Il rafforzamento passa dalla linea Adriatica
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di Luigia Ierace
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L’esigenza di spingere verso Nord i crescenti volumi di gas in arrivo da sud ha evidenziato la necessità di interventi infrastrutturali per aumentare la capacità di trasporto lungo la direttrice Sud-Nord del Paese. Dalla “linea Adriatica” al “SoutH2 Corridor”: due progetti che guardano al gas, ma anche all’idrogeno, per moltiplicare le autostrade dell’energia che dalla Sicilia attraversano tutta la Penisola verso l’Europa. Basti pensare che «la quasi totalità dei nostri metanodotti - spiega Massimo Derchi, Chief Operations Officer di Snam - è in grado di trasportare fino al 100% di idrogeno». Ma fondamentale per potenziare i flussi sarà il raddoppio della “linea Adriatica” che, sottolinea Derchi, è «il più grande progetto italiano di trasporto gas degli ultimi 10 anni, sia per quanto riguarda l’entità dell’investimento, sia per la capacità aggiuntiva che fornirà alla rete nazionale». I lavori inizieranno in primavera e, grazie a investimenti per circa 2,5 miliardi (uno dei quali in Abruzzo), Snam, precisa ancora Derchi, «potrà aumentare di 10 miliardi di metri cubi all’anno la capacità di trasporto, aiutando così il Paese a spingere verso il Nord Italia e poi verso l’Europa il gas in arrivo da Sud e “sbottigliando” condotte attualmente utilizzate al massimo delle loro possibilità».
I lavori della dorsale Adriatica, il cui iter autorizzativo fu avviato un ventennio fa, sono stati fermati circa 10 anni fa nel tratto abruzzese per le opposizioni territoriali. Ora con il riconoscimento da Bruxelles come PCI (Project of Common Interest) e come parte integrante della bozza del REPowerEU, la linea Adriatica può ripartire per trasportare gas, ma anche liberare spazio per veicolare l’idrogeno verde in arrivo dal Nord Africa. In pieno esercizio entro fine 2027, si compone di 3 gasdotti (Sulmona-Foligno 170 km; Foligno-Sestino 115 km; Sestino-Minerbio 140 chilometri) e una centrale di compressione, a Sulmona, con 3 turbocompressori da 11 megawatt assicurando la spinta verso Nord del gas in arrivo da Sud.
Da Mezzogiorno passa anche la grande sfida dell’idrogeno verde, fondamentale per contribuire alla transizione e alla decarbonizzazione dell’Italia e di aree dell’Europa con comparti molto energivori, come la Baviera, che altrimenti avrebbero difficoltà di accesso a questo vettore. Sarà possibile con il SoutH2 Corridor, autostrada dell’idrogeno, anch’esso riconosciuto PCI, cui lavora Snam con Trans Austria Gasleitung, Gas Connect Austria e la tedesca bayernets. Lungo 3.300 km, riutilizzando il 70% di condotte esistenti, trasporterà le molecole green (prodotte in Nord-Africa da fonti rinnovabili) lungo l’Italia, partendo da Mazara del Vallo, fino in Austria e Germania. Renderà sicuri nel medio-lungo termine gli approvvigionamenti di gas naturale e consentirà il trasporto di idrogeno verde anche in cluster difficili da decarbonizzare in Italia (Augusta, Taranto e il Nord Italia), Austria (Stiria, Vienna e Linz) e Germania (Burghausen e Ingolstadt). In pieno esercizio entro il 2030, la sua capacità di importazione dovrebbe superare i 4 milioni di tonnellate all’anno (pari al 40% dell’obiettivo comunitario di importazione annua di idrogeno verde stabilito al 2030 dal piano REPowerEU). Consolidare le infrastrutture del sistema gas aiuta a mantenere in equilibrio il mercato, favorendo la competitività delle imprese che devono approvvigionarsene, contrastando la povertà energetica e anche la decarbonizzazione, perché un gas a prezzi competitivi (a metà gennaio circa 30 euro al megawattora, contro gli oltre 300 di agosto 2022) scoraggia il ricorso al carbone, più inquinante e ancora molto usato nel mondo. L’impegno di Snam per ridurre le sue emissioni di metano (-45% nel 2022 rispetto al 2015) è stato riconosciuto con il Gold Standard delle Nazioni Unite.
