2' min read
2' min read
Si chiama Ampelopros ed è un programma sperimentale, lanciato dal Consorzio di tutela del Prosecco Doc e da Veneto Agricoltura, per testare numerosi vitigni, alcuni già presenti nel panorama viticolo italiano, altri che rappresentano invece nuove varietà resistenti alle principali patologie della vite, in due areali nel territorio della denominazione. Dopo la sperimentazione, la filiera produttiva, nel rispetto dei principi a base del riconoscimento della denominazione di origine, potrà valutare l’opportunità o meno di inserire le nuove varietà nel disciplinare di produzione. L’iniziativa è stata presentata a Wine Paris, la fiera vinicola della capitale francese. Il progetto sarà realizzato grazie al contributo del Piano regionale Veneto Fers 2021-2027.
“L’accordo con Veneto Agricoltura rappresenta un passo fondamentale per la valorizzazione e la tutela della nostra denominazione alle prese con le ripercussioni dei cambiamenti climatici – afferma Giancarlo Guidolin, alla guida del Consorzio Prosecco Doc – La nostra missione è supportare il settore viticolo-enologico del Prosecco con progetti che possano garantire competitività e sostenibilità alle imprese”.
L’agenzia regionale per l’innovazione in agricoltura mette a disposizione, spiega il direttore, Nicola Dell’Acqua, “un’esperienza pluriennale nell’ambito della sperimentazione vitivinicola ed enologica condotta su varietà resistenti alle malattie fungine (Piwi) e vitigni autoctoni. In particolare, nelle aziende pilota di Veneto Agricoltura saranno messi a dimora vigneti sperimentali. Successivamente, con micro-vinificazioni e micro-spumantizzazioni, in blend cioè in mix, si intende identificare le varietà di vite potenzialmente in grado di integrarsi con la base varietale prevista dal disciplinare della denominazione Prosecco Doc”. L’agenzia “avrà anche il ruolo di formazione di uno specifico gruppo di analisi sensoriale specializzato per la verifica della tipicità del Prosecco”, aggiunge il direttore.
Intanto a Parigi sono state formulate le prime stime per le bollicine della doc sui mercati internazionali. “Gli imbottigliamenti di gennaio – afferma il presidente Guidolin - sono partiti con il segno positivo e, da quello che abbiamo potuto osservare, la Francia apprezza molto il nostro prodotto, caratterizzato da freschezza e versatilità”.
