Il rossetto più antico di sempre è vecchio di 4 millenni
Risalente all’età del bronzo (1700-1900 ac.), il belletto è stato ritrovato nella regione di Jiroft (Iran), a cura di un’equipe di studiosi dell’università di Padova
di Marco Onnembo
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Ha quattromila anni e non li dimostra ed è molto simile – per forma cilindrica e composizione - a quelli utilizzati anche oggi. Si tratta del rossetto più antico di sempre, risalente all’età del bronzo (1700-1900 ac.), frutto di un recente ritrovamento nella regione di Jiroft nella parte sud-orientale dell’Iran, a cura di un’equipe di studiosi di archeologia, mineralogia e chimica dell’università di Padova, in collaborazione con diversi archeologi dell’università di Teheran.
Tale rinvenimento, che dimostra come il culto della bellezza non abbia età, è stato accolto con grande entusiasmo da tutta la comunità scientifica.
Nella provincia di Kerman, dove è stata effettuata la ricerca, è stata l’inondazione del bacino del fiume Halil, nell’inverno del 2000, a far emergere necropoli di una città sconosciuta con tombe ricche di tesori. Molti sono stati saccheggiati, ma grazie all’intervento delle autorità iraniane è stato permesso il trasporto di molti manufatti nei musei ed è stata offerta agli scienziati la possibilità di studiare i resti archeologici e di condurre alcuni scavi in queste zone.
Ismeo di Roma
Lo studio è stato finanziato dall’Ismeo di Roma, un’associazione che si occupa di promuovere attività di ricerca nelle zone dell’Africa e dell’Asia, ed ha coinvolto non solo archeologi ma anche studiosi di geoscienza o del comparto farmaceutico. Tanto che questa scoperta si può definire come multidisciplinare. Ricorrendo alla tecnica del radiocarbonio è stato possibile datare il rossetto in un periodo compreso tra il 1900 e il 1700 a.C. e poi, attraverso diverse tecniche, è stata studiata la composizione del rossetto che sembra essere sorprendentemente somigliante a quello attuale: è un prodotto cosmetico dal colore rosso cupo, costituito da diversi minerali quali braunite, manganite ed ematite, oltre ad oli e composti vegetali. Con qualche differenza, a partire dalla consistenza: se i rossetti di oggi appaiono come pasta da applicare, questo sembra avvicinarsi maggiormente ad una sostanza liquida. Un altro elemento rilevante è che esso contiene solo esigue tracce di piombo, a differenza degli altri cosmetici destinati alla pelle, cosa che potrebbe far supporre che gli antichi artigiani fossero consapevoli della tossicità della sostanza, se ingerita.
La forma cilindrica
E poi la forma, che è molto simile a quelli moderni. La sua forma cilindrica fa pensare che esso poteva essere tenuto in una mano insieme ad uno specchio di rame o di bronzo, mentre con l’altra lo si poteva applicare mediante un pennello o altri strumenti simili. Il ritrovamento di questo rossetto ha suscitato negli studiosi diversi interrogativi, che riguardano soprattutto come le antiche civiltà dell’Iran sud-orientale fossero caratterizzate a livello sociale e culturale.Supponendo che abbellire il corpo riguardasse, già all’epoca, prettamente la sfera femminile, si può pensare che l’importanza delle donne come regine e sacerdotesse fosse già grande in queste società. I gioielli e le acconciature complesse che le contraddistinguevano, infatti, fanno supporre che curare il loro corpo fosse un modo per mostrare e affermare il loro prestigio sociale e la loro autorità.


