Concorrenza

Illuminazione, non conforme il 71% dei prodotti venduti online

Lettera di 59 associazioni europee a Bruxelles perché rafforzi i controlli doganali. Assoluce: «A rischio la competitività delle nostre aziende»

di Giovanna Mancini

Lo stand Barovier e Toso durante l’ultima edizione di Euroluce, nel 2023

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Ben vengano le regole, soprattutto quelle che tutelano la salute delle persone e dell’ambiente, purché contestualmente siano messi in atto anche rigorosi controlli affinché siano rispettate da tutti, evitando così di compromettere non solo il fine ultimo delle stesse regole - la sicurezza e la sostenibilità dei prodotti - ma anche la competitività delle aziende che li producono nel rispetto di tali normative.

L’appello di Assoluce, associazione di FederlegnoArredo che rappresenta le imprese italiane che realizzano apparecchi e sistemi di illuminazione, si unisce a quello di altre 58 associazioni di categoria e organizzazioni di tutela dell’ambiente e dei consumatori europee, che hanno siglato una dichiarazione promossa da LightingEurope per chiedere all’Unione Europea di intervenire concretamente contro le lacune normative che permettono la vendita online di prodotti di illuminazione non conformi.

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L’indagine di LightingEurope

Una recente indagine della stessa LightingEurope (l’associazione di categoria che rappresenta l’industria dell’illuminazione in Europa) ha infatti stimato che il 71% dei prodotti di illuminazione venduti online in Europa e ispezionati non sia conforme, mentre il 95% dei prodotti verificati non ha le necessarie certificazioni WEEE e CE né rispetta i requisiti di informazione che garantiscono il rispetto delle norme di Ecodesign, etichettatura energetica e sicurezza elettrica.

Prodotti che arrivano soprattutto da Paesi extra Ue, spiegano le associazioni, e compromettono la sicurezza dei consumatori, la sostenibilità ambientale e la competitività delle imprese italiane ed europee. Se il commercio elettronico è in rapida crescita, un numero sempre maggiore di prodotti per illuminazione venduti online non rispetta le normative europee in materia di sicurezza e sostenibilità.

Norme Ue inefficaci senza controlli

«Questo documento esce ora, poco dopo la nomina della nuova Commissione, nella speranza che possa dimostrarsi attenta alle istanze anche dell’industria - spiega Carlo Urbinati, presidente di Assoluce -. Negli ultimi anni, infatti, l’Unione ha emesso alcuni provvedimenti, in materia di sostenibilità e sicurezza, del tutto condivisibili negli obiettivi, ma che in alcuni casi rischiano di mettere in ginocchio interi settori, per di più senza predisporre strumenti adeguati per controllarne l’applicazione e il rispetto». Il risultato è una perdita di competitività delle imprese europee e questo vale anche per il settore dell’illuminazione, che in Italia rappresenta uno dei fiori all’occhiello del design, con un fatturato alla produzione di quasi 2,4 miliardi di euro nel 2023, per l’80% generato dalle esportazioni, e un saldo commerciale di 864 milioni di euro, in crescita del 38% rispetto al 2022 (dati del Centro Studi FederlegnoArredo).

«Il Green Deal europeo e le normative sui dispositivi elettrici ed elettronici stabiliscono standard rigorosi, ma il proliferare di prodotti non conformi rischia di compromettere gli sforzi dell’Unione Europea per un futuro più sostenibile e minaccia questi progressi, creando concorrenza sleale per le imprese che rispettano le regole», aggiunge Urbinati.

Imprese ottimiste sul 2024

Imprese che, nonostante le difficoltà di questa fase congiunturale, hanno saputo mantenere abbastanza bene le proprie posizioni, soprattutto sui mercati esteri, dove tra gennaio e giugno l’industria italiana dell’illuminazione ha realizzato 931 milioni di euro di ricavi (-0,9% rispetto allo stesso periodo del 2023). Da qui il cauto ottimismo delle imprese per l’anno in corso: il Monitor di Fla (realizzato su un campione rappresentativo di aziende associate) rileva un sentiment positivo, grazie alle aspettative sull’estero: il 67% degli intervistati prevede infatti un aumento delle esportazioni (+6,8%) e la maggioranza esprime una stima positiva anche per le vendite in Italia, sebbene l’andamento risulti stazionario (-1,3%).

«L’Europa fa bene a farsi da traino su questi temi, per mantenere il suo primato di pensiero, ma se non riesce a imporre sul mercato i controlli necessari, le regole che impone finiscono per essere una zavorra per le imprese italiane ed europee che devono rispettarle, perché comportano un innalzamento dei costi e delle pratiche amministrative e burocratiche, aprondo un ulteriore gap di competitività con chi invece riesce ad aggirarle».

Anche perché, ricorda Urbinati, le imprese italiane, che come visto hanno nell’export il loro principale motore di crescita, sono viceversa spesso penalizzate da normative molto rigide e altrettanti rigidi controlli applicati alle dogane di Paesi extra Ue (in primis dalla Cina), che talvolta agiscono come veri e propri dazi occulti, disincentivando e limitando l’espansione su quei mercati dei prodotti made in Italy.

L’appello di Assoluce e di LightingEurope è dunque, semplicemente, di avere un sistema equo di concorrenza leale, con regole uguali per tutti: il documento sottoscritto dalle 59 realtà industriali e organizzazioni di difesa dell’ambiente e dei consumatori «chiede all’Europa responsabilità per i prodotti venduti online, il miglioramento della tracciabilità e il rafforzamento delle autorità doganali, con regole più efficaci per fermare le importazioni non conformi, specialmente quelle provenienti da Paesi extra-Ue».

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