti di scarsa inclusività finanziaria. Ma la bellezza della blockchain, che nei suoi punti di forza ha l’immutabilità e la tracciabilità, si manifesterà anche in altri settori, non solo nella finanza.

Qual è la sua opinione personale sul futuro delle criptovalute e come pensa che impatteranno sull’economia globale nei prossimi anni?

«Sono un holder di Bitcoin di lungo corso. Credo nel potenziale di questa tecnologia e sono bullish sull’intero settore che sta crescendo molto rapidamente. Basti pensare che Binance, in appena sei anni di vita, è cresciuto come altri colossi hanno fatto in decenni. Il settore continuerà a svilupparsi grazie a un mix di fattori: l’aumento della credibilità, la fiducia degli utenti, l’ingresso di nuove istituzioni e lo sviluppo di nuovi prodotti».

Recentemente il Chicago mercantile exchange ha superato Binance diventando il più grande exchange di futures su Bitcoin. Secondo i dati di CoinGlass, l’open interest del Cme ha raggiunto 4,07 miliardi di dollari, rappresentando una quota di mercato del 24,7%, mentre Binance è a 3,8 miliardi. Questo cambiamento riflette un crescente interesse istituzionale nei futures su Bitcoin e segnala una potenziale nuova era di investimenti istituzionali nel settore delle criptovalute. Nella stessa prospettiva si colloca l’eventuale approvazione dell’Etf sul prezzo spot a Wall Street che potrebbe arrivare a gennaio. Come vede l’Etf su Bitcoin, un nemico per gli exchange o un alleato?

«Più prodotti ci sono, più utenti arrivano nel settore. E l’Etf è un grande prodotto. A basso costo, rivolto agli utenti che vogliono agganciarsi al prezzo del Bitcoin nel lungo termine. Di conseguenza ben venga l’Etf se contribuirà a far crescere il numero di utenti e la mass adoption».

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