In arrivo i moduli carcerari, al via la gara per 1.500 posti ma è polemica politica
Il progetto partirà il 10 aprile, data in cui è prevista la gara per le aziende che presenteranno le proposte per la realizzazione dei nuovi moduli prefabbricati. Protesta l’opposizione: non tutelata la dignità delle persone
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I punti chiave
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Fanno già discutere prima di essere costruite le nuove carceri previste dal ministero della Giustizia per combattere il sovraffollamento degli istituti penitenziari. Il progetto partirà il 10 aprile, data in cui è prevista la gara per le aziende che presenteranno le proposte per la realizzazione dei nuovi moduli prefabbricati.
La sperimentazione
I primi 1.500 moduli saranno realizzati gradualmente, con l’installazione già di quattrocento in via sperimentale. È per questo che sono stati effettuati sopralluoghi negli istituti ad Opera e Voghera, forse i primi luoghi dove il piano vedrà la luce. Si tratta di una soluzione edilizia già adottata in altri Paesi europei che permetterebbe gli ampliamenti in tempi più rapidi. L’obiettivo è di portare a termine il più breve possibile, attraverso il Commissario straordinario Marco Doglio, quanto già annunciato dal governo riguardo al nuovo programma di edilizia penitenziaria, che prevede anche la realizzazione di istituti in caserme dismesse come già sta avvenendo a Grosseto.
La protesta dell’opposizione
Il bando non piace però a chi si occupa di diritti dei detenuti e ancora meno alle opposizioni. «Il ministro Nordio spieghi come intende intervenire per modificare quanto frettolosamente ci si avvia a realizzare - scrivono in un’interrogazione al Guardasigilli i senatori del Pd della commissione Giustizia Alfredo Bazoli, Franco Mirabelli, Anna Rossomando e Walter Verini -, in totale dispregio delle indicazioni costituzionali sulla sicurezza e sulla tutela della dignità delle persone. In ogni modulo dovranno trovare ospitalità quattro detenuti per una superficie complessiva di trenta metri quadri ricomprendendo nella metratura anche i servizi igienici con una superficie indicativa di tre metri quadri, assolutamente inadeguata - dicono i senatori dem - per garantire dignità della persona e insufficiente per ospitare tutte le necessità, comprensive degli effetti personali dei detenuti». La senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, è lapidaria: «La soluzione del governo Meloni per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario è quella di mettere i detenuti “di troppo” in celle container, cubi di cemento roventi d’estate e freddi di inverno. L’ennesima dimostrazione della politica repressiva e miope della destra in materia carceraria. Una disumanità vergognosa fatta di blocchi di cemento e lamiere che costa pure cara: trentadue milioni per 384 posti, circa ottantatremila euro a detenuto»
La replica del governo
«C’è un commissario nominato appositamente per velocizzare la costruzione di nuovi posti detentivi, alcuni dei quali sono da vecchi padiglioni, altri con nuovi moduli - replica alle critiche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, contattato da LaPresse -, ma tutto è assolutamente rispettoso della normativa e consentirà di non avere più il sovraffollamento che oggi c’è».
L’app per tutti gli atti del processo penale di primo grado
I moduli prefabbricati carcerari non sono l’unica novità sul fronte Giustizia. In queste ore è appena scattata l’obbligatorietà sull’utilizzo della specifica app per tutti gli atti del processo penale di primo grado, che aveva suscitato malumori nei mesi scorsi per alcuni malfunzionamenti, che ancora persistono. «Ci sono disagi che riguardano tutta Italia. È un dato molto preoccupante», sostiene l’Anm commentando «segnalazioni di disservizi in vari tribunali, da Aosta a Catania. A Torino invece il software è stato sospeso da procura e tribunale».


