Il Parlamento Ue approva il partenariato con Londra
Il sì all’accordo è arrivato mentre si trascina la lite sul confine irlandese. L’intesa prevede libertà di scambio senza tariffe né quote
di Beda Romano
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A cinque anni da uno storico referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione, il Parlamento europeo ha approvato ieri a larghissima maggioranza l’accordo di partenariato concluso alla fine del 2020. Ciononostante, l’atteggiamento europeo è segnato da evidente sfiducia. Londra e Bruxelles stanno cercando una soluzione a una recente controversia relativa alla frontiera irlandese, mentre numerosi pescatori francesi protestano per non avere ancora ricevuto le attese licenze di pesca inglesi.
I commenti di ieri sono stati improntati all’ottimismo di maniera. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito il trattato «il pilastro di un partenariato forte e stretto con il Regno Unito». Secondo il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, si tratta dell’inizio di «una nuova era». Il premier Boris Johnson, impelagato in uno scandalo politico in patria, ha spiegato che l’intesa riguarda due partner «di importanza vitale, alleati vicini e sovrani in modo uguale».
Nel giugno del 2016, una piccola maggioranza di britannici si era detta favorevole a Brexit (il 52% dei votanti). Un accordo di divorzio fu finalmente firmato alla fine del 2019. Nel corso dell’anno successivo le parti hanno negoziato una intesa di partenariato che prevede libertà di scambio senza quote né tariffe. La Gran Bretagna è uscita dal mercato unico ufficialmente il 31 gennaio del 2020, mentre l’uscita effettiva è avvenuta il 1° gennaio di quest’anno.
Nell’esportare merci verso l’Europa il paese deve ora sottostare alle regole doganali europee (tanto che nei primi due mesi dell’anno, l’export britannico verso i Ventisette è sceso del 47% annuo). Il voto di ieri in Parlamento è stato senza equivoci: 660 deputati hanno votato a favore, 32 si sono astenuti, 5 hanno votato contro su un totale di 697 votanti. Il via libera è giunto all’ultimo minuto: l’applicazione provvisoria del testo di oltre 1.250 pagine viene infatti a scadere domani, il 30 aprile.
«La ratifica dell’accordo non è un voto di fiducia cieca nelle intenzioni del governo britannico di attuare i nostri accordi in buona fede. Piuttosto, è un’assicurazione dell’Unione europea contro ulteriori deviazioni unilaterali da ciò che è stato concordato congiuntamente. Il Parlamento europeo rimarrà vigile», ha detto il popolare lussemburghese Christophe Hansen, relatore del testo. I deputati hanno optato per dare stabilità alla relazione tra le parti, anche se non mancano i nodi da sciogliere.

