La parola al gestore: Ubs Am

«In Europa i titoli high yield sono di alta qualità»

«Nel 70% dei casi hanno rating BB. Questo è un ottimo momento per investirci»

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Buone opportunità sul segmento high yield europeo che offre rendimenti elevati con una volatilità contenuta. Lo spiega nel dettaglio Zachary Swabe, gestore di Ubs Am.

Le elezioni tedesche sono imminenti. Qual è la sua posizione e come valuta l’attuale attenzione alla situazione fiscale?

In un panorama politico frammentato e segnato da profonde divergenze sulla direzione economica futura del Paese, l’esito delle elezioni federali tedesche appare altamente incerto. Sul fronte fiscale, dopo anni di crescita anemica, è sempre più evidente che il freno al debito, che limita l’ampiezza del deficit strutturale del bilancio pubblico, rappresenti un ostacolo all’espansione economica. Dato lo scenario incerto e la divergenza di posizioni politiche ed economiche, l’elezione di Friedrich Merz della Cdu come prossimo Cancelliere è l’unico esito che si possa prevedere con una certa sicurezza. I prezzi di mercato riflettono ampiamente questa aspettativa, così come l’ipotesi di almeno un certo grado di espansione fiscale, indipendentemente da eventuali modifiche al freno al debito. Tuttavia, la composizione esatta di qualsiasi coalizione di governo e la futura traiettoria della politica fiscale dipendono dalla distribuzione dei seggi all’interno del Bundestag e dalla disponibilità della Cdu di Merz a negoziare e collaborare con le forze di opposizione.

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Passando alla politica monetaria, che impatto avrà la dinamica dei tassi e sull’impatto sul mercato high yield dell’area euro?

A differenza degli Usa, le previsioni di crescita inferiori al trend e la debolezza del sentiment in Europa sono fonte di preoccupazione per i policy maker. L’aumento della concorrenza cinese nei settori strategici mette a dura prova le prospettive di crescita, in particolare nelle economie dominate dall’industria manifatturiera, mentre le questioni politiche in Francia e in Germania stanno danneggiando il sentiment. Alla luce di questo scenario, ci aspettiamo che la Bce effettui altri quattro-cinque tagli quest’anno. Tuttavia, il fatto che la Fed sia meno incline a ridurre i tassi nel 2025 potrebbe influenzare i tassi terminali in Europa. In concreto, il mercato dei tassi dovrebbe rimanere in una fascia di oscillazione e quindi stabile, scenario favorevole per il credito high yield.

Quali altri driver di rendimento vedete per il 2025?

Nel 2025 i rendimenti si baseranno sul reddito da cedole e sulla selezione del credito di alta qualità. Per questo motivo, è opportuno evitare i settori che rischiano di essere penalizzati da dazi e guerre commerciali, come automotive e settore chimico, o le aziende poco preparate ad affrontare la rapida evoluzione delle catene di approvvigionamento. Al contrario, opportunità potrebbero emergere nei settori orientati al mercato domestico, come l’healthcare, e le società ad alto rendimento, come banche e real estate. È inoltre importante sottolineare che l’evoluzione delle politiche sui dazi tra Stati Uniti, Cina ed Europa e il conseguente impatto sulle aspettative di inflazione potrebbero diventare un fattore determinante.

I fondamentali delle aziende sono sempre un tema caldo per gli investitori: com’è lo scenario?

I fondamentali restano stabili, garantendo un’elevata visibilità su margini, flussi di cassa e andamento della leva finanziaria. Le nostre previsioni si basano sull’analisi dei recenti utili societari, dei principali indicatori anticipatori, come i modelli di consumo e la crescita dei prestiti, e dei costi dei fattori produttivi, tra cui tassi di interesse e costi energetici. Le criticità, pur prevedibili, restano concentrate nei settori che attraversano una fase di debolezza ciclica e strutturale, come l’automotive.

Il passaggio degli emittenti dal mercato del debito pubblico a quello privato è stato positivo per il segmento high yield?

Il passaggio rappresenta un cambiamento strutturale positivo, poiché le società con rating più basso e maggiore leva finanziaria sono migrate dal finanziamento sui mercati pubblici ai mercati privati. Tra questi gli emittenti CCC, le operazioni Pik, ovvero titoli obbligazionari i cui interessi vengono capitalizzati e pagati con nuovo debito, e gli emittenti zombie, ossia aziende che generano abbastanza ricavi da coprire gli interessi sul debito, ma non sufficienti per ridurre il capitale, rimanendo così a rischio insolvenza. Ciò comporta un calo del rischio di default per i mercati high yield globali e, probabilmente, un miglioramento del rapporto rischio-rendimento.

Quali opportunità vedete nell’high yield europeo?

Ora è un ottimo momento per investirci. I rendimenti sono superiori alla mediana degli ultimi dieci anni, offrendo agli investitori un reddito più elevato rispetto agli anni 2010, quando i rendimenti erano resi artificialmente bassi a causa di tassi bassi o negativi e di misure di allentamento monetario non convenzionali, come il Qe. Il mercato europeo dell’high yield è di alta qualità: il 70% delle obbligazioni ha un rating BB, il che si traduce in una minore volatilità rispetto ad altri segmenti del mercato high yield. Inoltre, l’attuale contesto di bassi tassi di default sostiene i corporate bond, rendendo le obbligazioni alto rendimento in Euro un’opzione di investimento interessante. Infine, il mercato high yield in euro è uno dei pochi che offre agli investitori pieno accesso alle obbligazioni subordinate bancarie e societarie, creando opportunità interessanti in termini di rapporto rischio-rendimento.

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