Accise su gasolio e benzina: per ogni centesimo 170 milioni in più di gettito
La condizione di Palazzo Madama e l’osservazione di Montecitorio al parere chiedono all’esecutivo di “definire un tendenziale riavvicinamento in un congruo arco di tempo e nella misura compresa tra 1 e 2 centesimi di euro dell’aliquota dell’accisa applicata al gasolio e alla benzina in modo da tener conto dell’impatto ambientale ed economico di ciascun prodotto destinando le risorse al trasporto pubblico locale”
3' min read
I punti chiave
3' min read
Prima si è acceso il semaforo verde del Senato, poi è arrivato anche quello della Camera. La strada è segnata e indica il via libera al riallineamento delle accise di diesel e benzina nato sotto il segno del Piano strutturale di bilancio su pressing della Commissione europea che da due anni martella l’Italia per una riduzione delle agevolazioni agganciate a prodotti dannosi per l’ambiente. Sullo sfondo c’è il rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri con l’apertura di un tavolo tra sindacati e governo rappresentato dal viceministro Rixi, braccio destro di Salvini.
Testo atteso al Consiglio dei ministri
La commissione Finanze del Senato ha posto il riallineamento fra benzina e gasolio come condizione nel parere favorevole al decreto legislativo di riordino delle accise, attuativo della delega fiscale. Stessa musica ma attraverso un’osservazione è arrivata sempre ieri dalla commissione omologa di Montecitorio: il testo è ora atteso al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale e sarà successivamente oggetto di un decreto interministeriale che ne indicherà i dettagli.
La partita rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri
La condizione approvata dal Senato incarica l’esecutivo di «definire un tendenziale riavvicinamento in un congruo arco di tempo e nella misura compresa tra 1 e 2 centesimi di euro dell’aliquota dell’accisa applicate al gasolio e alla benzina in modo da tener conto dell’impatto ambientale ed economico di ciascun prodotto destinando le risorse al trasporto pubblico locale». È sul fronte caldissimo del rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri che si è consumata in queste ultime settimane la corsa a reperire le risorse: una partita fortemente voluta da imprese e sindacati e costellata da una lunga stagione di scioperi per autobus e metro nelle città.
Il rinnovo coprirà il biennio 2024-2026 per un fabbisogno di 260 milioni di euro nel 2025 che a regime diventeranno 500 milioni. Serviranno a coprire, secondo gli accordi, i 500 euro di una tantum a ristoro del 2024 e un aumento tabellare di 160 euro.
Opposizione critica
Ma il dossier accise è destinato a tornare ad agitare il dibattito politico. Pd e M5S vanno all’attacco sui “rincari” e a loro risponde Giorgio Salvitti, senatore FdI della commissione Finanze, ricordando che l’allineamento «risponde a una precisa esigenza di tutela ambientale e di investimenti nel trasporto pubblico».



