Iliad: «Sui prezzi serve trasparenza da parte degli operatori storici, per le tariffe all'ingrosso incentivare la fibra pura»
L'intervista al ceo per l'Italia, Benedetto Levi. Il gruppo continuerà ad assumere nel 2023 e raddoppierà gli Iliad store.
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sui prezzi serve «trasparenza», fattore che manca soprattutto nelle offerte riservate «che provengono dagli operatori storici» mentre per le tariffe all'ingrosso pagate dagli altri operatori a Tim occorre agevolare «la fibra pura» rispetto a rame e adsl. A fare il quadro sulle politiche dei prezzi per il settore telco è Benedetto Levi, ceo di Iliad Italia, a valle della presentazione dei dati di bilancio del 2022 chiuso con un fatturato pari a 927 milioni di euro, in aumento del 15,5% e un EbitdaAl piu' che raddoppiato a 211 milioni. Nell'intervista a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit'Ed, nuovo gruppo attivo nella formazione e nel digital learning, Levi sottolinea che la crescita continuerà nel 2023. «Noi continuiamo ad assumere, siamo in fase di grande crescita, quest'anno – ha aggiunto - contiamo di raddoppiare gli Iliad store in Italia che ad oggi sono 31. Assumeremo anche tantissimi giovani, quasi la metà delle assunzioni effettuate nel 2022 riguardano persone under 30, in tantissimi ruoli».
I prezzi delle tlc in Italia sono tra i più bassi d'Europea, è arrivato il momento di alzarli?
Premesso che ogni operatore è libero di fare le politiche tariffarie che vuole, di indicizzare i prezzi all'inflazione o di usare altre soluzioni, quello che dobbiamo dire è purtroppo che nel mercato italiano manca la trasparenza. Di fronte all'eventuale decisione degli operatori di aumentare le offerte, è importante che venga garantita anche la libertà degli utenti di cambiare società se non sono più soddisfatti. Il vero problema di trasparenza è rappresentato dalle offerte riservate, comunicate in modo sotterraneo, che hanno il duplice effetto di distruggere il valore e la fiducia nel settore. E sono offerte che provengono dai tre operatori storici.
Restando in tema di prezzi, ma parlando di quelli all'ingrosso pagati dagli operatori alternativi a Tim per la rete, l'Agcom sta proseguendo con la sua proposta, notificata a Bruxelles, di adottare prezzi più alti per il rame. Che cosa ne pensate?
In generale è importante adottare e sviluppare la fibra ottica in Italia, sia laddove la fibra è già arrivata, sia accelerando lo sviluppo della rete. Noi abbiamo compiuto la scelta di non avere nemmeno un centimetro di rame nella nostra rete e continueremo coerenti su questa scelta. L'importante, dunque, è incentivare la fibra pura e non il rame o l'adsl.


