«Il ritardo sul 5G non pesa sulla telemedicina, per digital twin e operazioni a distanza molta strada da fare»
L'intervista a Gianmatteo Manghi, ad di Cisco Italia. Per il nostro Paese è impossibile e «controproducente» diventare autonomi a livello tecnologico
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il ritardo del 5G in Italia non rallenta le applicazioni di telemedicina, ma per avere i tanto attesi digital twin o operazioni chirurgiche a distanza, «c'è ancora molta strada da fare», ed è importante puntare sugli investimenti in ricerca e sviluppo. A tracciare un quadro sul futuro della telemedicina, a tre anni dalla pandemia, quando questa branca è diventata improvvisamente molto importante e conosciuta dai più, è Gianmatteo Manghi, ad di Cisco Italia, azienda che ha una collaborazione attiva con il Campus Biomedico di Roma. E' prevedibile, secondo Manghi che queste innovazioni «arrivino di qui a qualche anno».
Il gruppo, attento alle competenze («non si trovano soprattutto quelle di cybersecurity»), è anche coinvolto nel Psn, il Polo strategico nazionale del cloud al quale fornirà parte delle tecnologie. «Non vediamo possibili problemi, le tecnologie che vengono utilizzate sono sempre rispettose delle normative sulla sicurezza nazionale, del trattamento dei dati nazionali e di tutte le regolamentazioni», risponde riguardo alla possibile applicazione del Cloud Act ad aziende americane come Cisco. Diventare autonomi a livello tecnologico non solo sarebbe impossibile per l'Italia e ma è «controproducente» visto che «non favorisce lo scambio tra Paesi legati da un rapporto di amicizia, e quindi non favorisce la crescita».
Il ritardo italiano sulla copertura delle reti 5G può frenare lo sviluppo delle applicazioni di telemedicina?
Direi di no: il ritardo del 5G non rallenta lo sviluppo di applicazioni come l'assistenza domiciliare o da remoto, per le quali esistono già le tecnologie necessarie. Per la telemedicina è molto più importante puntare sulla ricerca e sullo sviluppo di soluzioni software e hardware. Le tecnologie per arrivare alla realizzazione di operazioni chirurgiche a distanza e del digital twin (il gemello digitale, ndr) in parte ci sono, ma c'è ancora molta strada da fare. L'obiettivo del digital twin è arrivare a replicare le caratteristiche del paziente, offrendo così la possibilità al chirurgo di operare su un modello digitale. Quindi il ritardo in Italia del 5G non è un fattore discriminante in questo campo, riguarda casomai altre applicazioni come la guida assistita, l'automazione industriale di un porto o la comunicazione a bordo treno.


