L’intervista. Francesco Turcato

«Il raddoppio del Monte Bianco battaglia per tutte le imprese»

Per il presidente di Confindustria Valle d’Aosta il progetto legato al traforo è una delle priorità, così come la valorizzazione del capitale umano e l’attrattività del territorio

di Carlo Andrea Finotto

TRAFORO DEL MONTE BIANCO

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È una sfida per determinare il proprio futuro quella che hanno davanti il sistema produttivo e l’intero territorio della Valle d’Aosta. Ne è convinto Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, reduce dall’assemblea annuale e con ben chiari i dossier sui quali non mollare di un centimetro: la soluzione del “problema Monte Bianco”, la valorizzazione del capitale umano e l’attrattività del territorio. Partite complesse, non facili, ma che le imprese hanno tutte le intenzioni di portare a casa.

Come è stata questa prima parte dell’anno per le imprese valdostane e cosa possono aspettarsi dall’ultimo miglio del 2024?

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Le attese delle nostre aziende, stando all’indagine congiunturale che abbiamo presentato nel corso della nostra 79esima assemblea di martedì scorso, sono prudenti. I motivi sono molteplici, dalla situazione geopolitica che condiziona l’export ma anche il settore turistico, alle trasformazioni industriali legate alla twin transition, che però con il passare dei mesi diventano sempre meno chiare. E non parlo solo delle scadenze fissate dall’Europa, ma anche del piano Industria 5.0 che abbiamo atteso a lungo, ma che presenta delle complessità importanti per le imprese, specie quelle di piccole dimensioni, legate alle certificazioni per il risparmio energetico e all’acquisto di pannelli solari. Non è un caso che molte imprese preferiscano fare ancora ricorso in maniera non marginale al piano Industria 4.0.

Aggiungiamo un elemento a quelli da lei elencati che invitano alla prudenza: le prolungate chiusure programmate del tunnel del Monte Bianco. Quante chance ci sono di risolvere il problema avviando il raddoppio del traforo?

Nei giorni scorsi, con tutte le associazioni datoriali, abbiamo applaudito all’inserimento del raddoppio del tunnel nel Piano strategico dei trasporti della Regione, un documento che è già stato trasmesso ai Governi italiano e francese. Ci siamo battuti per oltre due anni per arrivare a questo primo risultato, difenderemo la nostra posizione anche nei prossimi decisivi mesi, sapendo di avere il pieno supporto di tutta Confindustria, ribadito in assemblea dal presidente Emanuele Orsini, perché questa è una battaglia che riguarda tutte le imprese italiane.

Costi dell’energia, costi della logistica, crisi internazionali, pressione fiscale: cosa vi penalizza di più?Sono tutte condizioni variabili, con cui abbiamo imparato a convivere dal 2020 in poi. Ciò che invece non possiamo più rinviare, è un piano complessivo che valorizzi da un lato il capitale umano presente in Valle d’Aosta, presente e futuro, e dall’altro renda questo territorio più attrattivo per le imprese e per i talenti. Il titolo della nostra assemblea, “Abilitare il futuro. Un patto per il presente” andava in questa direzione, e devo dire di aver raccolto una larga disponibilità ad affrontare concretamente questi temi, incrementando gli strumenti già presenti e valorizzando le proposte che arriveranno.

Quanto pesano le difficoltà che stanno vivendo le economie di partner importanti come Francia e Germania?Pesano sulla Valle d’Aosta e pesano sull’intera Europa. Ai primi di ottobre in 350, come rappresentanti del sistema Confindustria siamo andati a Bruxelles per confrontarci con i nostri rappresentanti al Parlamento europeo. È stato un segnale importante di attenzione che il presidente Orsini ha voluto dare, così come lo è il nostro desk condiviso con Piemonte e Liguria nella rappresentanza di Confindustria, che è operativo da un anno. Le risposte alla crisi tedesco-francese vanno ricercate lì, e risolte nelle nostre imprese qui.

Può tracciare un primo bilancio della sua esperienza alla guida delle imprese valdostane?Lascio questa risposta agli altri, di certo posso dire che insieme alla squadra di presidenza abbiamo registrato una crescente complessità dei problemi che ci troviamo ad affrontare, ma anche una volontà di risolverli, piccoli o grandi che siano, anche grazie al supporto della nostra struttura di rappresentanza regionale e nazionale.

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