Il Piaggio Liberty si rinnova: ecco come va il nuovo ruote alte italiano
A 28 anni dal lancio il Piaggio Liberty cambia aspetto e si rinnova nella tecnologia. Confermate le tre cilindrate: 50, 125 e 150 cc
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I punti chiave
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In quasi 30 anni di onorata carriera il Liberty di Piaggio è stato venduto in oltre un milione di esemplari in tutto il mondo (in primis Italia, Spagna e Grecia), segno di un modello che risponde molto bene alle esigenze di mobilità degli abitanti delle grandi città. Nel model year 2025 il “ruote alte” della Casa di Pontedera è stato rivisto in molte parti senza però snaturarne le caratteristiche che ne hanno sancito il successo: facilità di guida per tutti (compreso il pubblico femminile), economia di esercizio ed estetica riuscita.
Nuovo frontale
I progettisti di Piaggio hanno messo mano al faro anteriore a led, ora a sviluppo orizzontale: è un elemento che caratterizza fortemente l’anteriore che ospita la “cravatta” centrale, tipico elemento di Piaggio, con la nuova griglia a nido d’ape in continuità con i fratelli maggiori Beverly e Medley. Cambiano anche le maniglie del passeggero, sostituite da un nuovo elemento in alluminio che può anche accogliere il bauletto posteriore (disponibile come optional così come il parabrezza). Nel nuovo Liberty è stato riprogettato il triangolo sella-pedana-manubrio: quest’ultimo è stato rialzato per consentire un controllo maggiore e un uso più agevole ai piloti più alti. Il nuovo manubrio ospita un’inedita strumentazione full Lcd con schermo da 5,5”. Infine, è nuovo il disegno dei cerchi, che restano sempre da 16” all’anteriore e da 14” al posteriore.
Cosa non cambia
Il nuovo Liberty è sempre disponibile nelle tre cilindrate 50 (una scelta coraggiosa, considerata la crisi ultradecennale del segmento), 125 e 150 cc, Euro 5+ (Euro 5 la 50); in effetti, anche la 150 sta risentendo dell’apertura alle autostrade per i 125 cc, guidabili anche con la patente B (proprio quel divieto è stato la causa della nascita della cilindrata 150 cc in Italia). I tre motori sono quattro tempi, raffreddati ad aria e dotati d’iniezione elettronica che contribuisce ai consumi molto ridotti: Piaggio dichiara 40 km/l per il 50 e il 125 cc, 37 km/l per il 150 cc. Il telaio è sempre in tubi d’acciaio ad alta resistenza, l’impianto frenante è sempre composto da un disco anteriore da 240 mm e da un tamburo posteriore da 140 mm (le versioni 125 e 150 hanno l’Abs); il serbatoio ha per tutti una capienza di 6 litri.
Come va il Piaggio Liberty
Abbiamo avuto modo di provare, in un circuito cittadino nel centro di Milano, il nuovo Liberty S 125. A livello estetico abbiamo trovato molto gradevoli il disegno del nuovo faro anteriore e quello dei cerchi. Già a guardarlo parcheggiato, il Liberty non nasconde la sua compatta natura cittadina. Bastano poche manovre per immettersi in strada e si apprezza subito il raggio di sterzata: in una carreggiata si inverte agevolmente la marcia. Pur non avendo riscontrato nell’uso i benefici del manubrio più alto (chi scrive è però alto 193 cm), con le ginocchia che toccano il manubrio quando si sterza completamente, alla fine non ci è parso un problema rilevante, anche perché il manubrio è posto in modo da assumere una posizione comoda, con la schiena dritta e non curva in avanti. L’unico dubbio sorge qualora si volesse montare una coperta coprigambe: allora la posizione forzata delle ginocchia limiterebbe parecchio il raggio di sterzata, ma solo per i più alti. Chi non avrà problemi sarà invece l’utenza femminile che beneficia della sella a 78 cm da terra e della leggerezza del Liberty: la scheda tecnica non riporta il peso, ma, a nostra sensazione, è davvero ridotto; issare sul cavalletto centrale lo scooter (operazione frequente perché manca quello laterale) è davvero molto semplice e non richiede alcuno sforzo. Il volume di carico non è certo da minivan, tanto che il bauletto è un optional praticamente obbligato se non volete girare per la città con il casco in mano: il sottosella, infatti, può ospitare solo un demi-jet mentre nel retroscudo trovano posto due vani, uno dei quali dedicato allo smartphone con presa Usb (direi con schermo fino a 6,1”). Su strada il Liberty 125 S non promette partenze fulminee ma è progressivo e gradevole nell’erogazione della potenza (11 cv): è una scelta che tutela chi usa tutti i giorni lo scooter, anche in quelli di pioggia quando pavé e strisce pedonali diventano nemiche molto insidiose. Bene anche la frenata, disponibile quasi tutta nel primo tratto della leva, ma quasi mai così aggressiva da attivare l’Abs durante la nostra breve prova. Il pavé e i binari del tram hanno messo a dura prova le sospensioni del Liberty: lo scooter ha sempre mantenuto un buon comfort di marcia, specie l’anteriore (la ruota da 16” aiuta molto), ma anche il singolo monoammortizzatore svolge dignitosamente il suo compito, considerati gli oltre 100 kg del pilota (tranquillamente paragonabili a una mamma che accompagna a scuola la figlia). Insomma, il Liberty 125 S continua a essere un cittadino di razza, in grado di affrontare ogni tanto anche qualche tratto di tangenziale o autostrada. Ci sarebbe piaciuto poter disporre del comodo avviamento keyless (molta concorrenza lo offre di serie), ma avrebbe comportato un aggravio di prezzo che, tra l’altro, resta invariato rispetto alla scorsa versione, in un range compreso tra 2.599 (Liberty 50) e 3.199 euro (Liberty S 150).





