Carburanti

Accise su gasolio e benzina: per ogni centesimo 170 milioni in più di gettito

La condizione di Palazzo Madama e l’osservazione di Montecitorio al parere chiedono all’esecutivo di “definire un tendenziale riavvicinamento in un congruo arco di tempo e nella misura compresa tra 1 e 2 centesimi di euro dell’aliquota dell’accisa applicata al gasolio e alla benzina in modo da tener conto dell’impatto ambientale ed economico di ciascun prodotto destinando le risorse al trasporto pubblico locale”

Un benzinaio in una stazione di servizio dell'autostrada, Torino, 27 luglio 2023. Nuovo giro di rialzi per benzina e gasolio per i prezzi consigliati dei maggiori marchi, e rialzi anche per i prezzi delle pompe bianche. ANSA/TINO ROMANO (benzina, benzinaio, prezzi, lavoro, generica, simbolica, automobile, servito)

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Prima si è acceso il semaforo verde del Senato, poi è arrivato anche quello della Camera. La strada è segnata e indica il via libera al riallineamento delle accise di diesel e benzina nato sotto il segno del Piano strutturale di bilancio su pressing della Commissione europea che da due anni martella l’Italia per una riduzione delle agevolazioni agganciate a prodotti dannosi per l’ambiente. Sullo sfondo c’è il rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri con l’apertura di un tavolo tra sindacati e governo rappresentato dal viceministro Rixi, braccio destro di Salvini.

Testo atteso al Consiglio dei ministri

La commissione Finanze del Senato ha posto il riallineamento fra benzina e gasolio come condizione nel parere favorevole al decreto legislativo di riordino delle accise, attuativo della delega fiscale. Stessa musica ma attraverso un’osservazione è arrivata sempre ieri dalla commissione omologa di Montecitorio: il testo è ora atteso al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale e sarà successivamente oggetto di un decreto interministeriale che ne indicherà i dettagli.

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La partita rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri

La condizione approvata dal Senato incarica l’esecutivo di «definire un tendenziale riavvicinamento in un congruo arco di tempo e nella misura compresa tra 1 e 2 centesimi di euro dell’aliquota dell’accisa applicate al gasolio e alla benzina in modo da tener conto dell’impatto ambientale ed economico di ciascun prodotto destinando le risorse al trasporto pubblico locale». È sul fronte caldissimo del rinnovo del contratto per gli autoferrotranvieri che si è consumata in queste ultime settimane la corsa a reperire le risorse: una partita fortemente voluta da imprese e sindacati e costellata da una lunga stagione di scioperi per autobus e metro nelle città.

Il rinnovo coprirà il biennio 2024-2026 per un fabbisogno di 260 milioni di euro nel 2025 che a regime diventeranno 500 milioni. Serviranno a coprire, secondo gli accordi, i 500 euro di una tantum a ristoro del 2024 e un aumento tabellare di 160 euro.

Opposizione critica

Ma il dossier accise è destinato a tornare ad agitare il dibattito politico. Pd e M5S vanno all’attacco sui “rincari” e a loro risponde Giorgio Salvitti, senatore FdI della commissione Finanze, ricordando che l’allineamento «risponde a una precisa esigenza di tutela ambientale e di investimenti nel trasporto pubblico».

La mossa in effetti è stata molto annunciata, e contemplata nel programma di bilancio. Ma rispondendo a richieste Ue, con un taglio ai «sussidi ambientalmente dannosi» in un’ottica di transizione verde, il ritocco delle accise non pare vicinissimo agli orizzonti politici di larga parte della maggioranza, uscita da una campagna elettorale che di accise aveva parlato solo per sostenerne la riduzione (o addirittura l’abolizione).

Gettito in più da 170 milioni

Ma importanti sono anche i suoi effetti pratici. Perché l’aumento dell’accisa sul gasolio accompagnato da un’equivalente riduzione di quella sulla benzina determina un’invarianza solo apparente. Dal momento che il gasolio è venduto assai più della benzina. In base ai dati diffusi ieri dall’Unem, l’ex unione petrolifera, si può calcolare che nel 2024 siano stati acquistati quasi 28,8 miliardi di litri di gasolio, e 12,3 miliardi di litri di benzina. In un contesto del genere, un centesimo in più pagato per ogni litro del primo accompagnato da un centesimo in meno versato su ogni litro della seconda produce quasi 170 milioni di euro all’anno in più di gettito per lo Stato. L’allineamento integrale, che rimane l’obiettivo ultimo del processo di cui ora il Parlamento suggerisce l’avvio, farebbe incontrare le due accise a 67,25 centesimi al litro. E, al netto delle evoluzioni dei consumi, porterebbe quasi un miliardo aggiuntivo di gettito complessivo.

Lo sconto

La misura infatti passa da un taglio dell’agevolazione attuale, 11 centesimi, sul gasolio, e quindi si concretizzerà in un alleggerimento dello sconto. «Facciamo chiarezza: non c’è alcun aumento delle accise sui carburanti- ha detto Trevisi -. C’è, invece, un doveroso riallineamento sulla base del principio che chi meno inquina, meno paga. Si avrà, infatti, da un lato la riduzione delle accise sulla benzina, per cui, per esempio, chi gira in città con un’auto alimentata a benzina risparmierà circa 30 euro l’anno, mentre dall’altro ci sarà un aumento in egual misura per il diesel, che già gode comunque di accise agevolate».

Il relatore alla norma aggiunge poi: «Studi recenti hanno dimostrato l’elevata tossicità del particolato ultrafine derivante dalla combustione dei motori diesel, responsabile di numerose e gravi patologie come l’aterosclerosi e le malattie ischemiche delle coronarie. È dunque necessario scoraggiare l’utilizzo di un sussidio ambientalmente dannoso per la salute (Sad), come chiesto dall’Unione europea e da tutti i movimenti ambientalisti italiani».

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